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Criminalità? Solo una questione di "percezione". Diamo una chitarra a sti ragazzi!

Il Prefetto di Torino Donato Cafagna si presenta ai sindaci dell’eporediese. Tra numeri rassicuranti e telecamere di videosorveglianza, si discute di sicurezza e criminalità sul territorio

Una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza: un’occasione per il Prefetto di Torino, Donato Cafagna, di presentarsi ai sindaci dell’eporediese e, più avanti, siglare con loro un “protocollo”, per il valore che può avere, considerando che di protocolli ne è piena l'Italia, perlopiù disattesi o dimenticati nei cassetti.

Più che altro un modo come un altro per dire: “Uhèi ragazzi, siamo qui. Telefonatemi. Sentiamoci. Parliamone...”.

Con lui, in passerella, anche il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, il comandante provinciale dei vigili del fuoco Giuseppe Bennardo, il comandante provinciale della Guardia di Finanza Carmine Virno, il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri Roberto De Cinti e il vice questore vicario Luigi Mitola.

Nell’aula magna del Liceo Antonio Gramsci di Ivrea, più che dei problemi di microcriminalità, furti, rapine e baby gang che scorazzano sul territorio praticamente indisturbate, si è parlato di quanto siano utili le telecamere di videosorveglianza, specie quelle di nuova generazione, di formazione e prevenzione, ma soprattutto di “percezione”.

A dirlo sarebbero le statistiche, e pazienza se a Ivrea, nell’arco di pochi giorni, si è passati dal racconto di un paio di furti di biciclette, al furto di alcolici e sigarette al buffet della stazione, alla rapina a mano armata del titolare di Nando, fino alle aggressioni agli studenti e a due turiste indiane. Percezione. Solo percezione.

E che si tratti di percezione dei cittadini, prima ancora che di un peggioramento dell’ambiente, ne è convinto il sindaco di Ivrea, Matteo Chiantore, che ha limitato le sue preoccupazioni al fenomeno degli schiamazzi notturni, al deturpamento dei vasi e ad alcuni gruppi di giovani che scorrazzano notte tempo in centro e in corso Nigra.

"Diamogli una chitarra..." s'è lasciato andare... “Certo” – ha più o meno aggiunto – “sarebbe bello fare prevenzione, ma se non ci sono i soldi…”. 

Chiantore è anche riuscito a leggere qualche riga (ma il Prefetto lo ha stoppato) di una lettera inviatagli da alcuni cittadini residenti al civico 33 di corso Nigra che sono arrivati al limite di sopportazione.

A ruota il sindaco di Bollengo, Luigi Sergio Ricca si è concentrato sulla mancanza di fondi per la videosorveglianza. Piero Rolando Perino, di Prascorsano, ha ricordato che nel suo piccolissimo comune esistono beni confiscati alla mafia, vuoti e inoccupati. Martino Zucco Chinà di Rivarolo  ha parlato di microcriminalità così come Ellade Peller di Nomaglio, che, essendo anche presidente del Consorzio In.rete, non ha tralasciato di accennare ai progetti sul disagio giovanile. Più corposo l’intervento di Pasquale Mazza, di Castellamonte, che ha puntato il dito sulle aggressioni nei pronto soccorso e sul degrado in cui versa il Ponte Preti. Infine, la sindaca di Strambino, Sonia Cambursano, ha segnalato un condominio con uno strano via vai di persone. Tant'è!

Matteo Chiantore con il Prefetto di Torino

Presenti anche il presidente di Confindustria Canavese Paolo Conta, il direttore generale dell'Asl To4 Stefano Scarpetta, il Comandante del Gruppo GDF di Ivrea Francesco Dascanio, il comandante dei carabinieri di Ivrea Manuel Grasso, il dirigente della polizia Stradale Franco Fabbri, il consigliere regionale Alberto Avetta, il consigliere comunale Massimiliano De Stefano e il sindacalista del comparto ospedaliero Serse Negro.

Fuori dal Liceo Gramsci, la protesta del Siap, il sindacato della polizia. Lamentano di essere troppo pochi per l’enorme carico di lavoro che c'è. Il Prefetto li ha invitati a Torino e ha promesso loro un nuovo comandante.

Al termine dell’incontro, il Prefetto si è anche detto contrario alla militarizzazione degli ospedali. Amen!

I numeri? Eccoli. Tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, nei 91 comuni dell’eporediese si contano, dall’inizio dell’anno, 1185 reati, di cui 102 contro la persona, 855 contro il patrimonio (rapine e furti), 295 furti e 14 rapine. Ancora più nel dettaglio, la Polizia ha effettuato 25 arresti e 89 denunce.

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