Cerca

Attualità

Sit-in per la sanità pubblica: pochi cittadini, nessun sindaco

La manifestazione organizzata a Cuorgnè ha visto una scarsa partecipazione

Cuorgnè

I partecipanti alla manifestazione dello scorso fine settimana

 “Il Pronto Soccorso è vita” e “Pronto Soccorso solo e sempre pubblico”: sono le scritte sugli striscioni che hanno accolto, nel pomeriggio di sabato 28 ottobre, i partecipanti al presidio organizzato davanti all’Ospedale di Cuorgnè dal Comitato per la Difesa della Sanità Pubblica.

Preparata da tempo, la manifestazione si è tenuta anche dopo l’annuncio, da parte del presidente della Regione, che il Pronto Soccorso riaprirà.

“Non possiamo che essere contenti di questa decisone – ha detto il portavoce del comitato Riccardo TESSARINI  – ma vorremmo sapere come s’intende gestirlo. Dove trovare il personale se i bandi vanno deserti? Con una nota dell’ASL i sindaci sono stati informati che si farà ricorso ai gettonisti, come nell’attuale Punto di Primo Intervento, con costi di 1.800-2.000 euro al giorno per due medici. Decisamente troppo se si considera che come contribuenti paghiamo ogni anno 3.255 euro a testa per avere una Sanità Pubblica. Le strutture private sono libere di esistere ma devono essere finanziate da chi le utilizza”.

Un concetto espresso in modo efficace dal consigliere comunale di minoranza Davide PIERUCCINI, capogruppo di “Cuorgnè C’è” e promotore nell’estate del 2022, insieme alla compagna di schieramento Lidia PEROTTI, della raccolta firme che aveva smosso le acque: “Se il Privato fa il Privato ed il Pubblico si mette a fare il Privato – si è chiesto -  chi farà il Pubblico?”

Bruno Boggio, altro esponente di punta del comitato, ha ricordato l’impegno dei suoi aderenti  nell’organizzare riunioni, presidi, volantinaggio. Danilo ARMANNI, che è anche capogruppo dei “Moderati e Indipendenti”, ha sottolineato come l’ASL abbia deciso di affidare il Pronto Soccorso alla <Air Medical> di Caselle, la medesima società – specializzata in … trasporti sanitari a distanza  - che gestisce il Punto di Primo Intervento. Ha ironizzato sui passati annunci di riapertura del Pronto Soccorso, sempre disattesi, da parte delle autorità regionali: “Nel settembre 2021, prima delle Elezioni Comunali, Cirio era venuto in questo posto a dire che sarebbe avvenuta al più tardi al massimo nel febbraio successivo, affermando che <non ci deve essere differenza di trattamento tra chi vive a Torino in Corso Francia e chi a Frassinetto>. A distanza di due anni ha ripetuto la stessa frase, solo cambiando i luoghi: la Crocetta invece di Corso Francia ed un generico <piccoli centri montani> invece di Frassinetto. Il Pronto Soccorso però è ancora chiuso”.

Un accorato invito alla partecipazione

Un accorato invito alla partecipazione, all’impegno in prima persona, è arrivato da Ermes ZERBINATI, della CISL-Funzione Pubblica: “Sono un infermiere, un sindacalista ma soprattutto e fondamentalmente un cittadino; uno come Voi. E mi sono prefissato un obiettivo. Non voglio più essere passivo. Dobbiamo vigilare perché non possiamo permettere che vengano esternalizzati i servizi, i reparti, e le aree ambulatoriali. Non vogliamo una sanità esternalizzata, per di più all’interno delle mura di un presidio ospedaliero pubblico. I soldi pubblici devono essere utilizzati per finanziare un servizio pubblico”.

I partecipanti alla manifestazione davanti all'ospedale

Zerbinati nega che manchino i medici: “Tra il 2011 ed il 2020 i laureati sono aumentati di più di 2000 unità ma sono anche notevolmente aumentate le strutture ed i presidi sanitari privati che li hanno assorbiti”.

L’altro fenomeno deleterio è quello delle cooperative: “I medici preferiscono associarsi ed andare a coprire come operatori esterni i buchi  che si sono creati e la stessa cosa sta accadendo per gli infermieri ma dare lavoro a queste associazioni costa tre volte tanto!”.

Rivendicando il diritto alle cure di chi vive lontano dalle grandi città, ha sottolineato come una Sanità efficiente riguardi anche i turisti: operatori del settore e negozianti dovrebbero sentirsi coinvolti. “Fatemi capire – ha esclamato - Si incentiva il ripopolamento dei territori montani ma senza offrire servizi, istruzione e salute? Dobbiamo far sentire il nostro disappunto e  scendere in piazza puntualmente e sempre più numerosi”.

Citando lo scrittore Paulo Coelho ha concluso: “Non ti arrendere mai. Di solito l’ultima chiave del mazzo è quella che apre la porta”.

Poco interesse della cittadinanza

La partecipazione, invocata con tanta convinzione dal sindacalista Zerbinati, è proprio quella che è mancata sabato scorso. Pochini i cittadini (malgrado i temi sanitari siano al centro delle preoccupazioni collettive!) e totalmente assenti gli amministratori del territorio: alcuni sindaci erano impegnati nella cerimonia di consegna del Premio “Bugia Nen” dello SPI-CGIL ma molti altri no. Piero GRISOLIA di <Muovi Rivarolo> ha tuonato: “Dove sono i sindaci, sempre pronti a fare passerelle,  a mettersi in posa per le foto e a dispensare abbracci?  E dove sono i tre consiglieri regionali del territorio?” Quelli del territorio non c’erano; gli unici due intervenuti sono stati Daniele VALLE del PD e Silvana ACCOSSATO di “Liberi Uguali Verdi”.

Valle, vicepresidente dell’Assemblea regionale, ha dato una sua interpretazione del disinteresse dei cittadini: “Grazie di essere in  tanti – ha detto – perché lo siete considerato quel che è accaduto.. Non mi stupisco che ci sia smarrimento: con  così tante firme si è aspettato un anno per portare l’argomento sul tavolo della Regione e poi, il giorno prima che se ne discuta, arriva l’annuncio al sorpresa del presidente. Quando si svuotano di significato le sedi istituzionali è un problema per la democrazia”. Ha quindi proseguito: “Questo per quanto riguarda il metodo ma poi c’è il merito. Come si pensa di riaprire il Pronto Soccorso? Con quali medici, se non ce ne sono  e non si riesce ad assumerne?”.

L'intervento di Silvana Accossato

Silvana Accossato ha elogiato il lavoro del Comitato:  “Quello che avete fatto e che fate è preziosissimo perché fa riferimento ai principi di uguaglianza sanciti dalla Costituzione. Il vostro non è un atteggiamento di incredulità alla San Tommaso: i vostri dubbi sono fondati. Quando, il giorno dopo l’annuncio di Cirio, in commissione ho chiesto come si sarebbe fatto a riaprire il Pronto Soccorso, l’assessore Icardi mi ha allo stesso tempo rassicurata ed intimidita dicendo che non si deve parlare di <Privatizzazione>  ma di <Esternalizzazione> perché rimarrà tutto sotto il controllo dell’ASL. Ci mancherebbe! Se non fosse così si tratterrebbe di Sanità Privata e servirebbe un accreditamento per poter lavorare in collaborazione con il Servizio Sanitario Nazionale”. Ha anche posto un problema: “Come si concilia questo ricorso ai privati con la decisione del Ministero della Salute di bloccare i gettonisti?

Pieruccini, infine, ha polemizzato con  la CGIL per la concomitanza delle due manifestazioni: “Quando il sindacato più grande d’Italia, invece di venire qui in piazza con noi, preferisce stare comodo all’auditorium della Manifattura, c’è qualcosa che non va”.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori