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Bilancio in stallo, la Regione Piemonte comincia il 2026 con le mani legate

Nel 2026 il Piemonte comincia con l’esercizio provvisorio e scelte congelate. Bilancio non pronto, due mesi di gestione al minimo indispensabile

Bilancio in stallo, la Regione Piemonte comincia il 2026 con le mani legate

Bilancio in stallo, la Regione Piemonte comincia il 2026 con le mani legate (foto: Cirio e Tronzano)

Il Piemonte comincerà il 2026 con il freno tirato. Non per scelta politica, ma perché il bilancio regionale non è pronto e la macchina amministrativa dovrà procedere in regime di esercizio provvisorio. È questo l’esito della seduta della Prima Commissione Bilancio del Consiglio regionale, che ha dato il via libera al disegno di legge presentato dall’assessore Andrea Tronzano, aprendo di fatto a una gestione “a tempo” dei conti della Regione.

Tronzano ha chiarito che si tratterà di un passaggio limitato a due mesi, il tempo necessario – secondo la Giunta – per arrivare all’approvazione del bilancio vero e proprio. Ma il segnale politico resta: la Regione non è riuscita a chiudere i conti entro fine anno e sarà costretta a muoversi con margini ridottissimi all’inizio del nuovo esercizio.

L’esercizio provvisorio è una sorta di navigazione obbligata quando il bilancio non viene approvato in tempo. La Regione può continuare a funzionare, ma solo per garantire l’ordinaria amministrazione. Si pagano stipendi, bollette, contratti in essere e spese inderogabili, ma tutto il resto resta congelato. Niente nuovi investimenti, niente nuovi programmi, niente scelte politiche espansive. Ogni spesa è vincolata ai limiti dell’anno precedente e frazionata mese per mese. In altre parole, si governa l’esistente senza poter imprimere direzioni nuove.

L'assessore Tronzano

Il provvedimento ora dovrà passare al vaglio dell’Aula, con Fabio Isnardi (Pd) relatore per l’opposizione e Debora Biglia (Forza Italia) per la maggioranza. Il confronto si annuncia inevitabile, perché l’esercizio provvisorio, pur essendo uno strumento previsto dalla legge, fotografa una fase di difficoltà e di compressione delle scelte politiche, soprattutto in un contesto economico segnato dall’aumento dei costi e dalla rigidità delle risorse.

Nella stessa seduta, però, è arrivato anche un via libera unanime al Bilancio di previsione 2026-2028 del Consiglio regionale, un documento che racconta bene il clima finanziario in cui si muove il Piemonte. Il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco ha messo nero su bianco un dato che pesa: per il 2026 i trasferimenti crescono dell’11%, mentre l’inflazione certificata dall’Istat viaggia intorno al 19,6%. Tradotto: il potere d’acquisto delle risorse diminuisce, e lo spazio di manovra si restringe.

Non sorprende allora che il 91% delle risorse sia assorbito da spese obbligatorie, necessarie semplicemente a tenere in piedi l’istituzione. Restano comunque circa 5,6 milioni di euro di investimenti previsti per il 2026, destinati soprattutto alla manutenzione e al restauro degli immobili istituzionali – da Palazzo Lascaris alla Palazzina Tournon – e al rafforzamento delle infrastrutture digitali e dei servizi informativi.

Il quadro complessivo è quello di una Regione che, almeno nei primi mesi del 2026, sarà chiamata a gestire più che a programmare. L’esercizio provvisorio evita il blocco, ma congela le scelte. E rimanda a dopo la partita vera: quella del bilancio, dove si capirà se il Piemonte riuscirà a uscire dalla logica della sopravvivenza contabile per tornare a fare politica con risorse adeguate.

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