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La Juve è rinata: il 3-0 al Napoli cancella i dubbi e restituisce orgoglio e ambizione ai bianconeri

Una notte che cambia tutto, tra entusiasmo ritrovato, David decisivo e Spalletti che ora guarda avanti

KENAN YILDIZ

KENAN YILDIZ (CREDIT: juventus IG)

Certe notti restano addosso. Non solo per il risultato, ma per quello che raccontano di una squadra, del suo percorso e della sua anima. La Juventus ha vissuto una di quelle notti battendo 3-0 il Napoli, campione d’Italia in carica, e trasformando una partita in un manifesto di rinascita. Una vittoria che va oltre i tre punti, perché certifica la metamorfosi dei bianconeri sotto la guida di Luciano Spalletti, arrivata nonostante un’infermeria affollata e un cammino fin qui tutt’altro che semplice.

Fino a poche settimane fa, il volto della Juve era ben diverso. Al Maradona, un mese e mezzo fa, era arrivata una sconfitta pesante, sotto i colpi di Hojlund. Domenica sera, invece, Locatelli e compagni hanno dominato il Napoli, riducendo a una sola lunghezza il distacco dalla squadra di Antonio Conte e mandando un segnale forte al campionato. Spalletti, che in precedenza aveva sì battuto dirette concorrenti per la Champions come Bologna e Roma, aspettava una “partitissima” così. E l’ha trovata.

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Il cambiamento è evidente non solo nei risultati, ma nella testa dei giocatori. Lo racconta chi è sceso in campo. Khéphren Thuram, eletto migliore in campo, ha sintetizzato il clima che si respira nello spogliatoio: «Siamo un gruppo felice, sappiamo di essere forti ma vittorie come questa lo dimostrano ulteriormente». Sulla stessa linea Manuel Locatelli, capitano e simbolo di questa Juve che ha ritrovato identità: «Ce lo meritiamo perché abbiamo sempre lavorato duramente anche quando le cose non andavano bene, siamo un gruppo di bravi ragazzi che danno sempre tutto».

Tra i volti della rinascita c’è senza dubbio David. Arrivato sotto la Mole tra aspettative e inevitabili difficoltà di ambientamento, l’attaccante canadese ha trovato continuità e fiducia proprio nel momento più delicato della stagione. Sei gol da quando è sbarcato in Italia, tre solo nel mese di gennaio, e una presenza in campo completamente diversa, anche dal punto di vista della comunicazione non verbale. Dopo la partita, il suo racconto è stato diretto: «Avevo solo bisogno di tempo per ambientarmi, Spalletti mi dà grande fiducia e io cerco di ripagarla».

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Il tecnico se lo tiene stretto, consapevole di avere tra le mani un attaccante finalmente dentro il progetto: «È un calciatore forte e un attaccante vero, siamo contentissimi di lui». Ma Spalletti non rinuncia a guardare oltre, lanciando anche un messaggio chiaro alla società: «In rosa non abbiamo un profilo come Hojlund, uno che mette giù palla e fa a sportellate». Un identikit preciso, che racconta cosa manca ancora per compiere l’ultimo salto di qualità.

Sul mercato, però, le strade non sono semplici. Il dirigente Giorgio Chiellini ha di fatto chiuso alla possibilità di arrivare a En-Nesyri, mentre alla Continassa si valutano alternative. Non è escluso un nuovo tentativo con il Crystal Palace per Mateta, ma intanto la Juve vive il presente e si prepara al futuro immediato.

Mercoledì, infatti, i bianconeri saranno attesi dalla trasferta di Montecarlo contro il Monaco, ultimo atto della prima fase di Champions League. La qualificazione ai play-off è già in tasca, ma resta aperta la suggestione di un clamoroso ingresso tra le prime otto. Vincere potrebbe non bastare, ma garantirebbe un accoppiamento, almeno sulla carta, più abbordabile.

Dopo mesi di incertezze, la Juventus si guarda allo specchio e finalmente si riconosce. La notte contro il Napoli non è un punto di arrivo, ma una svolta emotiva e sportiva. La Juve è rinata davvero, e ora non vuole più fermarsi.

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