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27 Gennaio 2026 - 16:30
A Balangero la memoria delle incursioni francesi tra storia locale e ferite collettive
La storia, quando viene raccontata partendo dai luoghi e dalle persone che l’hanno vissuta, smette di essere un elenco di date e diventa esperienza condivisa. È accaduto venerdì 23 gennaio alla Biblioteca di Balangero, dove una sala attenta e partecipe ha accolto Alessandro Mella, ospite per la presentazione del suo libro «Nel nome del Re Sole – Cenni storici su crimini, danni ed angherie del nemico nel Piemonte in guerra e nell’alta Italia (1700-1709)». Un incontro che ha riportato Balangero indietro di oltre tre secoli, in uno dei momenti più drammatici della sua storia.
Dopo i saluti iniziali e il ringraziamento ai volontari e alle volontarie della biblioteca, con un riferimento particolare a Ivan Cavalli per l’impegno nell’organizzazione della serata, l’autore ha guidato il pubblico dentro gli anni della guerra di Successione spagnola, quando il Piemonte fu attraversato e ferito dalle operazioni militari francesi volute da Luigi XIV, il Re Sole. Non una ricostruzione astratta, ma un racconto concreto, fatto di episodi, nomi, luoghi che a Balangero hanno ancora un’eco riconoscibile.
Mella si è soffermato in particolare sull’estate del 1705, quando le truppe francesi arrivarono nel borgo. Un passaggio che segnò profondamente la comunità: saccheggi, devastazioni, violenze che costrinsero la popolazione a fuggire, cercando rifugio sul monte San Vittore, lasciando case, beni e affetti alla mercé del nemico. Nel racconto emergono le vittime della ferocia delle truppe, i danni materiali inflitti al paese e il clima di terrore che accompagnò quei giorni. Tra le immagini più forti, quella del parroco nascosto presso il coro, mentre il borgo veniva messo a ferro e fuoco: una scena che restituisce tutta la fragilità di una comunità travolta dalla guerra.

Il libro di Mella, come ha spiegato l’autore, nasce da un lavoro di ricerca su fonti storiche e documenti d’epoca, ma trova la sua forza nella capacità di collegare i grandi eventi bellici alle conseguenze quotidiane sui piccoli centri. Balangero, in questo senso, diventa un esempio emblematico di come la guerra non colpisca solo gli eserciti, ma soprattutto le popolazioni civili, anche – e forse soprattutto – nei luoghi lontani dai grandi campi di battaglia.
Alla serata ha preso parte anche il sindaco Franco Romeo, che ha voluto portare il saluto dell’amministrazione comunale. Nel suo intervento ha sottolineato la drammaticità della guerra vissuta dai piccoli comuni, spesso dimenticata nei manuali di storia, ma fondamentale per comprendere l’identità dei territori. Un richiamo alla memoria come strumento non solo culturale, ma anche civile, capace di dare profondità al presente.
L’incontro si è chiuso con un dialogo informale con il pubblico, segno di un interesse vivo per una storia che, pur lontana nel tempo, continua a interrogare. La serata di Balangero si inserisce in un percorso più ampio di presentazioni: il prossimo appuntamento con il volume di Alessandro Mella è in programma a Piverone il 30 gennaio, a conferma di un lavoro che sta trovando ascolto in diversi comuni del territorio.
A Balangero, intanto, resta il valore di una serata che ha saputo trasformare la biblioteca in un luogo di memoria attiva, dove il passato non è stato celebrato in modo retorico, ma raccontato nella sua durezza. Per ricordare che anche i piccoli paesi hanno attraversato la storia con ferite profonde, e che conoscerle è un modo per dare senso al presente.

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