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Il dibattito

Contro il traffico nelle Valli di Lanzo cancelliamo tutti gli eventi! O forse no...

La proposta di D'Agostino: reinventare il commercio locale per trasformare la crisi in opportunità

Una delle code creatisi nelle Valli (foto da Andrea Vuolo, Facebook)

Una delle code creatisi nelle Valli (foto da Andrea Vuolo, Facebook)

"Cancellate tutte le sagre, tutti gli eventi, così non creiamo il traffico sulle provinciali per le Valli". Lo chiedono in tanti sui social network. Problema complesso, soluzione semplice, verrebbe da dire. Già, perché la soluzione passa per qualsiasi via tranne che per questa.

I disagi alla viabilità che nelle scorse settimane hanno colpito e continueranno a colpire le Valli di Lanzo sono infatti imputabili alle condizioni disastrose delle arterie stradali che raggiungono le Valli (galleria Montebasso chiusa, rotonda inefficiente, strade strette e piene di cantieri) ma pure al tipo di turismo che le Valli di Lanzo sperimentano da sempre.

Un turismo da una sola giornata: migliaia di persone raggiungono le Valli in mattinata da Torino o dal basso Canavese, trascorrono in montagna la giornata e prima di cena levano le tende per tornare in massa Città. È il cosiddetto "mordi e fuggi". In soldoni, la proposta a cui in molti stanno pensando è semplice: e se si provasse a trasformare la crisi in opportunità, cambiando radicalmente il modo di fare turismo?

Altre soluzioni, parla D'Agostino

"È importante cercare di impegnarsi per contrastare e limitare i disagi, anche se certi disagi non sono superabili in toto - dice il consigliere metropolitano e consigliere comunale ciracese Davide D'Agostino, che da settimane si interessa alla questione della viabilità nelle Valli -. Bisognerà quindi provare ad affrontare il problema anche sotto altri profili".

Insomma, è giusto che i cittadini  e i commercianti si mobilitino per chiedere la riapertura in sicurezza della galleria o la modifica della rotonda al quadrivio di Lanzo, ma si potrebbe ragionare anche su altre soluzioni che aiutino ad aggirare il problema almeno per i mesi che separano il territorio dall'apertura della galleria.

Davide D'Agostino

La ricetta, forse, è affiancare la rivendicazione politica alla reinvenzione economica. Anche perché il rischio concreto è che alla lunga sia proprio il commercio delle Valli a risentire di questa situazione disastrosa: chi, dopo due o tre volte in cui ha dovuto fare code di cinque ore per uscire dalle Valli di Lanzo, ci tornerebbe più? Urge allora capire come fare.

Una cena in piola al posto della coda

"Le persone frequentano spesso il fondo valle - riflette D'Agostino - e poi tornano a casa. In questo momento, di fronte alle code che si creano nei weekend, i turisti potrebbero pensare di fermarsi nei paesi intermedi a cenare in una piola e a visitare quello che questi paesi possono offrire".

Certo, a casa magari si arriva tardi lo stesso, ma intanto si è scoperto qualcosa in più e si è evitata qualche imprecazione al volante... Insomma, probabilmente questo momento di crisi potrebbe anche generare una reinvenzione del commercio locale: "Una crisi può essere anche un'opportunità per mettersi in discussione. Non significa pensare che vada tutto bene così: dobbiamo fare la nostra parte per migliorare la situazione della viabilità, ma questo non vieta di rompere gli schemi".

Da questa situazione potrebbero trarre vantaggio i paesi come Pessinetto (in foto)

Insomma, probabilmente può essere l'occasione, per i ristoratori dei paesi di media valle (Mezzenile, Traves, Pessinetto, Viù, Cantoira, Chialamberto e così via) per avviare campagne pubblicitarie alternative che spingano le persone a restare ancora per qualche ora sul posto per consumare un pasto e fare due passi.

Chi lo sa, magari una campagna del genere potrebbe abituare le persone a guardare alle Valli con un occhio diverso. Da una situazione di crisi, il commercio locale potrebbe tirare fuori dal cappello magico un altro modo di fare turismo. 

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