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Gli agricoltori, punto di forza nella gestione e cura della città di Settimo Torinese

Parla Roberto Moncalvo, presidente Epaca Coldiretti: "Siamo continuamente chiamati ad affrontare sfide climatiche ed economiche globali e locali"

Gli agricoltori, punto di forza nella gestione e cura della città di Settimo Torinese

Roberto Moncalvo

La festa di Sant’Antonio ha riunito gli agricoltori settimesi e tanti altri volontari delle associazioni settimesi. Domenica 25 gennaio, in piazza San Pietro in Vincoli e piazza Vittorio Veneto, sono stati celebrati anche i 20 anni dell’unificazione delle feste di Sant’Antonio e del Ringraziamento, oltre a rispettare il programma del Comitato Agricoltori, con la tradizionale benedizione degli animali e dei mezzi agricoli ad opera di don Antonio Marino alla presenza dei priori Alex Goia, Sergio Giustetto, Tania Norino. Ma è stato anche il momento di riflettere sul presente e sul futuro degli agricoltori. 

Sono i custodi della terra, esposti a rischi che nessun altro settore conosce: dai cambiamenti climatici alle epidemie come la peste suina, fino all’invasione di insetti cosiddetti alieni, provenienti da altri continenti e molto aggressivi. Gli argomenti di attualità più critici sembrano lontani, ma senza la battaglia diplomatica e politica dei nostri agricoltori, soprattutto quelli italiani, si rischierebbe di veder materializzare sulle nostre tavole prodotti provenienti dall’estero e coltivati con la “chimica” qui da noi vietata, in un regime di concorrenza sleale. 

Foto di TANCREDI PISTAMIGLIO

Al centro del dibattito, adesso, c’è il controverso accordo Mercosur, con i paesi sudamericani. Roberto Moncalvo, presidente Epaca Coldiretti, il più grande patronato italiano del lavoro autonomo, è laureato in Ingegneria dell’Autoveicolo al Politecnico di Torino e ha fondato l’impresa biologica Settimo Miglio, esempio di realtà multifunzionale e oggi cooperativa sociale agricola.

La sua posizione è in linea con quella di Coldiretti, di cui è stato presidente a tutti i livelli “L’Europa non può svendere la nostra agricoltura - spiega Moncalvo - . Accettare prodotti da paesi che usano ormoni e fitosanitari vietati da noi da trent’anni non è commercio, è concorrenza sleale. Grazie alle nostre proteste a Bruxelles e Strasburgo, siamo riusciti a bloccare un meccanismo che la Ursula Von der Leyen voleva forzare. Abbiamo ottenuto clausole di salvaguardia più robuste ma manca ancora la vera reciprocità: i prodotti che entrano in Italia devono rispettare le stesse regole che rispettiamo noi. Abbiamo nel frattempo scongiurato un taglio insostenibile delle risorse per la politica agricola comune: l’agricoltura italiana avrebbe perso 9 miliardi di euro, oggi esce con miliardo di euro in più nel bilancio agricolo rispetto a quello attuale, grazie anche alla posizione ferma del governo italiano. E nel 2026 una grande nostra “battaglia” riguarderà la modifica del codice doganale, per eliminare il concetto di ultima trasformazione sostanziale: per essere Made in Italy il cibo deve venire solo dalle nostre campagne”. 

Se nelle pianure la fame di terra è alta, in collina e montagna si assiste a un preoccupante abbandono. I costi di produzione elevati, uniti alla pressione della fauna selvatica (cinghiali e lupi), rendono la vita difficile.

Foto di TANCREDI PISTAMIGLIO

E anche livello locale, la sezione Coldiretti di Settimo Torinese è in prima linea. Una delle partite più importanti riguarda il nuovo bando per le mense scolastiche. 

“Stiamo lavorando affinché chi vincerà il bando coinvolga direttamente gli agricoltori di Settimo - sottolinea Moncalvo - Non è soltanto una questione nutrizionale, ma ambientale. Mangiare fragole a gennaio non ha senso. A maggio, invece, possono arrivare fresche dai nostri campi. Vogliamo che i ragazzi mangino prodotti a km zero, sostenendo il lavoro locale e il ricambio generazionale che, fortunatamente, a Settimo è presente tra latte, cereali e ortaggi”.

L’agricoltore è anche un manutentore fondamentale. A Settimo, l’esperienza del consorzio irriguo unificato (SBNF) dimostra come la gestione dell’acqua per 12 mesi l’anno sia vitale: dalla pulizia dei canali allo sgombero neve, fino alla cura del verde pubblico. “Senza agricoltori, il territorio sarebbe in difficoltà. - conclude Moncalvo - Siamo reperibili sempre, offrendo servizi alla comunità a costi sostenibili”. 

La festa di Sant’Antonio è stata un momento per ricordare i due compianti priori, Valsania e Frola, e per premiare Renato Bosio (classe 1961) per la sua “fedeltà alla terra”, a testimonianza di una passione per l’agricoltura che si rinnova anche a Settimo Torinese.

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