Cerca

CRESCENTINO. «Masino non prendeva soldi per velocizzare le pratiche e concedere la cittadinanza»

CRESCENTINO. «Masino non prendeva soldi per velocizzare le pratiche e concedere la cittadinanza»

L’avvocato Gian Maria Mosca

CRESCENTINO. «Il mio assistito si recava fisicamente negli appartamenti. Per questo li deve descrivere»: così in aula al tribunale di Vercelli l’avvocato Gian Maria Mosca ha spiegato perché il suo cliente Stefano Masino, funzionario dell’ufficio anagrafe del Comune di Crescentino che attualmente è a processo per un presunto giro di “cittadinanze facili”, dovesse prendere la parola in aula per spontanee dichiarazioni.

Masino, che non si è sottoposto all’esame dell’imputato, in più di un’occasione in aula ha descritto alcuni degli alloggi dove vivevano i cittadini brasiliani in attesa che la pratica di concessione della cittadinanza italiana fosse portata a termine dal suo ufficio.

In udienza sono stati sentiti una decina di testimoni citati da Mosca: proprietari di appartamenti, ristoratori, un consulente tecnico. Oltre al fatto di voler dimostrare che Masino si recasse personalmente a fare i controlli, il suo difensore ha cercato di ribattere alle accuse degli inquirenti.

Uno dei punti su cui si ha particolarmente insistito è stato quello della contropartita economica: secondo la difesa, infatti, Masino non avrebbe incassato denaro per velocizzare o favorire le pratiche di cittadinanza dei brasiliani che si rivolgevano all’agenzia.

Per Masino e per la collega Annalisa Aresi nelle scorse settimane sono stati revocati gli arresti domiciliari disposti lo scorso ottobre. Stessa cosa per gli altri due imputati, Raphael Bussolo e Simone Frassini. Le accuse a vario titolo sono di associazione a delinquere per corruzione, peculato, falso, violenza privata. Secondo l’operazione “Praemium” condotta dalla Procura vercellese gli impiegati dell’anagrafe favorivano i procedimenti per le cittadinanze e per questo venivano pagati dai due imputati brasiliani, che avevano un’agenzia a Verona e un ufficio a Crescentino.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, a Crescentino in tre mesi al massimo si poteva ottenere la cittadinanza iure sanguinis pagando un pacchetto da circa tremila euro a persona. Le difese però contestano l’impianto accusatorio sostenendo la regolarità delle pratiche. La difesa di Masino, in particolare, ha citato dei cittadini argentini che hanno ottenuto la cittadinanza a Crescentino, con un canale diverso da quello brasiliano, che dovranno essere sentiti a settembre. Poi si chiuderà la fase istruttoria e ad ottobre inizierà il dibattimento. Il Comune, intanto, si è costituito parte civile.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori