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IVREA. Il Generale Ceratti "in virtù dei poteri conferiti da Goldrake...."

Eravamo stati preveggenti definendolo "il tre volte Generale" ma lui, a quanto pare, ci credeva davvero. Non fosse così non si capirebbe come possa essergli venuto in mente (ROBA DA PAZZI....) di firmare una sorta di "ordinanza - non ordinanza" o "proclama non proclama" per invitare tutti coloro "che si troveranno ad Ivrea nei giorni delle carnascialesche giornate a indossare il berretto frigio...". Il bello - o se si preferisce il brutto -  dell'iniziativa è che il "nostro" voleva addirittura far stampare un manifesto da affiggere in ogni dove come si fa con l'ordinanza vera e propria. Se non lo ha fatto è perchè il sindaco Stefano Sertoli, pare, lo abbia stoppato. E usiamo il condizionale perchè la verità ancora nessuno la conosce. Fosse vero, si tratterebbe di una decisione, di sana e immacolata lucidità, in un momento particolarmente sensibile del calendario. Metti mai che dieci, cento, mille cittadini come Ceratti percepissero l'ok del sindaco come un "liberi tutti" in strada. Proprio lui che lo scorso anno, di questi tempi, si era ritrovato a dover difendere l'indifendibile anche con il Prefetto. In ogni caso l'iniziativa di Ceratti ha già scatenato in città centinaia di critiche, tra le tante una di "Cui d'al Vin" che, utilizzando più o meno le stese parole del Ceratti, anziché invitare ad indossare il berretto frigio, invitano a bere a più non posso "ripetutamente, inninterrottamente e incautamente in segno di rispetto ed onore alla tradizione che ci è stata tramandata, perchè mai come ora è importante dimenticare e non essere pianamente lucidi....". Un invito indirettamente rivolto al "tre volte Generale" a prenderla decisamente più bassa ed eventualmente a farsi una bevuta di grignolino. La premessa, peraltro, è da tenersi la pancia con le mani. Da un lato c'è il "Noi, Vincenzo Ceratti" che in virtù dei poteri "conferitici" per le due edizioni precedenti "ed a noi rimasti in questo 2021" lancia l'invito. Dall'altra a lanciare l'invito sono i "Capi dell'ubriachezza cittadina in virtù dei poteri loro conferiti da Donald Trump, Goldrake, Cr7, Fragolone, Gerry Scotti ed Enzo il ballerino per le quattordici edizioni precedenti..." Perchè va bene la passione e l'amore per la festa, ma se si vestono i panni di un personaggio oltre che con le gambe e  le braccia, anche con la testa, forse qualcosa in quella testa non funziona come dovrebbe. Oppure il Ceratti è più furbo di quanto non si riconosca e questo è per lui tutto marketing gratuito, economico e, soprattutto "politico". Non ha dubbi, a questo proposito, Francesco Gioana, direttore della Rivista "La Diana", e non si può certo dire che non sia uno che di Carnevale non se ne intende. "Il Carnevale non c'è... E'stato anche scritto in un verbale.... Punto - commenta - capisco che sia un momento disperato ma trovo tutte queste iniziative, melanconiche e un po' patetiche. E' vero che io sono un sostenitore del berretto frigio ma a Carnevale e quando c'è il Carnevale. In tutti gli altri momenti, compreso questo, è un po' assurdo. Il Carnevale quest'anno non c'è e c'è poco da fare. Poi se uno se lo vuole mettere tutto l'anno che se lo metta... " E qualcosa da dire ci sarebbe pure sul tre volte Generale Vincenzo Ceratti che, per assurdo, in base al Cerimoniale, non avrebbe dovuto esserlo neanche lo scorso anno. E' lì, infatti, che in caso di "impedimenti" si dice che il Generale doveva essere sostituito da un ufficiale dalle "braje bianche" come "facente funzione". Insomma qualcuno ha fatto la pipì fuori dal vaso. "Forza Ivrea, Forza Italia".  
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