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Materasso abbandonato davanti al municipio di Verolengo: scoppia la polemica sui social

Un rifiuto ingombrante scatena discussioni infuocate tra amministratori: responsabilità, video e sanzioni al centro della polemica

Verolengo

Un rifiuto ingombrante scatena discussioni infuocate tra amministratori: responsabilità, video e sanzioni al centro della polemica

Un materasso abbandonato lungo via Rimembranza 4, a Verolengo, a pochi passi dal municipio, non è più soltanto un rifiuto ingombrante: è diventato un caso politico, un banco di prova per l’amministrazione e il detonatore di una polemica che, giorno dopo giorno, ha acceso i social e diviso il paese.

Qui non si parla solo di un oggetto lasciato dove non dovrebbe stare. Si parla di tempi, di scelte e di metodi diversi nell’affrontare un problema semplice, evidente, sotto gli occhi di tutti. Proprio per questo emblematico: se una questione così piccola resta irrisolta, cosa accade quando i problemi sono più complessi?

Il materasso 

Il materasso è lì, in un punto centrale, davanti al municipio. Lo vedono i cittadini, lo vedono i passanti, lo si incrocia ogni giorno. Ed è questa presenza costante a rendere la vicenda più rumorosa di qualsiasi spiegazione.

Tutto inizia con un post dell’ex assessore Stefania Casa, nel gruppo "Comune di Verolengo: Segnalazioni e Avvisi", che scrive: «Non è una segnalazione perché lo sapete già, bensì un suggerimento: informare l’ufficio tecnico che mandi gli operai comunali a portarlo via, come è successo a Borgo Revel tempo fa. Il materasso da solo non se ne va. Fatti, non parole…» Il riferimento è chiaro: il materasso è stato lasciato accanto ai bidoni dell’immondizia, ma non può essere conferito in quel modo. Serve un intervento.

Alla pubblicazione del post segue la risposta dell’assessore Francesco Artusa, che chiarisce la linea dell’amministrazione: responsabilità individuale, sanzioni e smaltimento a carico di chi ha sbagliato. «Il materasso sta lì, c’è il video del signorino che lo butta, appena sarà possibile interverranno gli ispettori sanzionando il fenomeno e lo faranno smaltire a spese sue. Gli operai comunali non sono a servizio di chi non ha voglia di fare le cose come vanno fatte, dovresti saperlo.» Una posizione netta, fondata sul rispetto delle regole.

Ma i giorni passano e il materasso resta dov’è. Stefania Casa, dopo circa una settimana, torna sull’argomento con un nuovo post: «Il materasso è ancora lì e il “fenomeno”, così chiamato dall’assessore Artusa nel post precedente, non è stato identificato. È una certezza. Inoltre non occorre attendere gli ispettori di SETA per sanzionare i trasgressori: bastano i vigili, che con le multe coprono anche i costi di smaltimento effettuato dagli operai comunali. L’assessore dovrebbe saperlo. Mi domando perché raccontare frottole su una cosa così piccola e facilmente verificabile. Cosa dobbiamo aspettarci?»

La risposta di Artusa non tarda ad arrivare: «Già che pensi che la sanzione che possono fare i vigili sia uguale a quella che possono fare gli ispettori di SETA la dice lunga. Se il tuo metodo era quello di mandare i cantonieri ogniqualvolta ci fosse uno smaltimento improprio dei rifiuti, poco importa, a nostro avviso i cantonieri non sono a disposizione di chi non ha voglia di fare le cose come vanno fatte. Poi vorrei capire la “certezza” che hai, dato che il video che ha fatto il privato ce l’ho solo io e pochi altri, quindi le “frottole”, come le chiami tu, non so bene alla fine chi le dice. Voi avete avuto i vostri metodi, noi stiamo utilizzando i nostri e devo dire che fino ad ora, da quello che ci dicono, non sta andando poi così male, e soprattutto nessuno ha ancora perso le deleghe e le cariche.»

Nel dibattito interviene anche Daniela Caminotto, dai banchi della minoranza: «Caro Francesco, se hai un video dovresti condividerlo coi vigili. Lo scopo è risolvere e farlo in tempi ragionevoli. I livelli raggiunti con la raccolta differenziata dal Comune di Verolengo negli scorsi anni sono stati più che soddisfacenti e sicuramente meglio degli attuali, in base ai dati recenti. Stefania se ne è sempre occupata egregiamente. Le tue allusioni alle deleghe ritirate rivelano scarsa conoscenza dei fatti. Ogni tanto, meno arroganza non guasterebbe.» 

Artusa replica chiarendo ulteriormente la propria posizione: «Nel momento in cui c’è un video fatto da un privato, ovviamente le procedure non sono come quando il video arriva dalle telecamere pubbliche: bisogna valutare vari fattori e le diverse conseguenze, motivo per cui le tempistiche potrebbero essere più lunghe. Argomento materasso: ma secondo voi un materasso davanti al Comune nessuno lo vede? Quando chiami in Comune mille volte per questo materasso, dimmi che motivo c’è se non quello di screditare il lavoro degli altri. Questo gruppo è nato per essere utile ai cittadini, non perché io debba passare metà del tempo a rispondere alle allusioni e alle critiche. Avete il vostro gruppo della minoranza: volete screditarci? Usate quello.»

Al netto delle posizioni, delle accuse reciproche e dei toni sempre più accesi, resta un fatto che nessun commento può smentire: il materasso è ancora lì. Giorno dopo giorno, mentre le spiegazioni si moltiplicano, l’oggetto resta immobile, trasformandosi da semplice rifiuto a simbolo.

Ed è qui che la vicenda supera i confini dell’abbandono di rifiuti e diventa notizia. Perché quando i cittadini vedono e attendono, mentre le istituzioni discutono, la distanza tra percezione e azione diventa evidente. Se davvero esiste un video che documenta l’abbandono, come dichiarato dall’assessore, la domanda che rimbalza tra i commenti e nelle conversazioni quotidiane resta semplice e scomoda: perché, dopo giorni, quel materasso è ancora davanti al municipio? È davvero solo una questione di procedure, visto che il video è stato realizzato da un privato e non da telecamere pubbliche? Chissà...

Mentre il materasso resta lì e le "accuse" volano, Daniela Caminotto ricorda che il gruppo social serve per segnalare criticità, non per screditare nessuno: "Credo che per segnalare un materasso, un palo, l'erbaccia, il muro scrostato il gruppo giusto sia proprio questo. La segnalazione è stata fatta nel merito dei fatti, non per screditare nessuno. Il ruolo della minoranza è anche quello di segnalare criticità. Per il resto, attendiamo che la situazione venga risolta."

Di fronte alle precisazioni di Caminotto, Artusa ribadisce che il gruppo serve per segnalare criticità, ma non tutto può essere riportato sui social dopo essere già passato per gli uffici competenti: "Appunto, il gruppo serve proprio per segnalare certe problematiche, tra qui quelle da te elencate, ma c’è modo e modo. Inoltre, dopo che una cosa é già stata segnalata a tre uffici comunali non ne vedo il senso di segnalarla anche sui social. Appunto, segnalare criticità non il materasso, il palo o il muro scrostato."

In una comunità piccola, dove tutto è sotto gli occhi di tutti, anche un materasso può diventare uno specchio. Uno specchio che riflette non solo un problema di rifiuti, ma anche il modo di comunicare, di gestire le urgenze quotidiane e di rispondere alle critiche.

il materasso dopo una settimana

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