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Giorno della Memoria, la lezione parte dai banchi di scuola

Il sindaco Graffino e il vicesindaco Cavapozzi incontrano gli studenti della scuola secondaria di San Benigno per parlare di leggi razziali, memoria e responsabilità

Giorno della Memoria, la lezione parte dai banchi di scuola

San Benigno Canavese ha scelto di celebrare il Giorno della Memoria partendo dalla scuola, dal confronto diretto con i ragazzi e da un racconto capace di parlare al presente. Un modo concreto e consapevole per ricordare, andando oltre la semplice commemorazione.

Martedì 27 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, il sindaco Alberto Graffino e il vicesindaco Michele Cavapozzi sono intervenuti presso la scuola secondaria dell’Istituto Comprensivo di San Benigno per un momento di riflessione dal titolo Le leggi razziali e la scuola”.

Un incontro pensato come spazio di dialogo e condivisione con studenti e docenti, per approfondire una delle pagine più drammatiche della storia italiana ed europea del Novecento.

Al centro dell’iniziativa, il racconto delle leggi razziali del 1938 e delle loro conseguenze nella vita quotidiana, in particolare nel mondo scolastico. Attraverso la lettura di leggi e decreti dell’epoca, ma anche di diari, quaderni e testimonianze di studenti ebrei, gli amministratori hanno cercato di restituire ai ragazzi non solo i fatti storici, ma soprattutto le emozioni, le paure e il senso di smarrimento vissuti da chi si è trovato improvvisamente escluso dalla scuola e dalla società.

Il Giorno della Memoria a San Benigno Canavese 

"Abbiamo celebrato il Giorno della Memoria in un luogo speciale – ha spiegato il sindaco Graffino –. Insieme al vicesindaco abbiamo voluto parlare ai ragazzi delle “Leggi razziali e della scuola”, cercando di trasmettere, da amministratori pubblici, le emozioni vissute dai testimoni oculari di quel periodo così tragico per il nostro Paese".

Una storia raccontata dal punto di vista delle persone, fatta di cambiamenti improvvisi e drastici nella vita di tutti i giorni.

Nel corso dell’incontro è stato sottolineato anche il valore della preparazione e della cultura personale come strumenti fondamentali per orientarsi nella realtà e per non subire passivamente ciò che accade.

"Abbiamo cercato di far comprendere quanto sia importante costruirsi un’opinione propria ed equilibrata su ciò che succede attorno a noi – ha aggiunto Graffino e quanto ognuno di noi sia artefice, nel suo piccolo, di una parte di storia".

La riflessione si è poi allargata all’attualità, con alcuni parallelismi tra quanto accade oggi nel mondo e le dinamiche che si ripetono quotidianamente anche all’interno dei corridoi scolastici.

Il tema dei “diversi”, delle minoranze e dei meccanismi di esclusione è stato affrontato in modo diretto, per aiutare i ragazzi a riconoscere quanto sia facile, ancora oggi, creare discriminazione e quanto sia invece necessario vigilare e intervenire.

Un messaggio forte, rivolto soprattutto alle nuove generazioni: ricordare non significa soltanto guardare al passato, ma assumersi una responsabilità nel presente. "Anche perché – ha concluso il sindaco – certe cose non si ripetano mai più".

L’amministrazione comunale ha infine espresso un ringraziamento al corpo docente dell’Istituto Comprensivo per la collaborazione e la sensibilità dimostrate, elementi fondamentali per la buona riuscita dell’iniziativa. Un momento di memoria condivisa che ha saputo trasformarsi in un’occasione educativa, capace di lasciare un segno e di stimolare nei ragazzi domande, riflessioni e consapevolezza.

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