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Emergenza dipendenze: le feste sono il periodo più critico per i giovani

Quasi un milione di ragazzi a rischio, nuove droghe senza controllo e una ricerca che fatica a rincorrerle

Emergenza dipendenze

Emergenza dipendenze

È un’emergenza sanitaria che cresce sotto traccia, spesso lontano dai radar delle famiglie e delle istituzioni, ma che esplode nei momenti di apparente normalità. Le feste, i periodi di pausa, le riunioni familiari diventano il detonatore di comportamenti che fino a quel momento erano rimasti nascosti. È in questo contesto che la Società Italiana Patologie da Dipendenza (SIPAD) lancia un allarme netto sulle dipendenze giovanili, definendole una vera emergenza silenziosa.

I numeri fotografano una situazione preoccupante. In Italia sono circa cinque milioni le persone considerate a rischio dipendenza e, all’interno di questa platea, oltre 900mila giovani fanno uso frequente di sostanze. Un dato che diventa ancora più pesante se si guarda alla cosiddetta Generazione Z, dove uno su quattro rientra tra chi, per usare le parole riportate dall’analisi, «si sballano» con regolarità. Durante le festività, spiegano gli esperti, questi comportamenti tendono a emergere improvvisamente, complice l’aumento del tempo libero e la maggiore esposizione a contesti sociali meno controllati.

A destare ulteriore preoccupazione è il fenomeno dei cosiddetti poli-consumatori. Si stima che oltre 160mila studenti italiani tra i 15 e i 19 anni abbiano fatto uso di almeno due sostanze illegali, spesso combinando cannabis con nicotina e alcol. Un mix che aumenta in modo significativo i rischi per la salute e rende più complesso qualsiasi percorso di prevenzione o cura.

Il quadro si complica ulteriormente se si guarda all’evoluzione del mercato delle droghe. Nell’ultimo anno sono state registrate 79 nuove sostanze illegali, una produzione continua e rapida che mette in seria difficoltà il mondo scientifico. La ricerca sulle cure per le dipendenze, infatti, procede a rilento e fatica a stare al passo con la velocità con cui compaiono nuove molecole, sempre più potenti e spesso poco conosciute nei loro effetti a medio e lungo termine.

Secondo la SIPAD, questa forbice tra l’innovazione criminale e la risposta sanitaria rischia di ampliare ulteriormente il numero dei giovani coinvolti, trasformando comportamenti occasionali in dipendenze strutturate. Un’emergenza che, avvertono gli specialisti, non può più essere ignorata o relegata a fenomeno marginale, soprattutto quando a pagarne il prezzo sono le fasce più giovani della popolazione.

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