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Un caffè, un furto e zero dignità: il “gesto elegante” immortalato dalle camere del bar (VIDEO)

Entra per una tazzina e se ne va con le mance: il video diventa virale

C’è chi entra in un locale per un caffè e chi, evidentemente, per qualcosa di più. A Bari, da Stacco – Urban Breakerie, un cliente ha deciso di trasformare una normale pausa al banco in un piccolo capolavoro di meschinità: ordinare, bere e poi portarsi via anche le mance dei dipendenti. Tutto in meno di un minuto. Tempismo perfetto, morale assente.

A raccontare l’episodio sono stati gli stessi titolari del locale, che hanno pubblicato sui social il video delle telecamere di sorveglianza. Le immagini mostrano la donna mentre, approfittando di un momento di distrazione del personale dietro al bancone, allunga la mano, afferra il contenitore delle mance e lo infila con nonchalance sotto il giubbotto pesante. Poi si allontana, come se nulla fosse, lasciandosi alle spalle una tazzina vuota e un gesto che parla da solo.

A commentare il filmato, una frase secca, senza bisogno di interpretazioni: «Vieni a Stacco per un caffè… e ti porti via pure le mance delle ragazze. No comment. Solo vergogna». Nessun appello pubblico, nessuna richiesta di restituzione, nessuna sceneggiata. Solo l’esposizione nuda e cruda di un comportamento che non ha bisogno di grandi analisi per essere giudicato.

Stacco è una realtà ben conosciuta in città, una catena di creperie con tre punti vendita a Bari, apprezzata per la sua proposta urbana e informale. Proprio per questo l’episodio ha colpito ancora di più: non un colpo notturno, non una rapina, ma un furto piccolo e simbolicamente pesante, perché a essere portato via non è stato l’incasso, ma ciò che i clienti lasciano volontariamente come riconoscimento al lavoro quotidiano dei dipendenti.

Nel video si vede chiaramente la dinamica: la donna attende che una dipendente si allontani per servire un altro cliente, poi agisce. Pochi secondi, gesto rapido, e la cassetta sparisce sotto il cappotto. Una scena che, se non fosse reale, sembrerebbe quasi caricaturale. E invece è tutto vero.

L’episodio arriva peraltro in un momento già complicato per i commercianti baresi, costretti a fare i conti con una nuova ondata di furti e spaccate. Solo negli ultimi giorni, il ristorante Mastro Ciccio, in corso Vittorio Emanuele, è stato preso di mira: nella notte tra il 25 e il 26 gennaio un ladro ha sfondato la porta in vetro, rubato il registratore di cassa con circa 3.250 euro, per poi abbandonarlo distrutto in strada. Dall’inizio del mese, almeno quattro locali del centro – tra ristoranti, barberie e negozi di abbigliamento – sono finiti nel mirino.

In questo contesto, il furto delle mance assume un valore ancora più amaro. Non per l’entità del bottino, ma per ciò che rappresenta: un gesto che colpisce direttamente chi lavora al banco, chi serve, chi passa le giornate a correre tra clienti e ordinazioni. Un gesto piccolo, sì, ma disdicevole. E, come hanno scritto i titolari, non serve aggiungere altro.

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