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27 Luglio 2021 - 11:26
Il presidio ospedaliero di Cuorgnè
CUORGNÈ. Non c’è speranza per una riapertura a breve del Pronto Soccorso di Cuorgnè. Mancano i medici specializzati e non si sa come reperirli oppure – come molti sospettano – non li si vuole cercare più di tanto.
La desolante situazione è stata confermata dal nuovo direttore generale dell’ASL TO 4 Stefano Scarpetta nel corso di un incontro con una delegazione di amministratori cuorgnatesi composta dal sindaco Beppe Pezzetto e dai due capigruppo Vanni Crisapulli per la maggioranza e Giancarlo Vacca Cavalot per la minoranza. Ad essi si erano aggiunti il senatore della Lega Mauro Pianasso da un lato, altri due consiglieri di minoranza dall’altro (Giorgio Trettene e Patrizia Ciochetti). L’incontro si è svolto venerdì 16 luglio, qualche giorno prima del recente consiglio comunale, e le ripercussioni si sono fatte sentire in consiglio, dove l’argomento ha tenuto banco per una quarantina di minuti ad inizio seduta.
Fava ha difeso l’operato dell’ASL e della Regione e rivendicato l’utilità dell’incontro, attaccando invece duramente la lettera che, a nome dei sindaci canavesani, il primo cittadino di Rivarolo Alberto Rostagno aveva scritto all’assessore regionale Icardi. Lettera dalla quale si erano dissociate le amministrazioni di cui fa parte la Lega.
“L’impegno per l’ospedale è trasversale – ha detto – ed è un impegno in difesa del territorio dopo anni di atteggiamenti miopi. La nostra ASL comprende un’area vasta, più complicata da gestire rispetto ad altre a causa delle sue caratteristiche e la situazione non è rosea. Conta 510.000 abitanti ed una carenza di medici che è la più alta della regione: in Piemonte ne mancano 200 ed il 25% nell’ASL TO 4. Non ci sono urgentisti, indispensabili perché un Pronto Soccorso possa funzionare e non li si forma da un giorno all’altro. Mi sono permesso di organizzare l’incontro con Scarpetta - analogo a quelli tenutisi in altri comuni - per rispondere alle richieste del territorio. Il direttore si è mostrato disponibile ed ha spiegato quali siano i problemi da affrontare anche se io ed il sindaco pensiamo che sarebbe stato il caso di andare avanti con il commissario straordinario che conosceva già le diverse situazioni. Nelle prossime settimane l’ospedale comincerà a riprendere le proprie attività ma per il Pronto Soccorso bisognerà attendere: non si tratterà di tempi brevi”.
Rispondendo alle nostre domande dopo la conclusione della seduta, Fava ha espresso stupore per i toni veementi del capogruppo dei Moderati : “Durante l’incontro con il direttore dell’ASL non aveva polemizzato e l’attacco di oggi mi ha molto sorpreso. Le difficoltà sono tante ed è inutile soffiare sul fuoco”.
“Prendo atto del suo impegno” – ha replicato Vacca Cavalot rivolgendosi a Mauro Fava – ma dall’incontro sono usciti solo dei No. La situazione è molto seria e molto grave. In questi anni non si è fatto che chiudere reparti e spostare servizi altrove senza nessun motivo. Manca una strategia”.
Il suo collega di schieramento Ezio Braida ha aggiunto: “Mi sembra di rivedere le stesse identiche scene avvenute il giorno in cui venne in augurato il nuovo Pronto Soccorso. Dopo la visita che ci avevano fatto fare all’interno della struttura messa a nuovo, Cavalot aveva chiesto quale fosse la pianta organica prevista e la risposta era stata: <Vedremo…>. Siamo rimasti fermi lì!”.
Secondo il capogruppo dei Moderati il consigliere regionale ha organizzato quest’incontro “per il gusto di un articolo sul giornale. In un’ora di colloquio, dal direttore dell’ASL abbiamo sentito solo dei No: alla riapertura del Pronto Soccorso così come a tutto il resto. Cos’avrei potuto dire? Ho preso atto: sarebbe stato inutile replicare. Quale risposta si potrebbe dare ad un senatore che sostiene <L’emergenza si affronta con gli elicotteri?> Chi ha bisogno di farsi medicare per un taglio lo trasportiamo con quel mezzo al Pronto Soccorso? I nostri cieli sarebbero affollatissimi… Un incontro come quello rappresenta una presa in giro e la cosa mi urta”.
Non è certo la prima volta che il capogruppo dei “Moderati” affronta in consiglio i problemi inerenti l’ospedale: nell’ultimo anno lo aveva tirato in ballo pressoché tutte le volte, ricevendo “in alcuni casi risposte parziali, in altri nessuna risposta”.
In effetti il sindaco tendeva a smorzare le polemiche ed a a porre rapidamente fine al dibattito. Stavolta si è comportato diversamente: pur dichiarando chiusa per ben due volte la discussione, Pezzetto ha lasciato che si continuasse ed ha assunto egli stesso un atteggiamento più deciso e polemico rispetto alle occasioni precedenti.
“Manca una visione – ha ammesso – e credo che le decisioni vengano prese basandosi su una semplificazione di fondo: <Vogliamo rientrare dal Disavanzo?. Tagliamo i servizi!>. Visto che dovrebbero arrivare fondi specifici per la Sanità di Territorio, bisognerebbe capire cosa s’intenda fare in questo senso ma il progetto non l’ho visto”.
Ha poi aggiunto: “Il territorio non è compatto ma credo sarebbe bene lavorare tutti insieme. Il Comitato ristretto dei Sindaci, di cui faccio parte, incontrerà a breve l’assessore regionale: se da lui possa arrivare una risposta non lo so, non credo che otterremo domani ciò che non abbiamo ottenuto ieri. Purtroppo il cambio in corsa del direttore non è stata l’idea migliore”.
A proposito del Pronto Soccorso, dopo aver anch’egli sottolineato che “per ora resta chiuso” ha ammesso: “Non sono per carattere il tipo che s’incatena e non ho invocato l’aiuto di Medici senza Frontiere ma quello dell’Esercito sì. Si potrebbe trovare almeno una soluzione parziale, ad esempio facendolo funzionare solo durante il giorno e magari spostando qui altri medici dalle ASL meno sguarnite, dietro offerta di incentivi. Il Pronto Soccorso richiede figure professionali precise, che mancano: i bandi vanno deserti perché l’area non è attrattiva ed il personale va motivato, lo dico da tempo”.
“Basterebbe tornare a quando i medici di reparto scendevano in Pronto Soccorso!” – ha esclamato di rimando Fava.
Due voci discordanti rispetto alla mancanza di medici sono arrivate dall’interno della maggioranza uscente, ormai frammentata ed apertamente divisa. Esprimendo il proprio rammarico per non essere stata invitata all’incontro con Scarpetta, Elisabetta Dutto ha affermato: “Mi avrebbe fatto piacere partecipare”. A Fava che le spiegava come l’invito fosse stato fosse rivolto ai capigruppo, ha replicato: “Se avessi saputo del suo svolgimento, ti avrei posto prima le domande che ho fatto oggi”.
Ha poi proseguito: “La mancanza di medici mi sembra un po’ una risposta di comodo. Ce ne sono molti – e Sabrina può confermarlo – che sarebbero contenti di lavorare all’ospedale di Cuorgnè”. A Fava ed al sindaco, che esclamavano rispettivamente “Se li trovate, portateceli!” e “I bandi ci sono stati ma sono andati deserti!” la consigliera ha replicato: “Bisogna continuare a martellare e a non prendere per buono ciò che dicono. Certe affermazioni vengono fatte per motivi di comodo: da tempo l’intenzione è quella di chiudere e tutto è utile se spinge in quella direzione”.
Sabrina Mannarino ha aggiunto: “Sarebbe interessante sapere quanti bandi ci sono stati e quanti sono andati deserti”.
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