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IVREA. Polemica sui sostegni Covid. Dito puntato sul vicesindaco Elisabetta Piccoli

IVREA. Polemica sui sostegni Covid. Dito puntato sul vicesindaco Elisabetta Piccoli

Elisabetta Piccoli

Non si placano in città le polemiche intorno ai contributi Covid a sostegno del commercio, dell’industria, dell’artigianato e delle associazioni sportive e culturali. Due i bandi. Uno per 200 mila euro legato alle attività economiche e l’altro di 100 mila euro, modficato a Natale con scadenza Stano Stefano. Il problema? Non si è data la pubblicità che avrebbero meritato, per la gravità del momento e per la consistenza dei fondi. La domanda è: chi si sarebbe dovuto occupare di farlo? La risposta, senza andare a cercarla chissà dove, è indicata nella delibera di giunta, la numero 334 del 30 novembre 2021. Toccava allo “Sviluppo economico”, cioè all’area guidata dal vicesindaco Elisabetta Piccoli, tanto è vero che la pec di riferimento a cui rivolgersi e finanze@pec.comune.ivrea.to.it. E non poteva essere altrimenti considerando che i soldi stanziati avrebbero riguardato sia il sociale, sia il commercio, sia la cultura. Morale? Gli assessori Costanza Casali e Giorgia Povolo non hanno mosso un birillo. Nè loro, ne gli uffici da loro guidati. Peraltro - e questo è da aggiungere - quel 30 novembre l’assessore Costanza Casali alla riunione di giunta neppure ha partecipato. Non è una giustificazione, ma qualcosa significa. Insomma Piccoli, di nuovo Piccoli, sempre Piccoli. Tutte le volte che c’è un problema, toh guarda, salta fuori il suo nome. E’ stato così con il Movicentro e pure con il Valcalcino. E delle due l’una: o se le va a cercare o non ha ancora capito qual è il suo ruolo. Ed è indubbio che questa partita è stata gestita male e le direttive su come gestirla sarebbero dovute arrivare da lei. Un’occasione persa per accreditarsi nell’opinione pubblica e con 300 mila euro ci sarebbe, altrochè riuscita. In ogni caso il dente batte sul dente che duole e siccome chi più di tutti ha pagato il prezzo delle chiusure forzate sono i commercianti è qui che sta per scoppiare una bomba atomica, con tanto di raccolta firme e richieste di “dimissioni”. Per molti, questi contributi, fossero anche stati solo qualche centinaio di euro, avrebbero davvero fatto tirare un sospiro di sollievo. Non ne sapeva nulla Gisella Facta di Confesercenti e non ne sapeva nulla il Presidente della Consulta Ciro Lubrano Lavadera che martedì, dopo la lettura di questo giornale, ha chiesto lumi sul gruppo di whatsapp. Non lo avesse mai fatto. C’è chi gli ha praticamente detto di stare zitto... Perchè non è quello il posto. Perchè prima avrebbe dovuto concordare le sue parole con il direttivo della Consulta... Insomma un gran casino. Trulli trulli e felici come delle Pasque all’Ascom. “Quel che mi chiedo - commenta Luisa Marchelli dell’Ascom - è come mai Confsercenti e Consulta non ne sapessero nulla. Noi lo abbiamo letto nella newsletter  e sul sito del Comune. Non ci ha chiamato il sindaco o un assessore. Abbiamo letto la notizia e l’abbiamo ribaltata ai nostri associati e non solo. Poi nella vita tutto è migliorabile. Se ci sono spunti e consigli da dare, facciamolo, ma non polemizziamo...” Eh già! Glielo dica a chi dalla sera alla mattina ha scoperto che se solo qualcuno gli avesse girato l’informazione sarebbe riuscito a pagare qualche bolletta in più. La verità è che a parte il sito e la newsletter l’informazione l’ha fatta circolare solo Ascom, ma Ascom non è il Comune, è un’associazione di categoria. “Riunirò il direttivo della Consulta - commenta Lavadera - Questo meccanismo non mi è chiaro. Se sia stata la fretta o che cosa sia stato non lo so. Non voglio parlare a titolo personale o fare prevaricazioni. Prendo atto che la cosa è andata esattamente così. Non è arrivata alcuna comunicazione ufficiale....”. Al netto di chi i soldi li ha presi e chi è rimasto a bocca asciutta, evidentemente è mancata la comunicazione.  La polemica si potrà anche sgonfiare ma qualcuno ci dovrà mettere la faccia. Dire che era sotto stress, che gli errori possono capitare eccetera, eccetera... Non ha intenzione di mollare la titolare de Il Baguccio Annalisa Thielke, iscritta all’Ascom di Rivarolo pur essendo titolare di un bistrot in corso Vercelli a Ivrea. “Ritengo - commenta - che di fronte ad una situazione come questa Ascom dovrebbe prendere posizione. Non farlo significa andare contro i principi della solidarietà e della sussidiarietà fissati dall’articolo 5 del proprio Statuto. Confcommercio, secondo lo Statuto, ha per scopi “la promozione dei principi e dei valori che ne ispirano l’azione” e “la tutela e la rappresentanza delle imprese, delle attività professionali, dei lavoratori autonomi e dei settori economici che fanno parte del sistema confederale, presso istituzioni ed amministrazioni, pubbliche e private, nonché nei confronti delle organizzazioni politiche, sociali, economiche e sindacali nazionali, europee ed internazionali.  Inoltre l’articolo 4 definisce l’Autonomia associativa: “Confcommercio è associazione democratica, pluralista e libera da qualsivoglia condizionamento, legame o vincolo con partiti, associazioni e movimenti politici. Confcommercio persegue e tutela la propria autonomia, anche nell’ambito del suo funzionamento interno, mediante i principi e le regole contenute nel presente Statuto”. “Curioso  - fa notare Thielke - che all’indomani della nascita del primo Distretto del Commercio, con la finalità “di rilanciare il commercio con strategie sinergiche di sviluppo economico” (fonte: sito ufficiale del comune di Ivrea), il primo gesto del Comune di Ivrea sia quello di dare attuazione ad un bando che genera forti disparità tra i commercianti”.
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