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Ivrea

Il ritorno alla vecchia stazione non piace agli ex sindaci Sertoli, Della Pepa e Grijuela...

Traffico in tilt e un incidente che per poco non si è trasformato in tragedia

In foto, da sinistra: Stefano Sertoli, Fiorenzo Grijuela e Carlo Della Pepa

In foto, da sinistra: Stefano Sertoli, Fiorenzo Grijuela e Carlo Della Pepa

Ad Aosta è in corso un sondaggio per togliere qualche autobus con tappa a Ivrea e aggiungerne altri su Torino senza fermate intermedie. Lo ha dichiarato  l'assessore ai Trasporti, Luigi Bertschy, rispondendo, nei giorni scorsi, ad una interpellanza presentata dal consigliere Claudio Restano (gruppo Misto).

Bertschy ha parlato di "un momento complesso da gestire”, con un cambio di modalità di trasporto per un flusso di quasi 4.000 persone tra valdostani, piemontesi e utenti di altri territori. 

“Per arrivarci - ha aggiunto  - abbiamo fatto un lungo percorso di preparazione insieme ai cittadini, a Trenitalia, all'azienda Vita, agli uffici dell'assessorato.  Ci sono stati due momenti di avvio: quello del 3 gennaio, in un momento di minore utenza, e quello dell'8 gennaio, con la ripresa dell'attività dopo le feste. C'è una risposta complessivamente buona ma avremo bisogno di altri giorni di lavoro per raccogliere le varie tipologie di osservazioni". 

Un percorso che, probabilmente, andrebbe fatto anche a Ivrea. S’intende un sondaggio su dove far fermare gli autobus, non foss’altro che l’attuale soluzione, cioè quella  concretizzatasi con la cancellazione di tutti i parcheggi davanti alla vecchia stazione, anzichè con l’utilizzo del Movicentro nato proprio per questo scopo, pare ad alcuni abbastanza strampalata, tra gli altri al consigliere comunale Massimiliano De Stefano che si è messo in macchina e ha contato i minuti in più che ci vorrebbero per far rotta al Movicentro girando a destra su Via Torino, arrivando da via Jervis.

“Appena quattro…!” ha sottolineato in un video e continua a sottolineare con il piglio di chi vuole andare avanti a dirlo all’infinito o fino a quando qualcuno gli darà retta.

A nutrire dei sinceri dubbi è anche Fiorenzo Grijuela sindaco della città quando il Movicentro è stato costruito. Grijuela come tutti sanno è uno “pane al pane” e “vino al vino”.

“Ho letto qualcosa un po’ qua e un po’ là ma non sono sufficientemente informato….” mette le mani avanti. 

Traffico davanti alla vecchia stazione

“Io dico soltanto - sintetizza  - che il Movicentro è stato pensato anche per decongestionare il centro e non capisco perchè non lo si utilizzi.  A mio avviso ripristinare la sosta davanti alla vecchia stazione è un pallino della Valle d’Aosta e so quanto sia difficile trattare con loro. Insomma: stiamo subendo delle decisioni prese da altri. Se si fosse trattato di due autobus al giorno avrei capito, ma 99 sono tanti. E poi perchè si dice davanti alla stazione, il davanti adesso è dietro! Non è mai troppo tardi per far fare a questi autobus il percorso già disegnato…”

Grijuela, al massimo, avrebbe pensato ad una situazione alternativa. Tipo utilizzare, non prima di un accordo con il proprietario, il parcheggio di via Di Vittorio come stazione “temporanea”.

Dello stesso avviso l’ex assessora ai lavori pubblici Giovanna Codato che il Movicentro non l’ha costruito ma l’ha inaugurato durante il primo mandato di Carlo Della Pepa.

“Il parcheggio di via Di Vittorio sarebbe stata la soluzione migliore ma dubito che i valdostani avrebbero mai accettato il doversi fare 5 minuti a piedi da lì alla stazione….” commenta.

E Codato ricorda le battaglie che fece per la nuova stazione degli autobus.

“Quando ho cominciato ad occuparmene -  ricorda - il Movicentro era morto. Le aziende di trasporti non ci volevano andare per risparmiare sui tempi e sui costi del carburante. Ci furono anche dei problemi sindacali. Ci impuntammo fino alla sfinimento e alla fine ci riuscimmo. Il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare un senso ad un investimento nato dalla volontà di valorizzare e rilanciare un’area industriale dismessa, consapevoli tutti dei problemi legati alle infrastrutture di connessione. Non era e non è un’idea sbagliata. Detto questo quell’interscambio tra treni e autobus è stato uno dei primi ad entrare in funzione in Piemonte. Dall’allora giunta regionale Ghigo di progetti come il nostro ne vennero finanziati 13. Ricordo anche le battaglie con le Ferrovie per rimettere in funzione il binario quarto. Avevamo proposto di eliminarlo. Saremmo anche stati disponibili a sobbarcarci i costi per allungare il marciapiede. Ecco questa battaglia non riuscimmo a vincerla.”

Insomma di battaglia si trattava, al contrario di oggi.

“Poi è vero che a livello tecnico - passa e chiude - se intaso la rotonda del terzo ponte sono di nuovo daccapo con il traffico. Il guaio è che quella rotonda per qualche malato motivo dà la precedenza a chi arriva dal terzo ponte e non dovrebbe essere così”.

Ma non finisce qui. 

Tra chi non riesce a capire il perchè c’è anche l’ex sindaco (e fanno due) Stefano Sertoli.

“Da cittadino questa decisione non la comprendo - stigmatizza - Io avrei chiesto che si utilizzasse il Movicentro che è strutturato per l’attesa, con la pensilina e la tettoia. Ai miei tempi (non molto tempo fa, ndr) ebbi una discussione con il responsabile di Rfi proprio su questo. Mi diede delle spiegazioni che io non capii. Tipo quella che non si potevano far passare gli autobus in via Dora Dora Baltea, ma questa cosa nessuno l’aveva mai proposta. La logica è quella dei minuti…”.

Infine (non c'è il due senza il tre) l’ex sindaco Carlo Della Pepa.

“Penso che Massimiliano De Stefano non abbia tutti i torti. Tecnicamente il ragionamento non fa una grinza. Perchè andare alla ricerca di spazi? Esiste una stazione degli autobus e la si dovrebbe utilizzare appieno. Epperò oggi  le corse in sostituzione dei treni si dirigono al casello autostradale salvo un paio che vanno a Borgorfranco passando da Banchette. Sostanzialmente si tratterebbe di far fare un percorso più lungo che in media è di 4 minuti ma che può diventare anche di 10 o più di 10. Sarebbe un ulteriore ritardo da aggiungersi ai ritardi che già oggi si accumulano. Se devo essere sincero, il Movicentro è nato male ed è stato gestito come si è riusciti…”

Scena dell'incidente davanti alla stazione ferroviaria

De Stefano, testimone di un incidente autobus/moto che per poco non si trasformava in tragedia, ricorda quel vecchio progetto, pensato quando nacque il Movicentro per bucare con un sottopasso la linea ferroviaria davanti a via Jervis.

"Ecco probabilmente - non molla la presa - si sarebbe dovuto chiedere quest’opera come compensazione. Magari non avrebbe risolto i problemi da qui fino al 2026, cioè nel tempo indicato per la conclusione dei lavori di elettrificazione della linea Ivrea-Aosta, epperò avrebbe sicuramente migliorato alleggerito (e pure di tanto) il traffico che si crea in città in determinate ore del giorno...".

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