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Cronaca
05 Febbraio 2026 - 22:53
Terremoto sulle Alpi piemontesi: è stato rilevato dai sismografi
La terra ha tremato all’improvviso, in una sera d’inverno apparentemente tranquilla, cogliendo di sorpresa decine di persone tra la Val Sangone e la Val di Susa. Erano le 22.07 e 20 secondi quando una scossa di terremoto è stata avvertita distintamente a Coazze, ma anche in diversi comuni della valle, da Giaveno a Condove, fino alle zone più interne della Val di Susa.
Il sisma, secondo i dati ufficiali dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ha avuto epicentro a Lemie, in alta Val di Susa, con una magnitudo ML 2.4 ed è stato registrato nella serata di mercoledì 5 febbraio 2026. Una magnitudo contenuta, ma sufficiente a essere percepita in modo netto in un’area piuttosto ampia, complice la profondità e le caratteristiche geologiche della zona.
A Coazze la scossa è stata descritta da più persone come “forte e chiara”, un movimento secco, breve ma deciso, che ha fatto vibrare abitazioni e infissi. In molti hanno raccontato di essersi fermati di colpo, cercando di capire cosa stesse succedendo, mentre altri hanno pensato inizialmente a un mezzo pesante o a un boato lontano. Poi la conferma, arrivata quasi subito attraverso i social e i primi riscontri ufficiali.
«A Coazze è durato cinque secondi, la casa ha tremato un bel po’», scrive un’abitante in un commento pubblicato su Facebook pochi minuti dopo la scossa. Un racconto che trova riscontro in altre testimonianze simili, tutte concordi nel descrivere una vibrazione breve ma ben percepibile, sufficiente a far oscillare lampadari, muovere oggetti leggeri e generare un comprensibile spavento, soprattutto tra chi vive ai piani alti o in abitazioni più isolate.

La scossa è stata avvertita con chiarezza anche in Val di Susa, dove diversi residenti di Condove e dei comuni limitrofi hanno segnalato il movimento tellurico. In alcuni casi è stato percepito come un colpo secco, in altri come una vibrazione ondulatoria, segno di come l’onda sismica si sia propagata in modo differente a seconda delle aree.
Non si segnalano danni a persone o cose, né interventi di emergenza particolari, ma l’episodio ha riacceso l’attenzione su una zona che, pur non essendo tra le più attive d’Italia dal punto di vista sismico, è comunque interessata da una sismicità minore ma ricorrente. Eventi di questa intensità rientrano nella normale attività della catena alpina, ma quando avvengono nelle ore serali e sono chiaramente avvertiti dalla popolazione, l’impatto emotivo resta forte.
Come spesso accade, i social sono diventati in pochi minuti una sorta di sismografo collettivo, con segnalazioni incrociate da più comuni che hanno contribuito a delineare rapidamente l’area interessata dal terremoto, ben prima della diffusione delle note tecniche ufficiali. Un passaparola digitale che restituisce la fotografia di un territorio vasto, collegato e attento, dove anche una scossa di magnitudo 2.4 non passa inosservata.
L’Ingv ha confermato i dati nelle ore successive, inserendo l’evento nel bollettino sismico nazionale. Al momento non risultano repliche significative, ma come sempre in questi casi la situazione viene monitorata costantemente.
Per molti, dopo lo spavento iniziale, è rimasta soprattutto la sensazione di quei pochi secondi in cui tutto sembra fermarsi. Cinque secondi, raccontano da Coazze. Cinque secondi sufficienti a ricordare che anche in Piemonte, tra valli e montagne, la terra può farsi sentire. E quando accade, anche una scossa lieve diventa subito una notizia che corre veloce, di casa in casa.
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