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Il caso

Parla la Dirigente Scolastica: "La scuola di Traves non è stata esclusa"

Abbiamo chiesto alla dirigente scolastica Giuseppina Realmuto di raccontarci la versione dell'Istituto Comprensivo in merito alla scuola del paese

Quale futuro per la scuola di Traves

Quale futuro per la scuola di Traves

La notizia della possibile chiusura della scuola di Traves ha fatto parlare di sé. Su diciotto possibili alunni residenti in paese e iscrivibili alla prima elementare, infatti, solo sei avrebbero partecipato alle pre-iscrizioni. Il numero non è sufficiente a tenere aperta la scuola, su cui pende la spada di Damocle della chiusura.

La decisione non è ancora stata ufficializzata dall'Ufficio Scolastico Regionale, ma ha già fatto allertare genitori e associazioni del paese, che hanno scritto una lettera ai giornali parlando di "esclusione della scuola di Traves dal progetto di 'scuola diffusa'" previsto per le Valli di Lanzo.

Abbiamo così chiesto un chiarimento alla dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo di Ceres, la dottoressa Giuseppina Realmuto. 

"La denatalità è il problema cardine"

"Partirei da un principio fondamentale: secondo me il problema cardine è la denatalità, che è una situazione importante ovunque - dice a La Voce la dottoressa Realmuto -. La denatalità incide sulla formazione delle classi, ma c'è una differenza sostanziale tra un territorio un po' più esteso come Lanzo e Ciriè e un territorio come quello di Traves; nei Comuni più grandi capita che scompaia una classe ma i genitori non ne hanno nessuna percezione perché i bambini rimangono nella stessa scuola, mentre nei comuni piccoli questa diminuzione ha risultati molto pesanti".

Questo perché la classe, in realtà, coincide nei paesini con l'intera scuola. Spesso infatti c'è solo una pluriclasse per comune. "A fronte di questo chiaramente la scuola può fare ben poco" prosegue la dirigente. La quale sottolinea un dato fondamentale: di quei diciotto alunni iscrivibili a Traves l'Istituto Comprensivo non può "dirottarne" nessuno verso la scuola del paese.

La scuola di Traves

"I genitori - commenta Realmuto - hanno scelto di iscrivere i propri figli in altre scuole, secondo la libera scelta educativa prevista dalla Costituzione"

"La scuola di Traves non è stata esclusa"

E per quanto riguarda il progetto di scuola diffusa? Specifichiamolo: si tratta di un progetto che prevede la formazione di classi uniche in un determinato paese per scongiurare la formazione di pluriclasse uniche. In sostanza, si sceglie di aprire una prima elementare in un solo Comune delle Valli di Lanzo (ad esempio Pessinetto) compreso nell'Istituto Comprensivo in modo che tutti gli alunni dei Comuni vicini si iscrivano a quella classe.

L'anno successivo, per favorire tutto il territorio, si apre una prima elementare altrove (ad esempio a Mezzenile) dove si iscrivono tutti gli alunni dai paesi vicini. "L'idea - ci spiega la dirigente - è che se noi riusciamo a creare delle classi di questo tipo magari riusciamo a invogliare i genitori a tenere i figli nei confini dell'Istituto Comprensivo".

La dirigente Giuseppina Realmuto

Il tentativo, spiega la dirigente, è stato fatto, "ma si è scontrato con la volontà dei genitori, dal momento in cui legittimamente iscrivono i propri figli dove preferiscono: l'offerta formativa dell'Istituto Comprensivo è equiparata in tutte le scuole, ma ci sono altre valutazioni che spingono i genitori a iscrivere il figlio in una scuola e non in un'altra". 

Serve dunque che i genitori di un determinato paese si mettano d'accordo e aderiscano al progetto di scuola diffusa. È su loro impulso che l'Istituto Comprensivo può muoversi per creare la scuola diffusa. In caso contrario l'Istituto non può obbligarli. La dirigente tiene a specificarlo: "Traves non è stata esclusa, bensì le famiglie hanno ritenuto di iscrivere i propri figli altrove. La parola 'esclusione' è molto forte".

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