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Ponti del Torinese, salvati ancora dal Milleproroghe: lavori rimandati al 2026

Confermata l’estensione dei termini per Ponte Preti e gli altri attraversamenti sul Po. Giglio Vigna rivendica il risultato, mentre restano aperti i nodi su graduatoria e cantieri

Ponti del Torinese, salvati ancora dal Milleproroghe: lavori rimandati al 2026

Alessandro Giglio Vigna

La proroga per gli interventi sui ponti della Città Metropolitana di Torino è stata confermata. Nel Decreto Milleproroghe è infatti inserita l’estensione dei termini per il programma di finanziamento “Ponti bacino del fiume Po”, che riguarda Ponte Preti, il Ponte di Castiglione, il Ponte di Villafranca e il Ponte di Villanova.

A darne notizia è Alessandro Giglio Vigna, deputato della Lega, che sottolinea come il nuovo termine per l’accesso ai fondi statali sia stato spostato dal 31 dicembre 2025 al 30 giugno 2026. Una proroga che, secondo il parlamentare, consente agli enti locali di completare le procedure amministrative senza il rischio di perdere le risorse già assegnate e rappresenta una risposta concreta alle esigenze del territorio.

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Nel suo intervento, Giglio Vigna rivendica la scelta come già annunciata nelle scorse settimane e respinge le critiche sollevate dal Partito Democratico, definendole strumentali. Il deputato leghista sostiene che i testi normativi fossero chiari e che i risultati ottenuti dimostrino l’infondatezza delle polemiche.

Il parlamentare punta poi il dito contro la Città Metropolitana di Torino, attribuendo a quella che definisce una lunga fase di inerzia amministrativa gran parte dei ritardi accumulati sul tema dei ponti. Secondo Giglio Vigna, dopo il salvataggio dei progetti attraverso un emendamento parlamentare della Lega in un precedente Milleproroghe, si sarebbe registrato un rallentamento di alcuni mesi legato ai normali passaggi tra ministeri. In questo contesto, il deputato torna a rilanciare il tema dell’Autonomia regionale differenziata come strumento per accelerare gli iter, trasferendo competenze e risorse più vicino ai territori.

Nel comunicato viene ribadita la posizione della Lega, che rivendica un approccio basato su norme e finanziamenti piuttosto che su prese di posizione politiche. I ponti interessati dagli interventi, viene sottolineato, restano inseriti nel Milleproroghe e coperti dal programma di finanziamento.

Giglio Vigna conclude assicurando che seguirà passo dopo passo l’evoluzione degli interventi, richiamando l’attenzione sui temi della sicurezza, della viabilità e dello sviluppo del Piemonte, che a suo giudizio devono avere la priorità rispetto allo scontro politico.

I ponti...

La vicenda dei ponti del Torinese si trascina da tempo tra difficoltà tecniche, rallentamenti burocratici e continui rimpalli di responsabilità. Negli ultimi anni, il nodo principale è stato rappresentato dalla mancanza di una graduatoria definitiva dei progetti finanziati da parte del Ministero delle Infrastrutture. Senza questo passaggio formale, gli enti non hanno potuto procedere con l’avvio delle gare e dei cantieri, lasciando di fatto gli interventi bloccati.

Sul piano politico, la proroga non ha spento le polemiche. Da una parte, i rappresentanti della maggioranza di governo rivendicano il risultato come una risposta concreta alle richieste del territorio e come l’ennesima conferma che i finanziamenti per i ponti non sono stati cancellati. Dall’altra, la Città Metropolitana di Torino respinge le accuse di inerzia, sostenendo di aver trasmesso nei tempi previsti i progetti e le integrazioni richieste dal Ministero, e attribuendo i ritardi alla complessità degli iter e ai passaggi tra le diverse amministrazioni centrali.

Nel recente passato, proprio per evitare la perdita delle risorse, era già stato approvato un emendamento al Milleproroghe che aveva consentito di “salvare” i progetti, posticipando di un anno le scadenze. Tuttavia, anche dopo quel passaggio, l’iter si è arenato, alimentando il malcontento dei territori e la preoccupazione dei Comuni coinvolti, che temevano di vedere sfumare finanziamenti considerati strategici per la sicurezza e la viabilità.

Le cifre in gioco non sono marginali. Per l’area della Città Metropolitana di Torino si parla di oltre 66 milioni di euro destinati a ponti e viadotti, all’interno di un piano regionale che supera complessivamente i 135 milioni di euro. Risorse che, senza lo sblocco definitivo delle procedure, restano però sulla carta.

Ad oggi, la proroga inserita nel Milleproroghe mette temporaneamente al riparo i progetti dal rischio immediato di decadenza dei fondi. Restano però aperte le criticità operative: la definizione della graduatoria ministeriale, l’effettivo sblocco delle risorse e l’avvio concreto dei cantieri. Passaggi senza i quali la lunga vicenda dei ponti torinesi rischia di restare ancora a lungo una storia fatta più di proroghe che di lavori.

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