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Gli ecovolontari di Grugliasco ripuliscono l’area e lanciano un appello alla città: Ci serve aiuto!"

Sacchi pieni di sporcizia raccolti in poche ore, mentre cresce l’indignazione dei residenti e il bisogno di nuove energie dal territorio

Gli ecovolontari di Grugliasco

Gli ecovolontari di Grugliasco ripuliscono l’area e lanciano un appello alla città: Ci serve aiuto!"

Ancora una volta sono stati i volontari a rimediare a ciò che l’inciviltà quotidiana lascia dietro di sé. A Grugliasco, nella giornata di oggi, il gruppo REG – Rete Ecovolontari Grugliasco è sceso in campo per una maxi operazione di pulizia che ha interessato via Pietro Micca e il parchetto della zona, restituendo decoro a spazi pubblici troppo spesso trattati come discariche a cielo aperto.

Il bilancio dell’intervento è visibile nelle immagini pubblicate sui social dagli stessi ecovolontari: sacchi colmi di rifiuti, segno evidente di un abbandono sistematico che nulla ha a che vedere con episodi isolati. Cartacce, plastica, materiali di varia natura lasciati lungo strade e aree verdi, trasformate nel tempo in luoghi degradati e poco accoglienti per chi vorrebbe semplicemente passeggiare o portare i bambini a giocare.

Nel post diffuso dal gruppo REG, il messaggio è chiaro e diretto: serve più civiltà, ma anche più volontari. L’invito è esplicito a unirsi a quella che gli ecovolontari definiscono “la forza del bene”, un’espressione che racchiude lo spirito di chi sceglie di dedicare tempo ed energie alla cura del territorio senza tornaconti personali. Un richiamo che non è solo simbolico, ma nasce dalla consapevolezza che, senza un ricambio continuo di persone, anche l’impegno più generoso rischia di non bastare.

La risposta dei cittadini non si è fatta attendere. Tra i commenti comparsi sotto il post, molti esprimono indignazione per lo stato in cui versano alcune zone della città e, allo stesso tempo, gratitudine verso chi interviene in prima persona. «È una vergogna… un grazie di cuore ai volontari, complimenti», scrive un utente, sintetizzando un sentimento diffuso: rabbia verso chi sporca e rispetto verso chi pulisce.

Quello che emerge è un contrasto netto tra due Grugliasco diverse. Da un lato, chi considera gli spazi pubblici come luoghi da sfruttare e abbandonare; dall’altro, cittadini che scelgono di prendersene cura, supplendo spesso alle carenze di controllo e prevenzione. Un divario che si riflette anche sul piano culturale, dove il problema dei rifiuti non è solo ambientale, ma profondamente sociale.

Le iniziative degli ecovolontari non sono una novità, ma ogni intervento riporta al centro una domanda irrisolta: fino a che punto il decoro urbano può essere affidato esclusivamente al senso civico di pochi? La presenza costante di rifiuti suggerisce che il problema non sia episodico, ma strutturale, e che richieda un cambio di mentalità prima ancora che sanzioni o campagne spot.

Intanto, a Grugliasco, la risposta più concreta continua ad arrivare dal basso. Mani che raccolgono ciò che altri buttano, sacchi che raccontano storie di incuria, e un appello che resta aperto: più rispetto per i luoghi comuni e più persone disposte a difenderli, un gesto alla volta.

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