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20 Gennaio 2026 - 16:55
Motorvalley arriva su Netflix: Luca Argentero protagonista corre tra Imola e la via Emilia
Non è soltanto una serie “di motori”. È anche una cartolina in movimento, una dichiarazione d’amore all’Emilia-Romagna che vive di pista e di officine, di passione e di rumore, di corse che non finiscono quando si spegne il semaforo. Motorvalley, la nuova produzione Netflix in sei episodi, ha finalmente una data d’uscita: sarà disponibile da martedì 10 febbraio. E per Imola, che l’ha ospitata per settimane, è un ritorno improvviso, quasi fisico, grazie alle prime immagini diffuse nel trailer.
Chi conosce la città lo capisce al volo. Tra una curva e un’inquadratura, tra un taglio di montaggio e un rombo che sembra uscire dallo schermo, si intravedono viale Rivalta, porta Montanara, la via Emilia. Luoghi quotidiani trasformati in scenografia, ripresi non come sfondo turistico ma come parte del racconto, con quella naturalezza che hanno le storie girate davvero in strada e non ricostruite in studio.
La serie è stata realizzata a Imola tra ottobre e novembre 2024, dentro un contesto che gli appassionati conoscono bene: gli Aci Racing Weekend, dove il campionato corre sul serio e il pubblico non è figurazione. È qui che Motorvalley ha trovato il suo habitat, perché l’ambientazione non è un semplice “mondo delle corse” generico, ma un sistema preciso, riconoscibile, con le sue regole, le sue rivalità e quella fame di velocità che spesso è anche fame di riscatto.
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Al centro della storia ci sono tre personaggi che arrivano alla pista come si arriva a un’ultima possibilità. Arturo, interpretato da Luca Argentero, è un ex pilota dal passato pesante, ritiratosi dopo un incidente che ha lasciato tracce non solo sulla carriera. Elena, che ha il volto di Giulia Michelini, appartiene alla famiglia Dionisi, legata a una scuderia importante: un’eredità che però non le garantisce più nulla, perché l’azienda è finita nelle mani del fratello e il suo ruolo va riconquistato. E poi c’è Blu, la giovane interpretata da Caterina Forza, descritta come una ragazza istintiva, pronta a bruciare le tappe e se stessa, con un’attrazione quasi tossica per la velocità.
I tre si incrociano per un obiettivo che è tecnico e insieme personale: preparare Elena a rientrare davvero in gioco, allenandosi e misurandosi in un ambiente dove la competizione non è soltanto sportiva. La cornice è quella del Campionato italiano Gran Turismo, raccontato come un viaggio pieno di prove, sorpassi e scelte che hanno conseguenze. Perché qui le auto non sono solo un’ossessione da weekend, ma un confine sottile: tra la vita che ti riprendi e quella che continui a perdere.
Dietro la macchina produttiva c’è un nome che in questo mondo ha già lasciato un’impronta netta: Matteo Rovere, che firma la produzione per Groenlandia e ha anche un ruolo centrale nello sviluppo creativo della serie. Motorvalley nasce infatti da un gruppo di autori che comprende Francesca Manieri, Gianluca Bernardini e lo stesso Rovere, già legato all’immaginario dell’automobilismo italiano per Veloce come il vento, film che aveva portato sullo schermo una velocità più emotiva che spettacolare, fatta di rischio e dipendenza dal limite.
La regia, in questa serie, è condivisa: oltre a Rovere, ci sono Pippo Mezzapesa e Lyda Patitucci. La scrittura coinvolge, oltre a Manieri, Bernardini e Rovere, anche Michela Straniero ed Erika Z. Galli. Un impianto corale che lascia intendere un racconto pensato non solo per le sequenze in pista, ma anche per ciò che accade prima e dopo, quando il rumore si spegne e restano le persone.
Nel cast compaiono anche Giovanna Mezzogiorno e, guardando al legame locale, c’è Lucia Ricalzone, volto che molti riconoscono anche per la sua presenza nella terza stagione di Doc – Nelle tue mani, serie che aveva già visto Argentero protagonista.
La serie è stata sostenuta dalla Regione Emilia-Romagna attraverso l’Emilia-Romagna Film Commission e arriverà su Netflix con una distribuzione pensata per più Paesi, non solo per il pubblico italiano. Tradotto: Imola e l’intera Motor Valley non saranno semplicemente “ambientazione”, ma vetrina internazionale. E in un tempo in cui le città competono anche attraverso le immagini, ritrovarsi dentro un trailer Netflix — con porta Montanara e la via Emilia che scorrono insieme alle auto — significa entrare nel racconto globale.


Alcuni fotogrammi tratti dal trailer
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