Colpo di scena. L’Amministrazione comunale guidata da Stefano Sertoli ha comunicato alla Cooperativa Zac!, presieduta da Lucia Panzieri, che non aveva alcun titolo per concedere una proroga all’utilizzo degli spazi del Movicentro. Non ce lo ha adesso e non ce lo aveva neanche alla scadenza del contratto di comodato d’uso nello scorso mese di luglio, quindi quella proroga è “illegale”.
Morale? In questo momento lo Zac! è un abusivo e per continuare ad utilizzare il Movicentro dovrà rivolgersi a RFI. Seguirà il distacco di tutte le utenze intestate all’Amministrazione comunale e riguardanti l’atrio.
Secondo quel che dicono i consulenti legali, all’Amministrazione, oggi come oggi, rimarrebbero due possibilità. Fare la perizia e regolarizzare il diritto di superficie o lavarsene le mani e lasciare tutto nelle mani di RFI. Durante una riunione di maggioranza tenutasi mercoledì sera il vicesindaco Elisabetta Piccoli e il sindaco Stefano Sertoli hanno sottolineato l’esistenza di una serie di responsabilità (da Corte dei Conti) legate ai vecchi amministratori comunali per aver contrattualizzato (come Totò con la fontana di Trevi) un immobile su cui non avrebbero potuto vantare alcun diritto.
Si attendono le reazioni delle Opposizioni. Ce n’è già una di Francesco Comotto di Viviamo Ivrea. “Sono allibito e mi sento preso in giro – commenta – Si era deciso di esaminare la questione all’interno di una commissione chiamando i tecnici e gli ex assessori. Si sarebbe dovuta tenere la scorsa settimana ma mancava il responsabile dell’Ufficio tecnico. Poi si scopre che manca anche la perizia propedeutica alla cessione del diritto di superficie e la relazione tecnica… Insomma l’Amministrazione si è incartata. Non mi stupisco più di nulla…”.Ricapitolando….
Il Movicentro non è del Comune! E non è del Comunenonostante l’accordo di programma sottoscritto nel lontano 2003 con Regione e Ferrovie dello Stato per un investimento di oltre un milione e mezzo di euro su un totale di oltre 6,5 milioni.
Per quel che ne sa il vicesindaco Elisabetta Piccoli – lo ha ripetuto anche la scorsa settimana – in base all’Accordo di programma, il Comune avrebbe poi anche dovuto (adesso però nessuno glielo sta chiedendo) valorizzare la vecchia stazione modificandone la destinazione d’uso con una variante al piano regolatore
Di tutt’altro avviso il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti. Intanto perchè senza una variante non si sarebbe potuto costruire il Movicentro e poi perchè le richieste erano già tutte inserite nelle norme di attuazione del Prgc (Ivrea 2000) redatto da Campos Venuti, che a sua volta aveva recepito un piano particolareggiato ideato per l’area ex Montefibre e per l’intera area a disposizione delle ferrovie, compreso il terreno su cui è stato costruito il Movicentro.
“All’articolo 64 – aveva letto in consiglio – si dice che è consentito il commercio al dettaglio, bar, servizi pubblici, terziario, sportelli bancari, cioè proprio quanto richiesto da Trenitalia.Che senso avrebbe avuto una variante su una cosa che già c’era. Basta leggerlo…!!!”.I retroscena
Si è cominciato con il dire dell’esigenza di far scadere tutti i contratti al 31 dicembre. Poi si è detto di una sentenza di un giudice di Bari che vieta i comodati d’uso alle associazioni di volontariato impegnate in attività imprenditoriale. Si è aggiunto che si starebbe utilizzando uno spazio (l’atrio) e non lo si sarebbe potuto utilizzare essendo fuori dal comodato. Ci si è lamentati di un’attività prevalente legata alla ristorazione che avrebbe dovuto al massimo fare da appendice agli eventi e, infine, zac allo Zac! si è scoperto che la bellezza di 15 anni fa il Movicentro è stato costruito su un terreno di Trenitalia senza accennare al diritto di superficie.
Insomma, fin dal primo momento l’impressione è stata che questa maggioranza non solo non avrebbe voluto rinnovare il comodato d’uso ma si sarebbe impegnata per mettere nel bando tanti di quei paletti da impedire allo Zac! di continuare ad essere quello che è oggi.
La storia
Sotto il profilo formale il progetto dei Movicentro, per la risistemazione di immobili o aree dismesse dalle Ferrovie dello Stato si basa su due Accordi di Programma tra Regione, Province e Comuni e un Protocollo di intesa tra Regione e Ferrovia dello Stato (dicembre 2001). Nel febbraio 2003, il Ministero dell’economia e delle finanze e la Regionesottoscrivevano un primo Accordo di Programma Quadro in cui si prevedeva un costo complessivo pari a 89.150.377 euro, di cui 24.290.000 di fonte statale, 37.245.377 di fonte regionale e la restante quota (27.975.000) a carico dei Comuni interessati. I nodi di interscambio che entrano a far parte dell’Accordo sono 28: Acqui Terme, Alpignano, Avigliana, Caselle, Chivasso, Ciriè, Ivrea, Lanzo, Novi Ligure, Pinerolo, Torino Tortona, Trofarello, Venaria, Chieri, Collegno, Domodossola, Moncalieri, Alba, Alessandria, Asti, Biella, Bra, Cossato, Cuneo, Fossano, Mondovì, Verbania.
A Ivrea il costo totale del progetto è pari a6.460.592 euro di cui 3.100.000 (48%) a carico dello Stato, 1.807.599(28%) a carico della Regione e 1.552.993 (24%) a carico del Comune.
Il realismo
Cerchiamo di essere realisti. Il vicesindaco Elisabetta Piccoli, il sindaco Stefano Sertoli e probabilmente anche il sergretario generale pare si stiano cagando addosso preoccupati come non maiper aver pagato bollette della luce e rinnovato un contratto di comodato d’uso di un immobile che Trenitalia ha accatastatoa suo nome fin dal 2015
E’ credibile tutto questo? E credibile che un lato ci sia lo Stato italiano che commissiona indagini statistiche per capire quali siano i suoi possedimenti (e non lo sa) e dall’altra il Comune di Ivrea che quasi sta riuscendo a mandare a gambe all’aria un’esperienza unica e irripetibile come lo Zac!? E’ credibile che a distanza di 20 anni dalla sottoscrizione di un accordo, in scadenza tra 10, Trenitalia chieda “la valorizzazione”di un’area che evidentemente è già stata valorizzata con la costruzione di un Movicentro?
E’ credibile che un’Amministrazione si preoccupi di un’indagine della Corte dei Conti per poche migliaia di euro di bollette quando ci sono sindaci che tuttigli anni ricevono moniti e ammonimenti senza mai sobbalzare dalla sedia?
E’ credibile che il vicesindaco Elisabetta Piccoli tiri fuori il “falso in bilancio” auto-denunciandosi?
E’ credibile che tutte le colpe del mancato sviluppo dell’accordo di programma sottoscritto 20 anni fa siano da imputare solo al Comune di Ivrea e non anche a Trenitalia, Ferservizi o Ferrovie dello Stato che dir si voglia?
Ecco, noi crediamo di no. Edelle due l’una, o l’Amministrazione comunale si è incartata su sè stessa come dice Comotto, o questa vicenda è figlia dell’incapacità di questa classe politica aguidare gli eventi e non subirli, di capire la differenza che passa tra amministrazione della cosa pubblica el’essere imprenditori. Ed è evidente che esistano tanti bravi imprenditori che non potrebbero mai far politica e tanti politici che a fare gli imprenditori finirebbero nei guai.
Le date30 gennaio 2020. L’Amministrazione Comunale annuncia sulle pagine de La Voce che rivedrà il contratto di comodato d’uso dello Zac! per uniformare le scadenze. Titolo: “Zac! Covo di comunisti...”
17 maggio 2020. Il consigliere comunale Anna Bono, travestita da Agente 007 e con la macchina fotografica cerca le prove sull’uso improprio dello Zac!
19 maggio 2020. Lettera all’Amministrazione comunale di un gruppo di consiglieri comunali di maggioranza in cui si chiede di non rinnovare il contratto di comodato d’uso allo Zac! La firmano Anna Bono, Mara Bagnod, Monica Girelli, Donato Malpede, Enrico Marchiori, Marco Neri e Maria Piras
20 maggio 2020. Lettera aperta dello Zac! ai cittadini e all’Amministrazione comunale affinchè si avvii un dialogo costruttivo. Si raccolgono in pochi giorni più di 6 mila firme su change.org
22 maggio 2020. In consiglio fanno capolino due mozioni e un’interpellanza delle Opposizioni. Il sindaco annuncia un bando entro la fine di luglio e dice: “ci metto la faccia”
10 giugno 2020. L’Amministrazione comunale informa che c’è un problema sul diritto di superficie e il vicesindaco stanzia 50 mila euro in bilancio per le pratiche.
14 giugno 2020. Durante una riunione di maggioranza il sindaco va di matto e Bono se ne va. Lite furibonda
14 giugno 2020. Altra dura lettera dello Zac! agli amministratori
14 giugno 2020. Durante una riunione con i soci dello Zac! il sindaco annuncia che il bando promesso entrola fine del mese di luglio non ci sarà e “perde la faccia”
24 luglio 2020 proroga del contratto di comodato d’uso sine die
23 dicembre 2020 Il vicesindaco Elisabetta Piccoli informa che senza una variante di prgc non si può procedere con il trasferimento del diritto di superficie
gennaio 2020. Ferservizi nega di aver mai chiesto una variante al prgc
febbraio 2020. L’Amministrazione comunale pubblica un bando per affidare ad un tecnico la perizia sul Movicentro. La variante era una balla?
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