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Scorpioni d'Arduino

IVREA. Scorpioni d’Arduino (più di 100 foto e potresti esserci anche tu). Corri in edicola!

Da un po’ di anni, quando fanno la classifica il martedì sera, non andiamo alla premiazione e facciamo festa in piazza, offrendo la pasta. Poi buttiamo le cassette in mezzo e facciamo un falò”.

Per molti vincere è l’unica cosa che conta. Per altri è il come si vive un’esperienza a marcare la differenza.

Tra questi c’è senza dubbio, Silvio Lesca, 67 primavere alle spalle, eporediese d’origine e attualmente residente a Palazzolo Canavese.

Tra chi lancia, in questi giorni di battaglia feroce ad Ivrea, c’è anche lui. E non potrebbe essere altrimenti, visto che da 36 anni fa parte degli Scorpioni d’Arduino, da 16 è nel direttivo e da qualche tempo ne ha assunto la presidenza al posto dello storico Giancarlo Maffeo.

“Il filo conduttore deve essere il divertimento – spiega -. Certo, se vinciamo è meglio e siamo tutti più contenti, ma il nostro spirito è sempre lo stesso e si basa sull’amicizia, oltre che sul rispetto e sulle tradizioni che Giancarlo Maffeo ci ha insegnato”.

Gli Scorpioni d’Arduino non sono solo una squadra ma sono anche un modo di vivere, d’essere.

“Siamo stati i primi ad aver imbandierato Ivrea quando non avevamo soldi. Siamo partiti da via Palestro fino ad arrivare in Borghetto, passando anche davanti all’Hotel Dora”, racconta con orgoglio Giancarlo Maffeo, pietra miliare degli Arduini.  “Abbiamo anche portato per primi un omaggio floreale alla mugnaia: cosa che ora fanno tutte le squadre. Gli altri ci fischiavano, quasi andassimo a comprare il premio, ma chi viene da noi deve avere una grande passione per tutto il Carnevale. Quindi, non solo per la battaglia della arance, ma anche per la mugnaia, lo Stato Maggiore, i pifferi…  Un arduino deve aver rispetto di tutti, anche di chi fa la fagiolata”.

È il 1966 quando una quindicina di amici, poco più che adolescenti e quasi tutti residenti nel centro storico e nel Borghetto, decidono di unirsi e dare vita a una squadra.

Sono spavaldi, quasi spregiudicati per la loro età ed accomunati da una grande passione per il Carnevale. Non ancora organizzati, decidono comunque di sfidare i carri con insolenza, pochi mezzi  ma moltissimo entusiasmo.

La determinazione dimostrata dai ragazzi, nonché la passione con cui hanno affrontato il Carnevale, costituiscono la solida base su cui, a partire da quell’anno, la squadra prende vita.

Le prime divise sono degli esperimenti: essendo tutti ragazzi giovani, molti di loro avevano fratelli maggiori che militavano in altre squadre. Non avendo ancora stabilito i colori né il simbolo, decidono di tingere di blu le casacche e applicare sulla schiena lo scudo civico d’Ivrea.

Nel 1968, poi, la squadra riceve un contributo di 100.000 lire dall’allora commerciante di via Arduino Peraldo, una cosa non da poco per dei ragazzi di tredici anni. La cifra viene spesa per l’organizzazione della prima cena ufficiale, occasione in cui si decidono i colori della squadra. Vengono scelti il giallo e il verde – non ancora indossati da nessun’altra squadra –  in quanto riprendono i colori della parrocchia di San Salvatore. La proposta viene avanzata da Giancarlo Maffeo, uno dei tre ‘Capi di Battaglia’.

Nello stesso anno, inoltre, gli Arduini omaggiano la Mugnaia di una corbeille floreale: sono la prima squadra di aranceri a piedi a farlo e la tradizione si è protratta fino ad oggi.

Il riconoscimento ufficiale degli Arduini avviene nel 1969, anno in cui viene loro concessa Piazza Ottinetti come zona di tiro. Si pensa allora a creare un vero stemma: inizialmente viene riprodotta la corona di Re Arduino, ma, non soddisfatti del risultato, i ragazzi la sostituiscono, nel 1971, con lo scorpione nero, simbolo di Ivrea. In quello stesso anno la squadra trova la sua denominazione attuale, ovvero ‘Scorpioni d’Arduino’.

Negli anni Ottanta gli Arduini contano ormai duecento iscritti e si distinguono per creatività, iniziativa e ardimento nella battaglia. Nel 1982, poi, viene assegnato il primo Scorpione d’Oro, a Giancarlo Maffeo – allora presidente della squadra. Il premio, segno di attaccamento ai colori e ai valori degli Arduini è soprattutto simbolo di legame indissolubile fra la squadra e il suo capo.

Sempre nei primi anni Ottanta, Ivrea viene inondata da 2500 bandierine giallo verde: l’abbellimento della città è qualcosa che contraddistingue gli Arduini da sempre, così come la fantasia nella sfilata del sabato sera. Tra le migliori coreografie, si ricordano ‘La piramide delle Cinquecento’, il ‘Carro di Re Arduino’, che inondò Ivrea di zampe di Gallina, ‘Le Splendide Popolane’ impersonate dalle ‘Signore Arduine’, i ‘Pirati’, i ‘Marziani’, la ‘Setta Arduina’, gli ‘Egiziani’, gli ‘Scorpioni d’Acciaio’, gli ‘Indiani’ e i ‘Cannibali’, tutto all’insegna del giallo verde.

È in questi anni, inoltre, che gli Arduini iniziano a dipingere i cubetti di piazza Ottinetti, grazie all’estro di Lino Guida.

Nel 1987, poi, si inaugura la tradizione dei foulard che consiste nel consegnare durante l’iscrizione, un foulard stampato identificativo dell’anno di iscrizione.

Nel 1991, infine, l’ardimento mostrato in piazza dagli Arduini viene riconosciuto da un primo premio assoluto, bissato poi nel 2005.

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