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Ivrea
19 Febbraio 2023 - 11:59
Visita della Mugnaia e del Generale alla Fagiolata Benefica del Castellazzo in piazza Maretta. Generale , Mugnaia e il loro seguito fanno visita alla fagiolata per il rituale assaggio dei fagioli e per l’inizio della distribuzione delle razioni benefiche. Il Podestà al Castellazzo scalza la pietra per la Preda in Dora dai ruderi del Castellazzo con l’antico martello d’arme.



Preda in Dora sul Ponte Vecchio.
Il Podestà con il suo seguito e i Credendari, accompagnato dagli Alfieri e dai Pifferi e Tamburi, volgendo le spalle al parapetto del ponte, getta dietro di sé verso valle la pietra tratta dal Castellazzo pronunciando la frase “Hoc facimus in spretum olim Marchionis Montisferrati, nec permittemus aliquod aedificium fieri ubi erant turres domini Marchionis” (facciamo questo in dispregio del Marchese del Monferrato, né permetteremo che alcun edificio abbia a sorgere dove erano le torri del signor Marchese) in segno di rifiuto di ogni forma di tirannia.
La Mugnaia con il Generale, lo Stato Maggiore e la Scorta d’Onore assistono alla Cerimonia dalla sponda destra del fiume.










Per le vie della città di Ivrea sfilerà il nuovo cocchio della Vezzosa Mugnaia, frutto di un impegnativo e articolato lavoro di restauro che ha messo in sicurezza uno dei simboli più ammirati del Corteo Storico del Carnevale.
La Fondazione si è affidata per questa delicata operazione ai Fratelli Nicola di Aramengo, in provincia di Asti, una delle aziende del settore più riconosciute a livello internazionale. Azienda familiare fondata da Guido Nicola nel 1947, annovera nel suo archivio lavori di fama mondiale come il restauro della Sfinge, commissionata dal governo egiziano, mentre in Piemonte ha lavorato al restauro di Palazzo Carignano e delle carrozze del Palazzo Reale di Torino. A Ivrea, tra l’altro, i Fratelli Nicola hanno lavorato al ripristino della Sala Dorata del Municipio e alla realizzazione della mazza dei Credendari, una delle Componenti del Carnevale.
“La parte progettuale del restauro del cocchio è iniziata già a fine 2018” racconta Alessandro Titolare dell’azienda e terza generazione della famiglia Nicola.
“Abbiamo studiato la struttura originaria, che di fatto era una via di mezzo tra le fattispecie più comuni di carro con pianale (agricolo) e carrozza, e abbiamo cercato di capire quanto potessimo allontanarci e quanto invece rimanere fedeli alla struttura originaria, nel rispetto delle normative vigenti in termini di circolazione e sicurezza. La soluzione adottata è una struttura con pianale, piuttosto fedele alla tradizione ma con alcuni elementi di novità, su tutte le due facce (fronte e retro) con roll-bar incorporato e cinture di sicurezza, fino ai nuovi elementi decorativi e i cosiddetti riccioli” nella parte bassa del carro, ma anche gli schienali per i paggetti. Alcuni elementi del cocchio originale, come il leone o la seduta della Mugnaia, sono stati ripresi dall’originale”
La complessa opera di restauro è stata possibile grazie ai fondi che il MIBAC ha messo a disposizione della Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea proprio per progetti di rinnovamento della manifestazione come questo.
Ad affiancare Fondazione e i Fratelli Nicola una commissione di storici ed esperti, profondi conoscitori della storia e delle tradizioni del Carnevale di Ivrea, composta da Mario Boffa Tarlatta, Lorenzo Faletto e Franco Quaccia.
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