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12 Gennaio 2026 - 17:27
Telecamere sulle corsie preferenziali, a Torino oltre 101mila multe e solo 669 ricorsi
Le telecamere sulle corsie riservate al trasporto pubblico continuano a dividere Torino, ma i numeri presentati oggi in Consiglio comunale raccontano una realtà ben precisa. A poco più di un anno dall’avvio delle sanzioni automatiche, i ricorsi contro le multe sono stati 669 su oltre 101mila verbali emessi, una percentuale che l’amministrazione definisce “estremamente contenuta” e che, secondo l’assessore alla Mobilità Marco Porcedda, conferma la correttezza della scelta di puntare sui controlli elettronici.
Dal gennaio 2025, quando le telecamere per le corsie preferenziali del Tpl sono entrate a pieno regime, sono state elevate 101.185 sanzioni. Di queste, 459 ricorsi sono stati presentati al prefetto e 210 al giudice di pace, pari rispettivamente allo 0,45% e allo 0,21% del totale. Dati che, per Palazzo civico, indicano una contestazione marginale rispetto al volume complessivo delle multe.
Rispondendo in aula a un’interpellanza del consigliere di Torino Bellissima Pierlucio Firrao, Porcedda ha sottolineato come tutte le telecamere attualmente attive siano conformi alle normative vigenti e come l’esito dei primi contenziosi rafforzi la linea dell’amministrazione. Dei 459 ricorsi indirizzati al prefetto, solo 133 hanno già avuto risposta: 48 accolti e 85 respinti, con una netta prevalenza di rigetti. Ancora più netto il bilancio davanti al giudice di pace: due soli ricorsi esaminati finora, entrambi respinti.

Pierlucio Firrao
Per l’assessore, il dato non è solo giuridico ma politico e funzionale. “L’intenzione di regolarizzare il traffico delle corsie preferenziali per agevolare il trasporto pubblico – ha spiegato – sta dando i risultati sperati”. Da un lato, sostiene Porcedda, il numero delle sanzioni è diminuito con il passare dei mesi, segno che gli automobilisti hanno modificato i comportamenti; dall’altro, il numero ridotto di ricorsi dimostrerebbe che le contestazioni non poggiano su basi solide.
Una lettura che non convince l’opposizione. Firrao ha contestato l’interpretazione dei numeri, sostenendo che 669 ricorsi non siano affatto pochi, soprattutto se rapportati alle difficoltà di accesso alla tutela per i cittadini. Il contributo per il ricorso al giudice di pace, ha ricordato, è quasi pari all’importo della multa, mentre il ricorso al prefetto, seppur gratuito, comporta tempi molto lunghi. Un quadro che, secondo il consigliere, scoraggerebbe molti automobilisti dal contestare le sanzioni. Da qui la richiesta di rivedere il sistema e di spegnere alcuni “varchi trappola” ritenuti eccessivamente punitivi.
Il confronto resta aperto e tocca un tema ormai strutturale per Torino: le corsie preferenziali non sono più solo una misura di regolazione del traffico, ma uno degli assi portanti della strategia di mobilità urbana. Tra chi le considera uno strumento indispensabile per garantire velocità e puntualità ai mezzi pubblici e chi le vede come un meccanismo vessatorio e redditizio, i numeri diventano terreno di scontro politico.
Una cosa, però, appare chiara: le telecamere restano accese e, almeno per ora, Palazzo civico non sembra intenzionato a fare passi indietro. I dati, per la maggioranza, parlano chiaro; per l’opposizione, raccontano solo una parte della storia.
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