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La Regione annuncia che il Pronto Soccorso riaprirà, ma i cittadini non si fidano: ecco cosa stanno organizzando

Il “Comitato Sanità Pubblica e per la riapertura del Pronto Soccorso di Cuorgnè” pretende che si passi dalle parole ai fatti...

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La manifestazione del comitato per la difesa della sanità pubblica si terrà sabato prossimo a Cuorgnè

Il “Comitato Sanità Pubblica e per la riapertura del Pronto Soccorso di Cuorgnè” ha indetto per sabato 28 ottobre un’Assemblea di Presidio davanti all’ospedale. Dalle 15 alle 17 in Piazza Mussatti – quella antistante la struttura - rappresentanti delle istituzioni e semplici cittadini potranno intervenire (purché brevemente) per esprimersi sulla questione.

Come mai questa manifestazione proprio ora che la Regione ha deciso di riaprire il Pronto Soccorso?

Proprio per mettere le mani avanti.

L’annuncio a sorpresa del presidente Cirio – avvenuto domenica 8 ottobre durante la cerimonia per il conferimento della cittadinanza onoraria alla Brigata Alpina Taurinense – è stato accolto positivamente ma con cautela. Tramite il suo coordinatore Riccardo Tessarini, il Comitato esprime soddisfazione ma precisa che nello stesso tempo manterrà “altissimo il livello di attenzione PERCHÉ DALLE PAROLE SI PASSI AI FATTI. Tra chiusure, semi aperture di Punto di Primo Intervento con medici privati, annunci di riapertura la popolazione è stordita dagli avvenimenti”.

Il comitato di Cuorgnè per la difesa dell'ospedale

La manifestazione, che era stata programmata in precedenza, viene pertanto confermata.

Il Comitato avanza richieste precise, condensate in quattro punti. Il primo è che “il Pronto Soccorso apra e venga gestito interamente da medici ed infermieri Pubblici”.

Il secondo che vengano ripristinati tutti i reparti indispensabili per un buon funzionamento del Pronto Soccorso, come la Sala Gessi. La terza richiesta riguarda il trattamento economico del personale sanitario: occorre remunerarlo bene “per invogliarlo a lavorare nel settore  Pubblico”. Infine si chiede il  “potenziamento dell' intero Ospedale per evitare che i soldi pubblici servano a foraggiare interventi dei privati di cui nessuno sente la necessità”.               

 

L'ospedale di Cuorgnè

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