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“Inciampare per ricordare”: San Mauro ricorda la Shoah a partire dalle sue pietre d'inciampo

L'evento la sera del 27 gennaio davanti al municipio: ricordare gli ebrei perseguitati a partire dai piccoli sampietrini presenti in città

“Inciampare per ricordare”: San Mauro ricorda la Shoah a partire dalle sue pietre d'inciampo

“Inciampare per ricordare”: San Mauro ricorda la Shoah a partire dalle sue pietre d'inciampo. In foto: due pietre d'inciampo sanmauresi

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Per la Giornata della Memoria 2026, San Mauro Torinese sceglie ancora una volta una forma di ricordo che passa dallo spazio urbano, prima ancora che dalle parole.

Martedì 27 gennaio, alle 19, davanti al Palazzo comunale è in programma l’iniziativa “Inciampare per ricordare”, un momento pubblico di raccoglimento attorno alle pietre d’inciampo sanmauresi, segni discreti ma potentissimi della memoria della deportazione.

L’appuntamento nasce dalla collaborazione tra ANPI – sezione Leo Lanfranco, Centro sociale Boccardo – Circolo Arci, Scuola di cultura politica, Libera – presidio “Lea Garofalo” e altre realtà associative del territorio, che da anni lavorano affinché il 27 gennaio non resti una data simbolica, ma un’occasione concreta di riflessione collettiva.

Le pietre d’inciampo, piccole targhe in ottone incastonate nel selciato davanti alle abitazioni delle vittime del nazifascismo, obbligano chi passa a rallentare, a chinare lo sguardo, a leggere un nome, una data, un destino. Non sono monumenti celebrativi, ma frammenti di quotidianità interrotta, che riportano la Shoah, la deportazione politica e militare, dentro le strade di oggi.

Il Giorno della Memoria è stato istituito in Italia con la legge n. 211 del 20 luglio 2000, in coincidenza con la data della liberazione del campo di Auschwitz nel 1945. Una scelta arrivata dopo decenni in cui il ricordo della persecuzione degli ebrei, dei deportati politici e degli Internati Militari Italiani era rimasto spesso confinato alle cerimonie associative o familiari. Oggi quella memoria è patrimonio civile, ma resta fragile, soprattutto in un tempo in cui il linguaggio dell’odio e la banalizzazione del passato tornano a farsi spazio.

L’iniziativa del 27 gennaio entra a far parte di in un percorso più ampio promosso in città. Solo il giorno precedente, il 26 gennaio, San Mauro ospiterà un altro momento di riflessione dedicato agli IMI, i circa 650mila soldati italiani che dopo l’8 settembre 1943 rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò e pagarono quella scelta con la deportazione nei lager nazisti. Una forma di resistenza senza armi, a lungo rimasta ai margini del racconto pubblico, ma oggi sempre più riconosciuta come parte integrante della storia della Resistenza.

“Inciampare per ricordare” non è dunque un evento isolato, ma un tassello di una memoria che San Mauro Torinese continua a costruire nel tempo, intrecciando storia locale e storia europea, luoghi quotidiani e grandi fratture del Novecento. Senza retorica, senza effetti speciali. Con un gesto semplice: fermarsi, guardare a terra, e ricordare che quei nomi incisi nell’ottone non appartengono solo al passato, ma interrogano il presente di tutti.

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