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27 Gennaio 2026 - 11:15
Dal Castello di Favria parte una storia di memoria e territorio: al via la docufiction su Giuseppe Destefanis
Dettagli evento
Data di inizio 31.01.2026 - 00:00
Data di fine 31.01.2026 - 00:00
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Prenderà ufficialmente il via sabato 31 gennaio 2026, alle ore 11, nella cornice del Castello di Favria, il progetto cinematografico e culturale “Giuseppe Destefanis – un’eredità di pietra e cuore”, una docufiction dedicata alla memoria e all’eredità storica di Giuseppe Destefanis, figura di riferimento per il Canavese e per la sua storia civile, imprenditoriale e umana. Il Primo Ciak segnerà l’inizio delle riprese di un’opera che nasce con l’ambizione di raccontare non solo una biografia, ma un legame profondo tra una persona, il lavoro e il territorio che ne ha accompagnato il percorso.
Il progetto è promosso dalla Fondazione Ing. G. Destefanis e realizzato in collaborazione con il regista Eraldo Enrietti, con il coinvolgimento diretto dei Comuni di Front e Vauda Canavese, della troupe tecnica e del cast che daranno forma alla narrazione cinematografica. Una rete di soggetti che testimonia fin dall’avvio la volontà di costruire un’opera corale, capace di restituire complessità e spessore a una storia che appartiene non solo alla memoria privata, ma a quella collettiva di un’intera area.
La scelta del Castello di Favria come luogo simbolico di partenza non è casuale. Il sito rappresenta uno dei punti di riferimento storici del territorio e diventa, per l’occasione, spazio narrativo e scenografico di un racconto che unisce pietra e cuore, come suggerisce il titolo stesso della docufiction. Da un lato il patrimonio materiale, dall’altro l’eredità umana fatta di impegno, visione e radicamento nella comunità.
L’obiettivo dichiarato dell’opera è quello di valorizzare il patrimonio umano, civile e culturale legato a Giuseppe Destefanis attraverso un linguaggio cinematografico capace di superare la semplice ricostruzione storica. La docufiction si muove infatti sul confine tra racconto documentario e interpretazione narrativa, con l’intento di rendere accessibile e coinvolgente una storia che parla di lavoro, responsabilità sociale e identità territoriale.
Il Primo Ciak non sarà soltanto un momento tecnico di avvio delle riprese, ma anche un evento pubblico dal forte valore simbolico. La presenza di istituzioni, cittadini e realtà locali è considerata particolarmente significativa, perché il progetto nasce e si sviluppa proprio dal rapporto con la comunità. L’idea è quella di restituire al pubblico una storia che non appartiene al passato in modo statico, ma che continua a interrogare il presente e a offrire spunti di riflessione sul futuro del territorio.
In questo senso, la docufiction si propone anche come strumento di promozione culturale e turistica per il Canavese. Raccontare una figura come Destefanis significa infatti raccontare luoghi, contesti produttivi, relazioni sociali e valori che hanno contribuito a definire l’identità di questa parte del Piemonte. Il cinema diventa così un mezzo per rileggere il territorio, valorizzandone le radici e rendendole comprensibili anche a un pubblico più ampio.
Al termine della cerimonia di avvio delle riprese è previsto un momento di incontro e saluto con il regista e il cast, un’occasione per conoscere più da vicino il progetto, le sue motivazioni e le scelte narrative che guideranno la realizzazione della docufiction. Un passaggio importante, pensato per favorire il dialogo tra chi l’opera la realizza e chi ne sarà, in qualche modo, parte integrante come comunità di riferimento.
Il valore dell’iniziativa è confermato anche dai patrocini istituzionali. La docufiction gode infatti del patrocinio del Consiglio Regionale del Piemonte e del sostegno della Film Commission Torino Piemonte, due riconoscimenti che attestano la rilevanza culturale e cinematografica del progetto e ne rafforzano la credibilità sul piano produttivo.
In un momento storico in cui la memoria dei territori rischia spesso di essere frammentata o semplificata, “Giuseppe Destefanis – un’eredità di pietra e cuore” si propone come un’opera capace di restituire profondità e continuità. Non un’operazione celebrativa fine a se stessa, ma un racconto che intreccia passato e presente, individuale e collettivo, con lo sguardo rivolto a ciò che resta e a ciò che può ancora essere costruito.
Il primo ciak al Castello di Favria rappresenta quindi l’inizio di un percorso che va oltre il set cinematografico. È l’avvio di un lavoro di narrazione e restituzione che coinvolge il Canavese nella sua interezza, chiamato a riconoscersi in una storia che parla di radici, responsabilità e appartenenza.
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Il regista Eraldo Enrietti
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