Cosa ne pensa la maggioranza delle recenti dichiarazioni del senatore azzurro Virginia Tiraboschi, politicamente vicina al Sindaco e alla sua coalizione, sulla collocazione del nuovo Ospedale a Scarmagno e non invece nell’area ex Montefibre? Lo sanno che la cosa ha creato non poco malumore e insinuato dubbi tra i 16 sindaci del gruppo ristretto dell’Asl To4 che stanno discutendo proprio di questo?
Perchè il consiglio comunale di Ivrea non ha ancora espresso una posizione e votato una delibera sul nuovo ospedale da inviare in Regione?
Musica e parole dei consiglieri comunali Massimo Fresc e Francesco Comotto, questa volta seriamente intenzionati ad andare in guerra, non foss’altro che di domande in ambito sanitario ne avranno già fatte mille senza mai ricevere da Stefano Sertoli una risposta chiara che sia una.
“Stavolta vogliamo una relazione scritta - preavvisano - su cosa sia stato fatto in particolar modo rispetto agli impegni votati in aula all’unanimità”.
Conciò Fresc e Comotto tornano a chiedere che Sertoli, attraverso l’Assemblea dei Sindaci pretenda lo sblocco dei lavori promessi e mai realizzati per l’ampliamento del nosocomio eporediese in vista della ripresa della pandemia.
Ma vogliono anche conoscere i numeri sul personale sanitario che rispetto al periodo pre-covid si sarebbe dovuto fortemente aumentare e invece pare essere addirittura diminuito. Senza contare quelli che sono diventati positivi al covid-19 aggravando una carenza di personale più volte richiamata dalle organizzazioni sindacali.
“E’ abitudine dell’attuale esecutivo - commentano - non informare i consiglieri comunali di quanto accade in città e del proprio operato, anche a seguito di impegni richiesti con mozioni, per cui non rimane altra strada che procedere con interpellanze....”
Ed è verosacrosanto che quasi sempre le risposte non sono esaustive o rimandano a futuri approfondimenti.
Tornando ai “16” del Comitato ristretto, sugli incontri che si stanno susseguendo in verità qualcosa di non ufficiale è venuto fuori. Per esempio che Sertoli pare voler tenere il piede in due scarpe o almeno questa è stata l’impressione di gran parte dei sindaci dell’eporediese.
“In emergenza - scuotono la testa Fresc e Comotto - la tempestività negli interventi è fondamentale a salvare vite umane e dalla dichiarazione dello stato di emergenza del 31 gennaio scorso sono già passati quasi 10 mesi. Quest’estate, presso il nosocomio, si sarebbe dovuto aprire un cantiere per la realizzazione di nuovi posti letto e per la messa in sicurezza dei percorsi, alla luce delle nuove disposizioni anti-covid. Tali lavori, per un costo di circa 800.000 euro, non sono mai partiti e non si sa se e quando partiranno..”.l.l.m.
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