Piazza Maretta: l'assessore illustra il progetto (incontro di agosto)
Un incontro organizzato alla chetichella, all’ultimo minuto, sul gruppo di whatsapp. Venerdì scorso, in piazza Maretta (o piazza Gioberti che dir si voglia), non erano in tanti ma c’erano tutti coloro che avevano titolo per esprimere un’opinione. I commercianti e i cittadini qui residenti.“Alla fine - commenta con noiErnesto Ravetto della Farmacia Linda - se il progetto che ci hanno mostrato andrà avanti sarà un bel salto di qualità per tutto il centro storico... L’assessore Michele Cafarelli si è esposto davanti a tutti. Non potranno più dire che non si fa per mancanza di soldi. Sarebbe uno smacco...”
E in sintesi, molto in sintesi, si prevede la pedonalizzazione totale della piazza senza più parcheggi e auto in sosta. E poi cubetti rossi ovunque e non solo su di una parte. Transito delle auto consentito a senso unico e in salita da piazza Bergoglio. Pochi elementi di arredo e poche sedute, con paletti rossi per delimitare l’area. Infine, murales di Carlo Gagliano su alcune facciate e non più solo in una. Insomma: sono state messe, nero su bianco, tutte le richieste avanzate nel precedente incontro del 23 agosto.
Restano le certezze sugli arredi: removibili per non porre ostacoli agli amici della “Fagiolata benefica del Castellazzo”, uno dei momenti più autenticamente popolari e sentiti della tradizionale festa cittadina carnascialesca.
Questa volta- è bene dirlo - l’assessore Michele Cafarelli sedicente “agnostico” ma da tutti soprannominato il “testone” e non si capisce se per via di “Testa” dell’ufficio tecnico o per l’inclinazione a fare sempre di “Testa” sua, s’è fatto guidare dai suggerimenti che erano piovuti copiosi da Ernesto Ravetto, da Ciro Lubrano Lavadera, che a pochi passi da qui è titolare dell’enoteca Vino e Dintorni e, non in ultima, da Andrea Moretto titolare del Caffè Gioberti e amministratore del gruppo Facebook “Sei di Ivrea se”.“Ditemi cosa volete….” aveva specificato l’altra volta, più e più volte con un’umiltà che mai gli si era vista così chiara in volto e sentita nel tono delle parole.
Non aveva ribattuto. Se n’era stato zitto. Come un bambino che aspetta Godot o che si sta per mettere a piangere.
Il minimo sindacale dopo tre mesi di polemiche e di forti critiche sui giornali. Prima per le panchine che sembravano trampolini per tuffi e poi per i vasi-sarcofago, riempiti con qualche pianta sempreverde e decine di rametti di rosmarino.
“Per sperimentare la nuova viabilità – s’era discolpato in premessa Cafarelli – potevamo mettere le barriere New Jersy come fan tutti ma non ci sembrava il caso… Spero si sia capito che era una sistemazione provvisoria…”.
Adesso sì, prima no.
Diciamo che se avesse fatto come
fan tutti di polemiche non ne sarebbe nata una che sia una comprese quella sui “soldi” buttati proprio nelle sperimentazioni.
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