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Ivrea

Alberi mutilati: sindaco li hai visti?

Vegetazione selvaggia e alberi capitozzati: il grido di allarme dei cittadini esasperati

Alberi mutilati: sindaco li hai visti?

Opposizioni con il dito puntato sulla manutenzione del verde pubblico.

“Ormai da tempo”, dicono e scrivono in un’interpellanza Paolo Noascone, Andrea Cantoni, Elisabetta Piccoli e Gabriele Garino, “non si provvede ad effettuare la pulizia della parete rocciosa confinante con via Chiapussone, sommersa dalla vegetazione spontanea e da rifiuti che, visivamente, abbondano lungo la parete...”.

E poi sulle piante di passiflora non curate a fianco del rifugio antiaereo in Corso Cavour e sul fosso che delimita l’area mercatale.

Stesso degrado, aggiungono i quattro, sulla sommità della parete rocciosa sovrastante il monumento dell’Avis in via Circonvallazione.

“Si è venuti inoltre a conoscenza”, insistono, “della capitozzatura degli alberi di alto fusto nella zona limitrofa al circolo di scherma...”.

E quando si parla di capitozzatura degli alberi di alto fusto, si fa riferimento a una pratica non solo non ammessa, ma espressamente vietata dal regolamento del verde urbano della città, salvo casi eccezionali.

Su tutto questo, il primo a suonare l’allarme è stato, nei giorni scorsi, su Facebook e con una foto, Alessandro Massa che di mestiere fa il giardiniere.

“Peggio di Scampia”, ha commentato, “in barba ai regolamenti della città”.

Una provocazione sganciata come una bomba sul profilo Facebook “personale” dell’assessore Francesco Comotto che, infatti, anziché dare delucidazioni, si è messo a polemizzare sull’uso improprio dello strumento social. Tant’è!

Poco più in basso, un’altra foto di Giulia Proto, questa volta degli alberi “spennacchiati” delle aree di sosta dell’Olivetti.

Tra gli interventi anche quello dell’ex vicesindaca Elisabetta Piccoli sull’albero di Natale “ammazzato” in piazza di città…

Insomma, non se ne esce… e la polemica sulle potature non accenna a diminuire…

A portarla avanti, oltre ad Alessandro Massa, anche Rita Munari e Claudia Garella. 

Quest’ultima lo fa intonando un ritornello: “Ripetiamo tutti insieme: in Piemonte, la potatura a capitozzo è proibita...”.

La morale è presto detta. In una città che vorrebbe diventare turistica e già lo è, ci si ritrova di fronte a una vegetazione non curata, rifiuti che si accumulano come se fossero parte del paesaggio e alberi tagliati alla rinfusa. Sembra o non sembra la sceneggiatura per un film post-apocalittico, di una città abbandonata al proprio triste destino?

Alla luce di questi fatti, l’interpellanza chiede, giustamente, quali misure intende adottare l’amministrazione per migliorare la situazione.

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