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14 Dicembre 2025 - 09:43
Solidarietà in Canavese: ottocento chili di farina che diventano pane e dignità
A Valperga la solidarietà non fa rumore, ma pesa. Ottocento chilogrammi di farina, per l’esattezza, consegnati nei giorni scorsi dal Molino Peila alla Caritas di Rivarolo Canavese. Un gesto che si rinnova anche quest’anno e che, nel periodo che precede le festività, assume un valore ancora più profondo. Perché dietro quei sacchi non c’è solo un alimento di base, ma una risposta concreta a un bisogno che cresce, spesso in silenzio, tra le famiglie del territorio.
La donazione è avvenuta con il supporto del Lions Club Rivarolo Canavese Occidentale, che da tempo lavora per mettere in relazione il mondo produttivo locale con le realtà del volontariato. Un ponte che, quando funziona, permette di trasformare un surplus in risorsa, un prodotto in aiuto reale, un’azienda in parte attiva della comunità.
La farina è uno degli alimenti più semplici e allo stesso tempo più versatili. Nelle cucine solidali e nei laboratori legati alla Caritas diventerà pane, pizze, focacce e dolci, prodotti destinati alle distribuzioni alimentari delle prossime settimane. In un momento dell’anno in cui le spese aumentano e le fragilità economiche si fanno più evidenti, anche un bene essenziale come questo può fare la differenza tra una tavola vuota e una possibilità in più.

Non è la prima volta che queste tre realtà — il Molino Peila, il Lions Club e la Caritas — lavorano insieme. Da diversi anni, soprattutto nel periodo natalizio, la collaborazione si rinnova con l’obiettivo di garantire un sostegno concreto alle famiglie in difficoltà. Una continuità che racconta molto più di un singolo atto benefico: racconta una responsabilità condivisa, un’idea di territorio che non si limita a osservare i problemi, ma prova a farsi carico delle soluzioni.
Il valore dell’iniziativa sta anche nel suo essere profondamente radicata nel contesto locale. Il Molino Peila è una realtà storica di Valperga, un’azienda che conosce il territorio e ne vive le dinamiche. La scelta di donare un prodotto simbolo del proprio lavoro non è casuale: è un modo per restituire alla comunità una parte di ciò che la comunità stessa ha contribuito a costruire nel tempo.
Dal canto suo, la Caritas rappresenta l’ultimo anello di una catena che trasforma la materia prima in aiuto quotidiano. Le scorte alimentari permetteranno di sostenere numerosi nuclei familiari nelle prossime settimane, alleggerendo una pressione che, per molti, diventa particolarmente pesante proprio durante le feste. Un sostegno che non è solo nutrizionale, ma anche umano: sapere di non essere dimenticati, di poter contare su una rete, resta uno degli aspetti più importanti dell’assistenza.
Il Lions Club, in questo quadro, svolge un ruolo di facilitatore, favorendo l’incontro tra chi può donare e chi può distribuire. È un modello che dimostra come la collaborazione tra associazioni, imprese e volontariato possa diventare un moltiplicatore di efficacia, capace di rafforzare il tessuto sociale senza clamore, ma con risultati tangibili.
In un tempo in cui spesso si parla di emergenze solo quando esplodono, iniziative come questa ricordano che la prevenzione della povertà passa anche da gesti semplici e continui. Non servono grandi eventi o campagne mediatiche: servono relazioni stabili, fiducia reciproca e la volontà di agire prima che il bisogno diventi disperazione.
A Valperga e Rivarolo, ottocento chili di farina raccontano proprio questo. Raccontano un territorio che, pur con tutte le difficoltà, riesce ancora a riconoscersi come comunità. Raccontano che la solidarietà non è un’eccezione, ma una pratica che, quando viene coltivata nel tempo, diventa parte integrante della vita collettiva. E che, soprattutto nei giorni che precedono il Natale, può trasformarsi in qualcosa di molto concreto: cibo, dignità e un po’ di sollievo per chi ne ha più bisogno.
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