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31 Gennaio 2026 - 18:50
C’è un momento, ogni anno, in cui Venaria Reale si concede simbolicamente alla festa e alla fantasia. È il momento della consegna delle chiavi della città che, nella mattina di sabato 31 gennaio, come da tradizione, sono passate nelle mani del Lucio d’la Venaria e della Castellana, dando ufficialmente il via alle celebrazioni del Carnevale.
Un rito che affonda le sue radici nella storia popolare e che continua a coinvolgere la comunità, tra costumi, colori e sorrisi. In piazza si sono ritrovati gruppi, associazioni e cittadini, con la presenza dei Conti di Cremieu e l’entusiasmo contagioso delle maschere dei bambini, protagonisti di una festa che parla soprattutto alle nuove generazioni.
Il sindaco Fabio Giulivi, ha sottolineato il valore della partecipazione e l’energia portata dai più piccoli, capaci di rappresentare "con colori e sorrisi lo spirito del Carnevale".
Le due maschere Lucio d’la Venaria e la Castellana hanno alle spalle una lunghissima tradizione e, ogni anno, a Carnevale la fanno riemergere sprigionando tutta la potenza del rito e della tradizione.
La figura di Lucio d’la Venaria, per esempio, appartiene alla memoria collettiva del Piemonte. Le prime tracce documentate risalgono alla metà dell’Ottocento, quando Lucio compariva nei teatrini dei burattini, spesso come spalla dei protagonisti. Un personaggio ingenuo e credulone, talvolta finto tonto, che con le sue battute diventava però il vero fulcro della scena, conquistando il pubblico con ironia e spontaneità. Le sue origini, secondo alcuni studiosi, potrebbero essere ancora più antiche, legate al teatro itinerante della Commedia dell’Arte.

Prende il via il Carnevale a Venaria
Intorno a Lucio si è poi costruita, nel tempo, una dimensione quasi leggendaria. C’è chi racconta dell’esistenza, nei boschi della Mandria, di una statua oggi scomparsa raffigurante un misterioso uomo con un lungo pastrano e un ampio copricapo, identificato proprio come “Lucio della Venaria”. Un mistero mai chiarito, che ha alimentato racconti e suggestioni.
La leggenda è diventata racconto letterario nell'opera “Lucio dla Venerìa”, la figura di Lucio si intreccia a una storia di riscatto, giustizia e generosità, contribuendo a fissarne il mito nell’immaginario popolare. Da allora, il nome di Lucio è rimasto vivo, tramandato attraverso il teatro, la letteratura e, oggi, il Carnevale.
Ed è proprio questo intreccio di storia, tradizione e comunità a rendere speciale il Carnevale venariese.
"Il Carnevale è una vera festa di popolo, fatta di storia, tradizioni e comunità: un patrimonio che vogliamo continuare a vivere insieme", ha ricordato il sindaco Fabio Giulivi.
Ora lo sguardo è rivolto a domenica prossima, 8 febbraio, quando le vie della città si riempiranno del corteo delle maschere, tra musica, tamburi e colori. Un appuntamento che, anno dopo anno, rinnova un rito antico e invita cittadini e visitatori a lasciarsi coinvolgere da una festa che sa parlare al presente senza dimenticare il passato.
A Venaria Reale il Carnevale è ufficialmente iniziato. E come accade da generazioni, la città si prepara a viverlo insieme, tra leggenda e allegria.
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