E’ Raffaele Orso Giacone, già volontario del carcere, il nuovo garante dei detenuti del Comune di Ivrea. Sostituirà Paola Perinetto rimossa dall’incarico “colpevole” d’aver condiviso un post (non suo) su Facebook in cui si paragonava il premier Mario Draghi all’ex terrorista Cesare Battisti. Su quel post, poi rimosso, sono in corso le indagini della Digos e la procura di Ivrea ha aperto un fascicolo.
Per non ricorrere a un nuovo bando pubblico, l’amministrazione ha scelto di nominare una delle persone che avevano presentato la candidatura nel 2018.
Dei quattro candidati in elenco restavano Valeria Ferraris, sponsorizzata dal Pd, che però ha fatto sapere di non essere più disponibile. Quindi Roberto Rosas e Raffaele Orso Giacone considerato vicino al gruppo di Viviamo Ivrea.
Il consiglio comunale ha poi anche nominato il nuovo presidente del Collegio dei revisori. La scorsa volta, infatti, ad un certo punto del dibattito, il presidente del consiglio Diego Borla aveva deciso di rinviare il punto per maggiori approfondimenti.
La domanda che ci si era fatta è stata questa .... Posto che il collegio è composto da tre revisori e che due li aveva sorteggiati la Prefettura (Giancarlo Olivieri e Roberto Puntoni) per il terzo ci si poteva svincolare oppure no da una legge (la 215 del 2012) in cui si fa esplicito riferimento alla parità di genere (uomo e donna) nella composizione degli organi collegiali?
In verità, dei tre che s’erano presentati, Cristiano Baucè, classe 1960 di Santhià, Roberta Perico e Francesca Lomagno, la maggioranza Sertoliaveva già deciso di nominare Baucè.
Morale? Tre posti, tre uomini.
A mandare in tilt l’aula ci aveva messo del suo il consigliere comunale del Pd Fabrizio Dulla che di mestiere fa l’avvocato. “Io la legge la interpreto così.. Verifichiamo se si tratta di un obbligo oppure no..?.” s’è infervorato.
Peraltro -è bene dirlo -il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti in apertura del dibattito aveva tessuto le lodi di Francesca Lo Magno, ex segretario comunale di Ivrea.
“Lo è stata per tanti anni - aveva sottolineato - La sua professionalità è robusta. Chi ha avuto modo di analizzare i curriculum se ne sarà sicuramente accorto...”.
Evidentemente solo al pensiero che Perinetti potesse anche solo avere un piccolo collegamento con il futuro presidente del Collegio dei revisori al vicesindaco Elisabetta Piccoli era cominciato a salire il sangue nella testa...
L’altra sera, comunque, il segretario generale Barbara Capo ha dato tutte le spiegazioni del caso confermando che nelle nomin non elettive ma individuate attraverso un bando e con curricula, non esiste alcun obbligo di “quota rosa”. Ci fosse stato - per farla breve - avrebbe dovuto attenersi anche la Prefettura scegliendo una donna e un uomo, cosa che non ha fatto.
Nella delibera approvata dal consiglio, abràcadabra, è peraltro stato corretto un refuso non di poco conto. Quello dell’indennità che per tutto il Collegio passa da 26.644 a 57.241. Un settimana fa, come in tanti si ricorderanno, c’erano i “puntini di sospensione”. Gli uffici si erano dimenticati di indicarla e l’assessore/a Elisabetta Piccoli (così precsina) non se n’era accorta...
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