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02 Febbraio 2026 - 05:00
In occasione del Giorno della Memoria, Venaria Reale ha inaugurato, nel quartiere Rigola, il Giardino Mafalda di Savoia, un nuovo spazio pubblico che unisce gioco, comunità e memoria storica. Alla cerimonia hanno partecipato famiglie, alunni e alunne della scuola primaria, insegnanti, associazioni e autorità civili e militari, tra cui l’Assessore regionale Maurizio Marrone.
Il giardino è stato dedicato a Mafalda di Savoia, morta nel campo di concentramento di Buchenwald nel 1944.
La scelta nasce da un progetto educativo promosso dalla Pro Loco, che ha coinvolto due classi della scuola primaria Rigola. Bambine e bambini hanno studiato la storia della principessa deportata, riflettendo sui valori civili e umani, fino a chiedere ufficialmente, nel gennaio 2023, che un luogo pubblico le fosse intitolato.
“La richiesta dei ragazzi – ha sottolineato il sindaco Fabio Giulivi – racchiude un grande valore educativo, civile e umano. Come Città l’abbiamo accolta con convinzione: questo giardino diventa uno spazio dove si gioca, ci si incontra e si cresce, diventando più consapevoli”.

Venaria intitola un giardino a Mafalda di Savoia
L’inaugurazione, avvenuta il 28 gennaio 2026, si è svolta nel contesto della Giornata della Memoria, rendendo il luogo ancora più simbolico.
Grazie al Patto di Collaborazione per i Beni Comuni, firmato tra la Città di Venaria Reale e la Delegazione di Torino dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, il giardino sarà curato nel tempo, segno di una comunità che si prende cura dei propri spazi e dei propri valori.
Ma, come sottolinea il sindaco: “l’immagine più bella resta quella dei bambini protagonisti: da loro arriva un messaggio chiaro, che il futuro si costruisce imparando dal passato, con rispetto e partecipazione”.

Tantissima partecipazione all'intitolazione del Giardino.
Mafalda di Savoia, nata a Roma, 19 novembre 1902 e morta a Buchenwald, 28 agosto 1944, era una principessa italiana, figlia di re Vittorio Emanuele III e della regina Elena del Montenegro, e consorte titolare d’Assia-Kassel dal 1940 al 1944, come moglie del principe Filippo.
Cresciuta tra famiglia, arte e impegno civile, partecipò durante la Prima guerra mondiale alle visite della madre ai soldati e agli ospedali. Durante la Seconda guerra mondiale, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, fu arrestata dai nazisti e deportata nel campo di concentramento di Buchenwald, come parte delle persecuzioni contro membri di famiglie reali e personalità considerate pericolose o scomode dal regime.
Qui subì gravi torture e ferite a seguito di un bombardamento, morendo nella notte del 28 agosto 1944. La sua vicenda è ricordata per il coraggio, la dedizione alla famiglia e la solidarietà verso gli altri prigionieri, che assistette fino agli ultimi giorni della sua vita.
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