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Brandizzo incorona la nuova Corte: Silvia Palmisano e Giancarlo Musu sono Bela Cusôtera e Gran Giardiniere 2026

Volti, storie e tradizione in un passaggio di testimone che da oltre settant’anni racconta l’identità del paese

Brandizzo incorona la nuova Corte: Silvia Palmisano e Giancarlo Musu sono Bela Cusôtera e Gran Giardiniere 2026

A Brandizzo il Carnevale non è mai solo una festa. È un rito civile, un passaggio di testimone, un racconto collettivo che ogni anno si rinnova senza perdere memoria. La presentazione della Corte del Carnevale 2026 si inserisce in questa tradizione lunga oltre settant’anni, fatta di volti, storie personali, simboli e appartenenza. Un momento che non si limita a svelare nomi e costumi, ma che restituisce alla comunità il senso di un’identità condivisa.

Per il 2026, a vestire i panni più rappresentativi della festa saranno Silvia Palmisano, nel ruolo di Bela Cusôtera, e Giancarlo Musu, chiamato a impersonare il Gran Giardiniere. Accanto a loro, una Corte giovane e numerosa, composta dalle dame Rebecca Gavioli, Chiara Nuzzo, Annalisa Petrea e Asia Marcotti, e dai paggetti Ambra Marcotti e Samuele Di Cataldo, a testimoniare come il Carnevale continui a passare di generazione in generazione, coinvolgendo famiglie intere e rinsaldando legami.

La figura della Bela Cusôtera, cuore simbolico del Carnevale brandizzese, trova in Silvia Palmisano una rappresentazione che unisce tradizione e contemporaneità. Classe 1981, nata a Torino ma brandizzese da sempre, Silvia porta con sé un percorso umano e professionale che racconta molto del tessuto sociale del paese. Cresciuta in ambiente salesiano, si definisce con orgoglio figlia di Don Bosco, formazione che ha lasciato un’impronta profonda nel suo modo di vivere il volontariato e l’impegno verso gli altri.

Il suo carattere, spigliato ed empatico, ironico e anticonformista, restituisce un’idea di Bela Cusôtera lontana da ogni stereotipo: determinata, generosa, capace di sorridere anche dei propri difetti, come l’eterna lotta con la puntualità o la dichiarata insofferenza per i fornelli. La musica accompagna la sua vita da sempre, con il pianoforte suonato fin dall’infanzia, insieme alla passione per la fotografia, la scrittura, il cinema e i viaggi nei piccoli borghi italiani, luoghi che ama per la loro autenticità. Non manca il legame con il buon vino, eredità affettiva del nonno paterno, produttore per decenni di primitivo di Manduria, e sogno dichiarato di una casa immersa tra i vigneti.

Accanto alla dimensione personale c’è quella dell’impegno concreto. Silvia lavora per DHL Express Italy, ma dedica una parte importante del suo tempo al volontariato: è volontaria Oftal per l’Ordine delle Dame di Lourdes, collabora con l’ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino, ha partecipato a campi di volontariato nelle zone colpite dai terremoti di Amatrice, L’Aquila, Accumoli, Leonessa, Cittareale e Norcia ed è Italian Ambassador per il progetto DHL’s Got Heart. Nel 2017 ha scritto un libro destinando il ricavato alla Fondazione Lene Thun, impegnata nei laboratori artistici nei reparti oncologici pediatrici, e per il teatro ha firmato otto sceneggiature per spettacoli per bambini, sempre con finalità solidali. Un profilo che rende la sua Cusôtera non solo una figura simbolica, ma una presenza profondamente radicata nei valori della comunità.

Al suo fianco, nel ruolo di Gran Giardiniere, ci sarà Giancarlo Musu, classe 1960, nato a Portoscuso in Sardegna e arrivato a Brandizzo da bambino, nel 1962. Qui ha costruito tutta la sua vita: la scuola, il lavoro in officina di autoriparazioni, le amicizie, la famiglia. Brandizzo non è per lui un luogo di passaggio, ma una scelta quotidiana, rinnovata nel tempo.

Le sue passioni raccontano una personalità concreta e generosa. La meccanica è una costante, ma il volontariato, in particolare quello legato a Telethon, rappresenta un impegno sentito e personale, intrecciato anche alla storia della sua famiglia. Accettare il ruolo di Gran Giardiniere significa per Musu dare continuità a una tradizione vissuta fin da bambino e restituire, da adulto, sorrisi e leggerezza alla sua comunità. Un modo semplice e autentico di stare dentro il Carnevale, con l’entusiasmo di chi sa che il divertimento condiviso può essere anche un atto di cura collettiva.

La Corte 2026 si inserisce in un passaggio simbolico che a Brandizzo coincide da sempre con la vigilia dell’Epifania. Da oltre cinquant’anni, la Veglia della Befana, organizzata dalla Pro Loco, segna l’apertura ufficiale del Carnevale, chiamando a raccolta non solo la nuova Corte, ma anche tutte le Bele Cusôtere e i Gran Giardinieri dal 1951 a oggi, insieme ai rappresentanti dei Carnevali dei paesi vicini. Un intreccio di memoria, relazioni e continuità che rende questa festa qualcosa di più di un semplice evento folkloristico.

La forza del Carnevale brandizzese sta anche nella sua storia. La Bela Cusôtera, ideata nel 1951 dagli animatori delle veglie invernali e della filodrammatica locale, affonda le radici in una leggenda che riporta al 1706, ai tempi dell’assedio francese di Torino. La Cusôtera, verduraia di Brandizzo, avrebbe trasportato messaggi segreti nascosti negli zucchini del suo orto, attraversando con coraggio le linee nemiche per mantenere i collegamenti tra la Rocca di Verruà Savoia e la capitale assediata dalle truppe del generale La Feuillade. Un gesto di audacia e intelligenza che le valse l’elogio dei Duchi di Savoia e il ritorno in trionfo da Torino a Brandizzo.

Quella figura di donna coraggiosa e popolare è diventata nel tempo simbolo delle donne di Brandizzo, affiancata dal Gran Giardiniere, rappresentante della gioventù del paese. Un binomio che ancora oggi racconta un equilibrio tra memoria storica e vitalità contemporanea.

Con la Corte del Carnevale 2026, Brandizzo rinnova questo racconto. Il testimone passa, le maschere cambiano volto, ma il senso resta intatto. Perché qui il Carnevale non chiude un ciclo: lo apre. E ogni anno, attraverso nuove storie personali, continua a raccontare una comunità che non smette di riconoscersi nella propria tradizione.

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