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IVREA. L’Ires “sfancula” l’ennesima visione di Tiraboschi

Che figuraccia la senatrice azzurra Virigina Tiraboschi. La sua proposta per il nuovo ospedale negli ex uffici Olivetti di Palazzo Uffici è stata letteralmente “sfanculata” dall’Ires.  Bocciata senza tanti giri di parole. E mentre tra i banchi dell’emiciclo in tanti si tenevano la pancia dal ridere, a più d’uno è venuto in mente quel progetto presentato e strombazzato nell’ormai lontano settembre del 2019. La domanda è: ma a Palazzo Uffici non doveva sorgere la Ico Valley?  Della super-cazzola a quanto pare si è persa ogni traccia. Sparita da tutti i radar. A Ivrea, a Torino, a Roma, a Milano, persino a New York, non s’è più sentito e visto nulla. Eppure (guarda un po’) dalla fantomatica conferenza in pompa magna organizzata alle officine H con tanto di presentazione in power point sono già passata quasi tre anni, quattro se si aggiungono i dieci mesi di lavoro per preparare le slide commissionate allo studio associato in cui lavora l’assessore Michele Cafarelli.  “Ico Valley – diceva Tiraboschi in un video su Youtube – è un progetto per dare una risposta concreta alle future generazioni, è un progetto non solo di Ivrea ... ma dell’Italia intera e con coraggio dico che dovrebbe diventare un progetto internazionale: l’Italia infatti dovrebbe poter giocare un ruolo da protagonista valorizzando il brand Olivetti che è ancora conosciuto a livello mondiale e questi stabilimenti industriali recentemente patrimonio Unesco, il primo tra i 54 siti industriali presenti in Italia a ottenere tale riconoscimento”.  A rileggerle oggi, quelle parole sanno tanto di presa per i fondelli non foss’altro che l’idea dell’ospedale a Palazzo Uffici è nata dopo l’idea dell’ospedale negli ex stabilimenti di Scarmagno e in entrambi i casi parliamo di edifici privati di  proprietà del Fondo Prelios. Che fosse tutta fuffa era poi venuto chiaramente alla luce con il gran lavoro svolto per inserire il progetto tra quelli finanziabili con il Pnrr, ma anche con certe affermazioni che stanno facendo il giro della città. “C’è tanto spazio lì, mica possiamo riempirlo tutto di digitale...” avrebbe detto Tiraboschi. Già!  Stringi stringi della visione della visionaria (così la definì il sindaco Stefano Sertoli) altro non rimarrà che un corso universitario a carico della collettività. Tanto non paga lei ma Pantalone.  Liborio La Mattina
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