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Erba ricresciuta, cancelli ancora chiusi: a Caselle Torinese il parco giochi resta off-limits e le famiglie chiedono risposte

Dopo la semina e la promessa di riapertura a metà gennaio, l’area resta interdetta: genitori e bambini chiedono chiarezza sui tempi

Erba ricresciuta, cancelli ancora chiusi

Erba ricresciuta, cancelli ancora chiusi: a Caselle Torinese il parco giochi resta off-limits e le famiglie chiedono risposte

A Caselle Torinese il tema non è il meteo, né un cantiere complesso o un’emergenza improvvisa. È una questione apparentemente semplice, ma che tocca da vicino la quotidianità di molte famiglie: la riapertura del parco giochi, chiuso nelle scorse settimane per consentire la ricrescita dell’erba dopo un intervento di semina.

Secondo quanto comunicato in precedenza, l’area sarebbe rimasta interdetta fino al 15 gennaio, proprio per permettere al prato di attecchire senza essere calpestato. Una scelta comprensibile, condivisa da molti genitori, consapevoli dell’importanza di preservare uno spazio verde curato e sicuro. Tuttavia oggi è 26 gennaio e il parco risulta ancora chiuso, senza che sia stata fornita una nuova data ufficiale di riapertura.

A riportare l’attenzione sulla vicenda è un post comparso sui social, che aggiorna sulla situazione con toni pacati ma diretti. La semina, si legge, «è andata (a quanto pare) bene» e l’erba ha avuto il tempo necessario per crescere. Da qui una domanda semplice, che in molti stanno iniziando a porsi: quando verrà riaperto il parco giochi?

Non si tratta di una polemica politica né di una contestazione accesa. Il messaggio è chiaro e pratico: dopo settimane di chiusura, e superata la data indicata inizialmente, le famiglie vorrebbero sapere se l’area tornerà presto a essere accessibile. Per i bambini, il parco giochi non è solo uno spazio verde, ma un luogo di incontro, movimento e socialità. Per i genitori, soprattutto nei mesi invernali in cui le alternative all’aperto sono limitate, rappresenta un punto di riferimento importante.

La sensazione diffusa è quella di una mancanza di comunicazione aggiornata. Se i tempi si sono allungati per motivi tecnici, climatici o di manutenzione, basterebbe una spiegazione per chiarire la situazione e rassicurare i cittadini. In assenza di indicazioni, però, cresce l’attesa e con essa il malumore, seppur espresso in modo civile e costruttivo.

Il caso del parco giochi di Caselle Torinese è emblematico di come anche interventi minori, se non accompagnati da informazioni puntuali, possano trasformarsi in un piccolo nodo irrisolto nel rapporto tra amministrazione e cittadini. Non si discute la scelta di proteggere il prato appena seminato, ma la necessità di rispettare le tempistiche annunciate o, in alternativa, aggiornarle.

Ora che l’erba sembra aver fatto il suo percorso, come sottolineato nel post, l’attenzione si sposta sulle altalene, sugli scivoli e sugli spazi gioco rimasti inutilizzati per giorni oltre il previsto. La richiesta che arriva dalle famiglie è semplice: sapere quando il parco tornerà a essere fruibile.

In attesa di una risposta ufficiale, a Caselle Torinese resta una domanda sospesa, che non ha toni polemici ma riguarda la vita quotidiana del paese. Una questione piccola solo in apparenza, perché parla di spazi pubblici, attenzione alle famiglie e dialogo con la comunità.

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