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25 Gennaio 2026 - 22:29
incoronazione della Bela Cosutera e della sua corte 20262026
L’edizione 2026 del tradizionale Carnevale di Brandizzo ha preso il via questo fine settimana, muovendosi tra solennità istituzionale e imprevisti meteorologici.
L’evento, curato dalla Pro Loco con il patrocinio dell’amministrazione comunale, ha delineato un calendario che accompagnerà la cittadinanza fino ai primi giorni di febbraio, unendo gastronomia e rievocazione storica.
Le celebrazioni sono iniziate ufficialmente nella serata di sabato 24 gennaio con l'incoronazione di Silvia Palmisano nel ruolo della Bela Cusôtera.
Il maltempo tuttavia ha costretto gli organizzatori della pro loco a modificare i piani iniziali: la sfilata musicale prevista per le vie del centro è stata annullata, spostando il cuore della cerimonia nella Sala Consiliare di piazza Ala.
L’evento è stato suggellato da un intervento musicale delle Nuove Direzioni.
Domenica 25 gennaio, il centro dell'evento si è spostato sulla consegna delle chiavi della città.
La sindaca Monica Durante ha presentato la Corte alle autorità comunali, affidando simbolicamente le sorti del paese a Giancarlo Musu, nominato Gran Giardiniere.
Il passaggio di consegne è stato rimarcato dalla presenza del consigliere regionale Mauro Fava, che ha omaggiato Massimo Ballesio, Gran Giardiniere uscente dell'edizione 2025.
Il programma entrerà nel vivo a partire sabato 31 gennaio presso la struttura FC Eventi di via Volpiano, dove alle ore 21:00 avrà luogo la tradizionale festa in maschera.
La serata, animata da DJ Riccio, vedrà la partecipazione di figure storiche e rappresentanze del mondo motoristico, con una competizione dedicata all'originalità dei costumi.
Il culmine delle celebrazioni è previsto per domenica 1 febbraio. Dalle ore 14:30, le strade cittadine ospiteranno la sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati. Il corteo si snoderà tra via P. Barra e via Nicolao Cena, per concludersi in piazza Carlo Tempia.
Per l’intera durata della giornata sarà attivo lo stand gastronomico, con un’offerta focalizzata sui piatti della tradizione: fagioli con le cotiche, panini con la salamella e le tipiche frittelle di mele.
Il Carnevale di Brandizzo manterrà anche quest'anno la sua vocazione educativa e sociale. Le giornate di martedì 3 e mercoledì 4 febbraio saranno interamente dedicate ai più giovani: la Corte e i personaggi della tradizione incontreranno gli studenti delle scuole del paese, garantendo il passaggio generazionale di un patrimonio folkloristico che definisce la comunità.
Mentre il paese celebra l’investitura di Silvia Palmisano e Giancarlo Musu, è opportuno riflettere sulla genesi delle maschere locali, la Bela Cusôtera e il Gran Giardiniere.
Dietro l'estetica festosa della maschere di Brandizzo si cela un racconto di spionaggio e resistenza risalente all'assedio di Torino del 1706. 
Una figura nata dalla fantasia del dopoguerra per onorare il coraggio femminile nella resistenza all’occupante.
Sebbene la sua istituzione ufficiale risalga al 1951, le radici leggendarie della figura affondano nel XVIII secolo, in uno dei momenti più critici della storia piemontese: l'assedio di Torino ad opera delle armate francesi del generale La Feuillade.
La leggenda, concepita settantacinque anni fa da un gruppo di animatori locali (Giovanni Matta, Vittorio Germano, Giovanni Magnetti e Pietro Ostellino), narra di una giovane verduraia di Brandizzo che, nel 1706, operò come corriere segreto per le truppe sabaude.
Sfruttando la propria professione, la giovane trasportava messaggi vitali dalla Rocca di Verruà Savoia alla capitale assediata, occultandoli all'interno degli zucchini raccolti nel proprio orto.
La narrazione storica sottolinea la tempra della popolana che attraversò ripetutamente le linee nemiche subendo i controlli e le sgarbate attenzioni dei soldati occupanti, pur di garantire i collegamenti tra le armate sabaude del Duca Vittorio Amedeo II.
Secondo la tradizione creata a puntino, il coraggio della verduraia fu tale da meritare l'elogio pubblico dei Duchi di Savoia, che la scortarono in trionfo da Torino fino a Brandizzo dopo la vittoria.
Nel 1951, nel clima di ricostruzione sociale del dopoguerra, gli organizzatori decisero di cristallizzare questa figura come simbolo del patriottismo delle donne brandizzesi, affiancandole il Gran Giardiniere in rappresentanza della gioventù locale.
La prima a incarnare questo ruolo fu Margherita Ferrero, eletta presso il CRAL comunale. La sua immagine, sopra riportata, sul primo "carro zucca", accompagnata dal signor Berardi (noto come "Mason") nel ruolo di Gran Giardiniere, rimane una delle testimonianze visive più significative dell'archivio storico del Carlevè 'd Brandiss».
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