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Tumore al seno, all’ospedale di Biella arriva la mastectomia endoscopica

La Chirurgia introduce una tecnica mininvasiva con ricostruzione immediata: tra i primi centri in Piemonte

Tumore al seno

Tumore al seno, all’ospedale di Biella arriva la mastectomia endoscopica (foto di repertorio)

Un passo avanti concreto nella cura del tumore al seno e nella qualità della vita delle pazienti. La Chirurgia dell’Ospedale di Biella è tra i primi centri in Piemonte ad aver introdotto la mastectomia endoscopica, una tecnica innovativa che consente la rimozione del tumore mammario e la ricostruzione immediata della mammella attraverso un approccio mininvasivo.

La novità si inserisce nel percorso di evoluzione della Breast Unit biellese, che punta su interventi sempre più mirati, meno invasivi e con un impatto ridotto sul decorso post-operatorio. L’utilizzo dell’endoscopia, spiegano dall’ospedale, garantisce risultati estetici migliori e tempi di recupero più rapidi rispetto alla mastectomia tradizionale.

L’endoscopio è uno strumento flessibile che trasmette immagini ad alta definizione su uno schermo e, attraverso piccole incisioni, permette di eseguire interventi chirurgici complessi con maggiore precisione. Nel caso della mastectomia endoscopica, la tecnica consente di intervenire con un’incisione limitata, riducendo il trauma chirurgico e migliorando l’esito complessivo dell’operazione.

A spiegare nel dettaglio l’intervento è Massimiliano Bortolini, responsabile della Breast Unit dell’Asl di Biella. «La mastectomia endoscopica è un intervento mininvasivo che con un taglio di 3 centimetri nella zona ascellare consente sia la rimozione del tumore mammario che la ricostruzione immediata», sottolinea. «Il vantaggio riguarda anche l’impatto psicologico sulla paziente, legato sia alle dimensioni della cicatrice, che rimane piccolissima e nascosta, sia al percorso post-operatorio».

Un percorso che, nella maggior parte dei casi, prevede una degenza di circa 24 ore e si conclude in una decina di giorni, con la rimozione del drenaggio. Tempi ridotti che favoriscono un rientro più rapido alla quotidianità e una migliore accettazione dell’intervento.

La mastectomia endoscopica rappresenta anche un’evoluzione naturale delle tecniche conservative già in uso. «Si tratta di un ulteriore tassello che implementa la chirurgia mininvasiva», aggiunge Roberto Polastri, direttore della Struttura complessa di Chirurgia Generale e del Dipartimento di Chirurgia. «Un percorso iniziato con la chirurgia laparoscopica e proseguito negli ultimi due anni con la chirurgia robotica».

I numeri confermano l’attività intensa della Breast Unit di Biella. Nel 2025 sono stati effettuati oltre 300 interventi senologici, di cui più di 200 per tumore alla mammella. Dati che raccontano un centro in crescita, sempre più orientato all’innovazione e alla presa in carico completa delle pazienti.

L’introduzione della mastectomia endoscopica rafforza il ruolo dell’ospedale di Biella come riferimento sul territorio, dimostrando come l’evoluzione tecnologica possa tradursi in benefici clinici, estetici e psicologici, senza rinunciare alla sicurezza oncologica.

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