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21 Gennaio 2026 - 10:32
Quando lo Stato tolse i diritti: San Mauro ricorda la persecuzione degli ebrei italiani (immagine di repertorio)
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Data di inizio 01.02.2026 - 10:00
Data di fine 01.01.2026 - 12:00
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La riflessione sulla persecuzione degli ebrei italiani torna al centro del calendario civile di San Mauro Torinese con un appuntamento pubblico inserito nel percorso della Giornata della Memoria. Domenica 1° febbraio, alle 10, la Sala del Consiglio comunale ospiterà l’incontro dal titolo “La persecuzione degli ebrei italiani”, con l’intervento del professor Marco Brunazzi, presidente della Fondazione Studi Storici Gaetano Salvemini.
L’iniziativa, promossa dalla sezione ANPI “Leo Lanfranco” con il patrocinio della Città di San Mauro Torinese, s'inserisce nel solco delle celebrazioni previste dalla legge 20 luglio 2000 n. 211, che ha istituito il 27 gennaio come Giorno della Memoria, data simbolo della liberazione del campo di Auschwitz. Una ricorrenza che non riguarda soltanto lo sterminio del popolo ebraico, ma anche le leggi razziali, le persecuzioni, le deportazioni politiche e militari, e le responsabilità dello Stato fascista italiano.
Il focus dell’incontro sarà proprio la persecuzione subita dagli ebrei italiani a partire dal 1938, con l’introduzione delle leggi per la difesa della razza, che esclusero cittadini italiani da scuole, università, lavoro pubblico, vita sociale. Una discriminazione giuridica e culturale che precedette e rese possibile la deportazione, soprattutto dopo l’8 settembre 1943, quando la repressione si fece sistematica anche sul territorio nazionale. Il contributo storico del professor Brunazzi offrirà strumenti di lettura utili a comprendere come l’antisemitismo non sia stato un’imposizione esterna, ma una scelta politica consapevole del regime.
All’incontro prenderanno parte la presidente del Consiglio comunale Maria Cuculo Vallino, la presidente dell’ANPI Gabriella Roberi e la sindaca Giulia Guazzora, a sottolineare il valore istituzionale di un momento che non si limita alla commemorazione, ma chiama in causa la responsabilità della memoria pubblica.
L’appuntamento del 1° febbraio entra a far parte di un percorso più ampio che, a San Mauro, ha voluto dare spazio anche a storie meno note ma centrali nella storia del Novecento. Solo pochi giorni prima, il 26 gennaio, un altro incontro riporterà l'attenzione sugli Internati Militari Italiani (IMI), i circa 650 mila soldati italiani catturati dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 e deportati nei lager del Reich per aver rifiutato di aderire alla Repubblica di Salò. Una scelta che costò loro anni di prigionia, fame, lavoro forzato, e che oggi viene riconosciuta come una delle prime forme di resistenza senza armi.
Due momenti diversi, ma profondamente legati. Da un lato la persecuzione razziale e l’eliminazione dei diritti civili; dall’altro la negazione della libertà e della dignità di chi disse no alla guerra e al nazifascismo. In mezzo, una stessa necessità: continuare a raccontare, spiegare, contestualizzare. Perché la memoria non resti un rito, ma rimanga uno strumento vivo di comprensione del presente.

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