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12 Gennaio 2026 - 12:35
Doveva essere un aggiustamento utile, pensato per rendere più agevole il rientro degli studenti dopo la pausa delle vacanze. Invece, l’entrata in vigore dei nuovi orari della linea Gtt 3165 Torino–Malanghero–Ciriè, scattata mercoledì 7 gennaio con la ripresa delle lezioni, ha riaperto un fronte di polemiche che a Malanghero e Ceretta non si è mai davvero chiuso. La sensazione, diffusa tra residenti e famiglie, è che i cambiamenti introdotti non solo non abbiano risolto i problemi storici del collegamento, ma in alcuni casi li abbiano addirittura aggravati.
La linea 3165, ricordano da tempo gli abitanti della frazione, è un servizio limitato ai soli giorni di scuola. Non collega Torino, non effettua fermata alla stazione ferroviaria di San Maurizio e scompare completamente dai radar nei fine settimana e durante il periodo estivo. Una situazione che rende di fatto Malanghero e Ceretta aree marginali dal punto di vista della mobilità pubblica, soprattutto per chi non dispone di un mezzo proprio.
Proprio per questo, un gruppo di genitori ha deciso di formalizzare il malcontento, segnalando le criticità al Comune di San Maurizio, all’Agenzia della Mobilità, alla Città Metropolitana e alla Gtt. Le richieste sono chiare e ormai ricorrenti: il ripristino delle corse tagliate, l’aggiunta di una fermata alla stazione ferroviaria di piazza Marconi e la costruzione di collegamenti stabili tra le frazioni e i principali nodi ferroviari del territorio. Non soluzioni tampone, ma interventi strutturali che garantiscano davvero il diritto alla mobilità.
Secondo gli utenti, le modifiche introdotte a gennaio non solo non hanno migliorato il servizio, ma hanno comportato una riduzione di alcune corse pomeridiane, lasciando irrisolto il problema degli orari scolastici e dei rientri. Il nodo, ancora una volta, riguarda soprattutto gli studenti, penalizzati da attese più lunghe e da un’offerta di trasporto percepita come scollegata dalle reali esigenze quotidiane.
Sul fondo pesa anche una trasformazione più ampia del sistema dei trasporti locali. Dopo i lavori di ammodernamento della Torino-Ceres e il passaggio della gestione da Gtt a Trenitalia, diversi cittadini segnalano come il trasporto pubblico su gomma sia stato progressivamente ridimensionato, quasi “superato” da quello su rotaia. Un’evoluzione che, però, non tiene conto delle distanze tra le frazioni e le stazioni ferroviarie, né delle difficoltà di chi vive lontano dai binari.

Il malcontento è emerso con forza anche sui social network, dove le modifiche alla linea 3165 sono state commentate con toni critici. C’è chi si è chiesto dove sia l’agevolazione promessa, facendo notare come il nuovo orario abbia eliminato tre corse da Ciriè a Malanghero nelle giornate di lunedì, mercoledì e venerdì alle 13.40. Un taglio che costringe gli studenti in uscita alle 13 ad attendere l’autobus per oltre un’ora, anziché rientrare subito a casa. Una scelta che, secondo i cittadini, va nella direzione opposta rispetto alle richieste avanzate da tempo, orientate a un potenziamento del servizio nelle aree più disagiate, non a un suo ridimensionamento.
Altri interventi sottolineano come i ragazzi che frequentano le scuole di Lanzo e Torino continuino a dipendere quasi esclusivamente dai genitori per raggiungere le stazioni ferroviarie più vicine. Le modifiche introdotte, viene osservato, sembrano rispondere più a esigenze organizzative della Gtt che a quelle dei territori serviti. Il risultato è una crescente sensazione di isolamento, che non riguarda solo i giovani e non si limita al periodo scolastico. Vivere a Malanghero senza automobile significa, di fatto, avere forti limitazioni negli spostamenti quotidiani, una condizione che molti giudicano inaccettabile nel 2025. Da qui anche l’amara constatazione che basterebbe una fermata alla stazione di San Maurizio, lungo un percorso che già passa da lì, per offrire almeno un segnale concreto di miglioramento a costo quasi nullo.
Le criticità, va ricordato, non sono nuove. Già a settembre erano stati segnalati disservizi legati alla cancellazione di alcune corse, e l’Amministrazione comunale aveva avviato interlocuzioni con Gtt e Agenzia Mobilità Piemontese, coinvolgendo i diversi enti competenti. Un percorso di confronto che, però, non ha ancora prodotto risultati percepiti come soddisfacenti dagli utenti.
Dal Comune arriva la disponibilità a tornare a sollecitare i soggetti coinvolti. Il consigliere con delega ai Trasporti Antonio Briglio riconosce che la situazione è complessa, anche a causa dei differenti orari di uscita dei vari istituti scolastici, elemento che rende difficile costruire un servizio pienamente aderente a tutte le esigenze. Briglio evidenzia inoltre come Gtt abbia ridotto alcune corse dopo la riapertura della ferrovia, senza però considerare adeguatamente le distanze tra Malanghero e Ceretta e i nodi ferroviari. Per questo motivo è stato richiesto un nuovo incontro, con l’obiettivo di verificare se esistano margini di miglioramento e correttivi possibili.
Intanto, tra Malanghero e Ceretta, resta la sensazione di essere territori ai margini, serviti da un trasporto pubblico che continua a oscillare tra promesse di razionalizzazione e una realtà fatta di corse cancellate, attese più lunghe e collegamenti mancati. Una partita che, per studenti e famiglie, non è fatta di tabelle orarie, ma di tempo perso ogni giorno e di un’autonomia che resta, ancora una volta, incompiuta.
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