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Cronaca
09 Gennaio 2026 - 12:36
Controllore Gtt scaraventato a terra e fuga senza biglietto: violenza a bordo della linea 3 in pieno giorno
Un controllo di routine che si trasforma in violenza, in pochi secondi. È accaduto giovedì 8 gennaio, nel primo pomeriggio, a bordo di un mezzo Gtt della linea 3, diretto verso il capolinea delle Vallette. Erano circa le 15 quando, all’altezza di largo Toscana angolo via Borsi, nel quartiere Lucento, un assistente alla clientela dell’azienda di trasporto pubblico è finito a terra dopo un’aggressione da parte di un passeggero che, secondo le prime ricostruzioni, viaggiava senza biglietto.
La scena si è consumata rapidamente. Alla richiesta di esibire il titolo di viaggio, l’uomo avrebbe reagito con insulti e atteggiamenti sempre più ostili. Poi il contatto fisico, l’aggressione vera e propria, la caduta del controllore sull’asfalto del mezzo e, infine, la fuga. Il passeggero si è dileguato prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, facendo perdere le proprie tracce.
A rendere l’episodio particolarmente rilevante, questa volta, è un dettaglio tecnologico: tutto è stato ripreso dalla bodycam in dotazione all’operatore Gtt. Le immagini sono state registrate e messe a disposizione dell’azienda e delle forze dell’ordine, che potranno visionarle, conservarle e utilizzarle per ricostruire con precisione quanto accaduto e per l’identificazione dell’aggressore.

Sul posto è intervenuta la polizia, mentre un’ambulanza del 118 ha soccorso il controllore, un uomo di 62 anni, trasportandolo al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Bosco in codice giallo. Le sue condizioni non sarebbero gravi, ma l’episodio riaccende l’attenzione su un tema ormai ricorrente: la sicurezza del personale viaggiante sui mezzi pubblici torinesi.
Negli ultimi anni, infatti, controllori, autisti e operatori del trasporto pubblico sono sempre più spesso esposti a situazioni di tensione, soprattutto durante le verifiche dei titoli di viaggio. Episodi che raramente fanno notizia se non quando degenerano in aggressioni fisiche, come in questo caso. La presenza delle bodycam, introdotte proprio per aumentare la sicurezza e la tracciabilità degli interventi, si conferma uno strumento cruciale, sia come deterrente sia come supporto alle indagini.
Le immagini registrate chiariranno ora l’esatta dinamica dell’accaduto: se vi sia stata una spinta, una colluttazione o una caduta provocata dall’aggressione. Un passaggio fondamentale anche sul piano giudiziario, perché consentirà di superare versioni contrastanti e di cristallizzare i fatti.
Nel frattempo, resta l’ennesimo segnale di un clima di crescente aggressività che si manifesta anche sui mezzi pubblici, luoghi che dovrebbero garantire sicurezza a lavoratori e utenti. Un controllore a terra, un passeggero in fuga, una corsa interrotta: una scena che, ancora una volta, racconta quanto sottile sia il confine tra normalità e violenza nella quotidianità urbana.
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