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Il Salone del Libro affida il futuro ai ragazzi: Torino sceglie Morante e chiama Zadie Smith

Dal Lingotto un messaggio di speranza tra adolescenza, libri e nuovi sguardi sul mondo

Il Salone del Libro affida il futuro ai ragazzi

Il Salone del Libro affida il futuro ai ragazzi (foto da pagina ufficiale di FB)

Il Salone Internazionale del Libro di Torino guarda ai più giovani e affida a loro il cuore dell’edizione numero 38, in programma al Lingotto dal 14 al 18 maggio. Il tema scelto è “Il mondo salvato dai ragazzini”, dal celebre libro di Elsa Morante, una dichiarazione di intenti che mette al centro l’adolescenza come forza capace di immaginare e costruire un futuro diverso.

A spiegare il senso della scelta è la direttrice Annalena Benini, confermata alla guida del Salone per i prossimi tre anni. «È un messaggio di speranza. È il mondo che il Salone del Libro si prefigge, auspica, prova a costruire ogni giorno con inventiva e dedizione», ha dichiarato. Un impegno che Benini vive come continuità naturale del lavoro svolto: «Sono felice, è una continuazione naturale di un servizio alla promozione del libro e della lettura, di un magnifico lavoro che mi ha molto arricchito in questi anni».

A inaugurare ufficialmente il Salone sarà Zadie Smith, scrittrice e saggista inglese tra le voci più autorevoli del panorama contemporaneo. A lei è affidata la lezione inaugurale, dal titolo “Ogni cosa era estrema. Ed è tuttora così”, una riflessione sull’adolescenza e sulle sue tensioni, in piena sintonia con il tema dell’edizione. La Grecia sarà il Paese ospite d’onore, come annunciato al termine dell’edizione 2025, mentre l’Umbria sarà la regione ospite.

Accanto alle otto sezioni tradizionali, il Salone introduce una nona sezione interamente dedicata ai ragazzini, rafforzando la scelta di rivolgersi a un pubblico giovane non solo come destinatario, ma come protagonista culturale. Nessuna novità invece sul fronte della governance e sull’eventuale ingresso del ministero della Cultura nella cabina di regia della manifestazione. Il presidente Silvio Viale ha chiarito: «Le istituzioni per noi sono un valore all’interno del Salone del Libro, ma lavoriamo sui progetti. Stiamo rinnovando la convenzione con i singoli soggetti, sono solo atti burocratici». Viale ha inoltre annunciato nuovi spazi con un Business Center dedicato agli addetti ai lavori e un ampliamento degli incontri legati al Romance, che troveranno spazio anche nei cinema del Lingotto.

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Durante l’incontro di presentazione, svoltosi nell’Aula magna del Politecnico di Torino, Benini ha svelato anche i primi ospiti internazionali: Petros Markaris, Emmanuel Carrère, Valeria Luiselli, Irvine Welsh, Ece Temulkeran, Abraham Verghese, Guillermo Arriaga, Lea Ypi. Ampio spazio sarà riservato anche ai libri per l’infanzia, con autori come Hervé Tullet, Guillaume Perreault e Magali Bonniol. Per lo sport, annunciata la presenza del “divin codino” Roberto Baggio.

Torna anche Aspettando il Salone, che quest’anno ospiterà un nome di forte impatto internazionale: Gisèle Pelicot, definita la donna che ha “fatto cambiare lato alla vergogna”. Sarà in Italia per un unico appuntamento il 18 marzo, nell’Aula Magna della Cavallerizza Reale di Torino, per presentare il suo memoir “Un inno alla vita” (Rizzoli), in dialogo con Benini.

Confermate infine le sezioni curate del Salone, ciascuna con un proprio ciclo di incontri: Melania Mazzucco per l’Arte con Annie Cohen-Solal; Francesco Piccolo per il Cinema con Paola Cortellesi, Giulia Calenda e Furio Andreotti sulla scrittura di C’è ancora domani; Matteo Lancini per Crescere sul disagio evolutivo con Daniele Mencarelli; Teresa Cremisi per l’Editoria con i giovani del Bookstock; Francesco Costa per l’Informazione sui social media con Francesco Zaffarano, Livia Viganò e Marco Cartasegna; Luciana Littizzetto per la Leggerezza con Mara Maionchi e Orietta Berti; Erin Doom per il Romance con Karim B.; Alessandro Piperno per il Romanzo, con un percorso sui classici che parte da Lolita di Nabokov, insieme a Silvia Avallone.

Il Salone 2026 si presenta così come un laboratorio di idee, affidando ai più giovani non solo un tema, ma una responsabilità simbolica: immaginare, ancora una volta, un mondo da salvare con i libri.

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