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Torino sperimenta l’intelligenza artificiale per ridurre i guasti del trasporto pubblico

Un assistente digitale affianca la centrale Gtt nella gestione dei mezzi fermi in linea

Torino sperimenta l’intelligenza artificiale per ridurre i guasti del trasporto pubblico

Torino sperimenta l’intelligenza artificiale per ridurre i guasti del trasporto pubblico (immagine di repertorio)

L’intelligenza artificiale entra nella quotidianità del trasporto pubblico torinese con una sperimentazione che punta a incidere su uno dei nodi più sensibili del servizio: la gestione delle anomalie dei mezzi in linea e la rapidità degli interventi quando un veicolo si ferma. A Torino prende il via un progetto pilota che affianca gli operatori della Centrale operativa Sis con uno strumento digitale progettato per supportare le decisioni tecniche e ridurre l’impatto dei guasti sulla rete.

La sperimentazione è stata avviata da Gtt in collaborazione con Almaviva e riguarda, in questa prima fase, i tram Hitachi serie 8000. L’obiettivo è chiaro: migliorare il coordinamento tra centrale operativa e personale sul campo, aiutando conducenti e tecnici a individuare più rapidamente le soluzioni operative necessarie al ripristino del servizio.

Il sistema utilizza tecnologie di intelligenza artificiale per analizzare le segnalazioni di anomalia che arrivano dalla linea, interrogare in tempo reale la documentazione tecnica disponibile e confrontare i dati con gli interventi già effettuati in passato su problemi analoghi. In questo modo l’assistente digitale è in grado di proporre indicazioni operative mirate, costruite sulla base dell’esperienza accumulata e delle procedure ufficiali, riducendo i tempi di ricerca delle informazioni e aumentando l’efficacia delle risposte.

Secondo quanto spiegato da Gtt, l’introduzione dell’IA non ha lo scopo di sostituire le competenze degli operatori, ma di valorizzarle. Il sistema è pensato come uno strumento di supporto decisionale, utile soprattutto nelle situazioni più complesse o ripetitive, e come elemento di accompagnamento nella formazione dei nuovi addetti della centrale operativa, che possono così contare su un archivio intelligente di casi e soluzioni.

I benefici attesi riguardano diversi livelli del servizio: dalla riduzione dei tempi di fermo dei mezzi alla maggiore standardizzazione delle procedure, fino a una gestione più fluida delle interruzioni, con ricadute dirette sulla regolarità delle corse e sull’esperienza degli utenti. In una città dove il tram resta un asse portante della mobilità urbana, anche pochi minuti in meno per risolvere un guasto possono fare la differenza sull’intera rete.

La fase di test servirà a valutare l’affidabilità dello strumento, la sua usabilità da parte degli operatori e l’effettivo impatto sull’operatività quotidiana. Al termine della sperimentazione è prevista una valutazione complessiva, basata anche su una raccolta strutturata di dati e feedback interni, per capire se e come estendere l’utilizzo della piattaforma ad altri mezzi e ad altre funzioni del sistema di trasporto pubblico.

Torino si inserisce così nel filone delle città che stanno sperimentando l’uso dell’intelligenza artificiale non come elemento astratto o futuristico, ma come leva concreta per migliorare servizi essenziali, cercando di trasformare la tecnologia in uno strumento capace di incidere sulla qualità della vita quotidiana. In questo caso, partendo da un problema molto concreto: un tram fermo, una linea bloccata, migliaia di passeggeri in attesa.

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