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Torre Pellice riscopre la beidana: al Museo Valdese la mostra sul simbolo della resistenza protestante

Dallo strumento agricolo all’arma delle comunità perseguitate, fino a emblema identitario dei Valdesi: l’esposizione è visitabile fino al 21 giugno

Torre Pellice riscopre la beidana

Beidana (foto di repertorio)

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Non è solo un attrezzo. È un oggetto che racconta secoli di persecuzioni, sopravvivenza e identità. A Torre Pellice, centro storico delle Valli valdesi, apre domani al pubblico una mostra dedicata alla beidana, strumento divenuto nel tempo simbolo della resistenza dei Valdesi.

L’esposizione, ospitata al Museo Valdese e promossa dalla Fondazione Centro Culturale Valdese, sarà visitabile fino al 21 giugno. Patrocinata dalla Città metropolitana di Torino, la rassegna ripercorre la storia di un oggetto unico nel suo genere, sospeso tra utensile da lavoro e arma.

La beidana nasce come attrezzo ispirato agli strumenti agricoli di uso quotidiano. La sua particolarità è proprio questa: un oggetto apparentemente comune che, nei secoli delle persecuzioni religiose, venne trasformato in strumento di difesa. Si diffuse nelle comunità delle Valli occitane piemontesi per armare le popolazioni locali durante le repressioni che colpirono i protestanti tra il Seicento e il Settecento.

Secondo una ricerca pubblicata nel 1974 dallo studioso Giorgio Dondi sulla rivista “Armi antiche: bollettino dell’Accademia di San Marciano”, la beidana cessò di essere un semplice mannarino di uso comune per assumere una funzione più propriamente bellica già tra le persecuzioni di Emanuele Filiberto (1560-1561) e la guerra per il controllo del Marchesato di Saluzzo alla fine del XVI secolo. È in quel contesto che lo strumento assume una dimensione diversa, legata alla necessità di difesa delle comunità locali.

Nel corso del tempo, l’oggetto ha progressivamente assunto un valore simbolico. Alla fine dell’Ottocento la beidana diventa emblema della tenace resistenza dei Valdesi, un segno identitario che supera la dimensione materiale per entrare nella memoria collettiva. Un simbolo così forte da dare il nome, nel 1985, alla rivista “La Beidana”, ancora oggi pubblicata.

La mostra propone un percorso documentato che affianca fonti storiche, analisi critiche ed esemplari originali dell’attrezzo. L’obiettivo è offrire una lettura rigorosa dell’evoluzione della beidana: dalle origini agricole alla trasformazione in arma, fino alla consacrazione come simbolo identitario della comunità valdese.

Non si tratta soltanto di un approfondimento storico. L’esposizione invita a riflettere sul rapporto tra oggetti quotidiani e contesto politico, tra strumenti di lavoro e necessità di difesa, in un territorio segnato da conflitti religiosi che hanno inciso profondamente sulla storia del Piemonte.

La mostra è visitabile dal giovedì alla domenica, dalle 15 alle 18.30, negli spazi del Museo Valdese di Torre Pellice.

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