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25 Gennaio 2026 - 09:14
La neve prende il Piemonte alla gola: fiocchi intensi sulle Alpi, accumuli diffusi e paesaggi imbiancati fino al Cuneese
La neve è tornata a farsi vedere con decisione sulle Alpi settentrionali del Piemonte, interessando un’ampia fascia che va dal Biellese al Vercellese, passando per il Verbano-Cusio-Ossola. Le precipitazioni hanno assunto carattere diffuso soprattutto alle quote medio-alte, dove gli accumuli risultano più significativi e il paesaggio è tornato pienamente invernale.
Le immagini provenienti dalle aree montane mostrano scenari imbiancati a Bielmonte, all’Alpe di Mera e a Macugnaga, dove le nevicate hanno insistito per diverse ore, accompagnate da temperature rigide e visibilità ridotta. In queste zone la neve ha rafforzato il manto già presente, migliorando anche le prospettive per la stagione sciistica.
Situazione diversa ma comunque significativa nel Torinese, dove dopo una fase di precipitazioni notturne il tempo è andato rapidamente migliorando. A Noasca, alle porte del Parco del Gran Paradiso, la mattinata si è aperta con le prime schiarite, dopo circa dieci centimetri di neve fresca caduti nelle ore precedenti. Un risveglio tipicamente invernale, con strade bianche e tetti carichi, ma senza particolari criticità.
Più a nord e nelle aree interne, invece, le nevicate risultano in intensificazione. Le valli torinesi stanno registrando un aumento della frequenza e della consistenza dei fiocchi, con precipitazioni che, pur senza carattere eccezionale, stanno interessando in modo continuo l’intero arco alpino nordoccidentale. A Ceresole Reale, la neve cade con buona regolarità, contribuendo ad aumentare gli accumuli già presenti in quota.
La perturbazione non ha risparmiato nemmeno il Cuneese, dove a Mondovì si segnalano nevicate di moderata intensità, un evento non scontato per un’area collinare che negli ultimi inverni ha spesso visto episodi più sporadici. Anche qui l’atmosfera è tornata pienamente invernale, con temperature in calo e fiocchi ben visibili.
Nel complesso si tratta di un passaggio perturbato rapido ma efficace, destinato a lasciare spazio nelle prossime ore a condizioni più stabili, almeno temporaneamente. La neve caduta rappresenta però un elemento importante sia dal punto di vista idrogeologico sia per le attività turistiche, soprattutto in un inverno che finora ha alternato fasi miti a improvvisi ritorni di freddo.


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