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20 Aprile 2026 - 19:00
A un anno dall’alluvione che tra il 15 e il 17 aprile 2025 ha colpito la collina del Chivassese, Cavagnolo, Brusasco e Lauriano tornano nei luoghi più segnati dall’acqua. Non solo per ricordare, ma per fare i conti con ciò che è stato fatto — e con quello che ancora manca.
Sul ponte del rio Trincavena, dove la piena superò il livello della carreggiata travolgendo tutto, i sindaci Andrea Gavazza e Giulio Bosso hanno scoperto una targa. Un segno fisico, nel punto esatto in cui l’acqua ha rotto gli argini e la normalità. “A memoria di ciò che è stato, monito per il futuro”, recita l’iscrizione.
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È da qui che riparte il racconto di quei giorni. “I nostri territori sono stati devastati dalla forza dell’acqua”, ricorda Gavazza, riportando l’attenzione su quelle ore concitate: il centro di accoglienza allestito in poche ore, le famiglie sfollate, i soccorsi che si sono susseguiti senza sosta.
Poi la fase successiva, meno visibile ma decisiva. “Nei mesi dopo abbiamo realizzato molte opere di mitigazione del rischio”, spiega il sindaco. Ma il punto, oggi, è un altro: passare dall’emergenza alla difesa strutturale. Il progetto del bacino di laminazione tra Cavagnolo e Brusasco, finanziato con 900 mila euro dalla Regione, è il primo tassello. Non basterà. “Probabilmente dovremo chiedere altri fondi, ma è un’opera fondamentale per proteggere le comunità”.
Accanto a questo intervento, Cavagnolo guarda già oltre: una nuova condotta idrica in borgata Piana, da 2,5 milioni di euro, candidata ai finanziamenti nazionali Rendis.
Anche Brusasco porta il segno concreto di quell’evento. “Il Trincavena ha creato danni alle infrastrutture, alle famiglie, alle attività produttive”, sottolinea Bosso. Le opere di somma urgenza hanno tamponato le criticità più gravi, ma il territorio resta fragile. I 900 mila euro regionali — il finanziamento più alto assegnato in Piemonte — serviranno proprio a ridurre il rischio di nuove esondazioni.
Non solo fondovalle. La collina ha pagato un prezzo altrettanto alto. Frane, smottamenti, strade compromesse. Brusasco ha ottenuto circa 380 mila euro per interventi di consolidamento, ma il quadro resta complesso. “Il fango è entrato nelle case”, ricorda Bosso, riportando il dato più concreto e meno dimenticabile.
A Lauriano, la memoria prende forma in piazza Risorgimento. Una targa indica il livello raggiunto dall’acqua. Un segno semplice, ma difficile da ignorare. Accanto, una citazione biblica che parla di attraversamento e ritorno: “Comune di Lauriano | 17 aprile 2025 | Parrocchia Assunzione di Maria Vergine Siamo passati per il fuoco e per l’acqua, poi ci hai fatto uscire verso l’abbondanza. SAL 66 (65), 12”.
La sindaca Mara Baccolla tiene insieme i due piani: memoria e ricostruzione. “Questa targa ricorda ciò che è accaduto, ma ci permette anche di guardare avanti”. Il paese è stato ripristinato, in alcuni casi migliorato, grazie ai finanziamenti pubblici. Ma anche qui la partita si gioca sul futuro: prevenzione, messa in sicurezza, gestione dei corsi d’acqua.
Il quadro che emerge è netto. L’emergenza è alle spalle, ma la vulnerabilità resta. E la risposta non può più essere solo reattiva.
La Regione ha avviato una strategia basata su bacini di laminazione, consolidamenti e interventi diffusi sul reticolo idrico. Ma la vera sfida è la continuità: trasformare finanziamenti straordinari in una politica stabile di difesa del territorio.
A distanza di un anno, la memoria non è solo commemorazione. È un promemoria concreto: l’acqua è passata di lì, e può tornarci. La differenza, questa volta, la faranno le scelte fatte adesso.
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