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Costume e società

Luca Argentero, il dubbio di un padre: «Non so se sono un bravo papà»

L’attore torinese ha raccontato la paternità e il tempo condiviso con Nina Speranza e Noè Roberto

Luca Argentero, il dubbio di un padre: «Non so se sono un bravo papà»

Luca Argentero, il dubbio di un padre: «Non so se sono un bravo papà»

Quando parla dei figli, Luca Argentero mette da parte il personaggio pubblico e il successo televisivo. Nell’intervista rilasciata a Tv Sorrisi e Canzoni nei giorni scorsi, l’attore sceglie un tono semplice, quasi disarmato, per raccontare cosa significhi oggi per lui essere padre di Nina Speranza e Noè Roberto, nati dal matrimonio con Cristina Marino. Un ruolo che definisce il più importante della sua vita, anche se accompagnato da dubbi e domande che non nasconde.

«È un’età magica», dice Argentero parlando dei suoi bambini, soffermandosi su una fase della crescita che vive con un misto di entusiasmo e consapevolezza. La primogenita compirà sei anni a maggio, il più piccolo tre a febbraio. Un tempo in cui tutto cambia velocemente e in cui, ammette, il lavoro rischia di portarlo lontano da casa più di quanto vorrebbe. «Passa molto in fretta. Da genitore cerco di fare in modo che il lavoro in questo momento non mi porti troppo lontano da loro per troppo tempo», racconta, spiegando come oggi la gestione delle distanze e dei set sia una delle sue principali preoccupazioni.

Nelle parole dell’attore non c’è l’idea del padre perfetto, anzi. «Non so se sono un bravo papà, ma ci metto tutto l’impegno di cui sono capace», confessa, definendo la paternità come un’esperienza che lo entusiasma e che sente di aver desiderato profondamente. Un sogno realizzato, ma anche una responsabilità quotidiana fatta di presenza, ascolto e tempo sottratto ad altro.

Argentero, che non ama esporre la propria vita privata sui social, racconta che le rare occasioni in cui decide di farlo sono legate proprio alla famiglia. I figli, spiega, hanno già iniziato a confrontarsi con il suo lavoro in modo diverso. Nina è consapevole di ciò che fa il padre e riconosce il motivo per cui viene fermato per strada, mentre Noè è ancora troppo piccolo per distinguere il personaggio dall’uomo. «È in una sorta di limbo», dice sorridendo.

Nell’intervista emerge anche il tentativo di costruire una quotidianità il più possibile normale, nonostante una vita scandita da produzioni televisive e cinematografiche. Argentero racconta come ogni momento passato con i figli sia percepito come prezioso, anche quelli apparentemente più semplici, e come il tempo condiviso diventi una priorità rispetto a tutto il resto.

Accanto al racconto della paternità, resta sullo sfondo una carriera che continua a correre veloce, tra set e nuovi progetti. Ma nelle sue parole è chiaro che, al di là dei ruoli interpretati sullo schermo, quello di padre resta il preferito. Un ruolo che non sente di poter giudicare con certezza, ma che vive con dedizione totale, accettando fragilità e incertezze come parte integrante dell’esperienza.

Luca Argentero

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