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La nuova scuola elementare di Gassino apre le porte: un progetto lungo nove anni diventa realtà (FOTO)

Avviato sotto Cugini e completato con Corrado, il nuovo plesso cambia la mappa scolastica del paese

È suonata puntuale, alle 8:30 di giovedì 8 gennaio, la prima campanella d’ingresso del 2026 nella nuova scuola di via Regione Fiore, a Gassino Torinese. Un momento atteso da anni, che segna l’avvio ufficiale delle attività didattiche in un edificio destinato a cambiare in modo profondo l’assetto scolastico e urbano del paese.

L’ingresso degli alunni si è svolto in modo ordinato e regolare, come ha fatto sapere il Comune nelle prime ore della mattinata, grazie anche alle modifiche alla viabilità introdotte proprio in vista dell’apertura del nuovo plesso: «Questa mattina l’ingresso degli alunni si è svolto in modo ordinato e regolare: la nuova viabilità ha funzionato e ha permesso un afflusso sicuro e scorrevole fin dalle prime ore», hanno fatto sapere dall’amministrazione comunale, che ha seguito passo passo il primo giorno di scuola. Il sindaco Cristian Corrado ha inoltre annunciato che «nei prossimi giorni verranno completate le installazioni della segnaletica orizzontale, per rendere il sistema viabilistico ancora più chiaro ed efficace».

Una presenza istituzionale compatta ha accompagnato questa prima giornata: il sindaco e tutta la Giunta comunale erano presenti davanti alla scuola per salutare studenti, famiglie e personale, insieme alla Protezione Civile, agli Alpini, ai Carabinieri, alla Polizia municipale e ai tecnici comunali. Un lavoro di squadra che, come sottolineato dal Comune, ha contribuito a rendere più semplice e sicuro un passaggio delicato, soprattutto nelle prime ore del mattino.

La nuova scuola di via Regione Fiore è il risultato di un investimento importante: circa 9 milioni di euro – finanziati per 3,5 mln attraverso il PNRR e per 5,5 mln con i fondi comunali – per un’opera che ha avuto un iter lungo e complesso. La progettazione e le scelte politiche iniziali risalgono alla precedente amministrazione guidata da Paolo Cugini, che aveva avviato il percorso 9 anni fa con l’obiettivo di superare la frammentazione dei plessi storici e dotare Gassino di una struttura moderna, efficiente dal punto di vista energetico e adeguata agli standard di sicurezza. La realizzazione e il completamento dell’opera sono poi arrivati sotto l’attuale amministrazione Corrado, che ha accompagnato le ultime fasi del cantiere fino all’apertura di questi giorni.

Un passaggio che è stato sottolineato anche dal circolo PD del Gassinese, che ha accolto con favore l’apertura della scuola, rivendicando la genesi del progetto. «La nuova scuola che vedete in foto è il frutto di un’idea nata nel dicembre del 2017», hanno fatto sapere. «Allora – proseguono –, con il sindaco Paolo Cugini e l’assessore Andrea Morelli, a tutti gli effetti il papà dell’opera, abbiamo fatto una scelta chiara: dimostrare che anche a Gassino si costruisce il futuro dei nostri giovani, grazie ai libri, allo studio e a una scuola sicura». Il riferimento è a una visione di lungo periodo che, secondo il centrosinistra, ha permesso di intercettare risorse straordinarie e di portare a termine un intervento che oggi viene consegnato alla città.

La nuova scuola non rappresenta però solo un edificio in più, ma il perno di una ristrutturazione complessiva del sistema scolastico gassinese. Con l’apertura del plesso di via Regione Fiore, cambia anche il destino degli altri edifici. La scuola Elsa Savio continuerà a essere attiva come scuola secondaria di I grado, e proprio su questo edificio il Comune ha recentemente ottenuto un finanziamento di 130.000 euro nell’ambito di un bando PNRR per interventi di adeguamento antincendio e sicurezza, che riguarderanno sia la scuola sia l’archivio storico comunale. Un investimento mirato, che punta a migliorare la sicurezza degli spazi frequentati quotidianamente da studenti e personale.

Diverso il futuro della Borione, destinata a essere rifunzionalizzata e trasformata nella Casa delle Associazioni, uno spazio pensato per il volontariato e la vita associativa del paese. La Gandhi, invece, verrà abbattuta per lasciare spazio a un nuovo parco urbano, restituendo verde e qualità a un’area centrale. Una scelta che, nelle intenzioni dell’Amministrazione, evita il rischio di edifici lasciati vuoti e punta a dare nuove funzioni agli spazi liberati.

Sul piano politico, l’opera non è stata esente da critiche. Le minoranze hanno più volte ricordato come il progetto sia nato sotto la precedente amministrazione e hanno sollevato osservazioni su alcune scelte progettuali, dalla palestra non omologata per competizioni ufficiali all’assenza di un’aula magna rispetto alle ipotesi iniziali. Criticità che restano sullo sfondo in una giornata importante come quella dell’apertura, ma che fanno parte del dibattito più ampio su come utilizzare e integrare la scuola nel tessuto cittadino.

Intanto, la priorità di queste ore resta la gestione dell’impatto quotidiano della nuova struttura. Le modifiche alla circolazione in via Regione Fiore, introdotte in forma sperimentale, hanno retto alla prova del primo giorno. Il Comune ha ringraziato pubblicamente le famiglie per la collaborazione e ha assicurato che gli aggiustamenti necessari verranno effettuati nelle prossime settimane, a partire dal completamento della segnaletica orizzontale.

A distanza di anni dall’avvio dell’iter, la nuova scuola apre finalmente le sue porte. Un’opera che racconta una continuità amministrativa, pur nella diversità delle maggioranze, e che consegna a Gassino Torinese un edificio destinato a segnare il presente e il futuro di centinaia di studenti. Come ha scritto il circolo PD, «oggi siamo felici che la nuova scuola venga consegnata nelle mani di Gassino e dei suoi cittadini, ma soprattutto dei suoi giovani utenti». Da questa prima campanella, il resto lo dirà il tempo, fatto di lezioni quotidiane, ingressi mattutini e di una città chiamata ora a far funzionare davvero ciò che ha costruito.

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